Rubriche e analisi Commodity della settimana: mais, accelerazione sul future e nuovi target nel mirino

Commodity della settimana: mais, accelerazione sul future e nuovi target nel mirino

12 Settembre 2025 09:28

Il future sul mais riparte. Dopo un’estate trascorsa in un contesto ribassista penalizzato da stime produttive record e da una domanda che, pur in crescita, fatica ad assorbire l’eccesso di offerta previsto per il nuovo anno agricolo, nelle ultime settimane ha ricominciato a correre.

Il report USDA di agosto ha aggiornato sensibilmente al rialzo la produzione attesa per il raccolto 2025/26, portandola a 16,7 miliardi di bushel, nuovo massimo storico, complice l’espansione dell’area coltivata e rese più elevate in tutti i principali stati produttori, ma è la stagionalità a gettare nuova pressione rialzista sui prezzi. Di seguito uno sguardo al grafico del future quotato al CBOT.

Mercato del mais: condizione di domanda e offerta

Torna sotto la lente d’ingrandimento il future del mais dopo una performance nell’ultimo periodo che ha registrato un +10% al CBOT. La commodity ha attirato nuovamente l’attenzione degli addetti ai lavori principalmente in scia alla pressione mossa dalla stagionalità della materia prima.

A raffreddare il movimento rialzista si riscontrano i dati sul fronte dell’offerta, la quale, da quanto si evince dal report USDA di agosto, risulta in forte crescita spinta da un aumento del +7% sia nella superficie coltivata che in quella raccolta, accompagnato da un incremento del 5% nella resa per acro. Inoltre, secondo il sondaggio NASS, oltre il 72% del mais coltivato negli USA si trova in condizioni “buone o eccellenti”, un dato superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e tra i migliori degli ultimi cinque anni. Con queste premesse, gli stock finali per la stagione sono stati rivisti in rialzo a 2,117 miliardi di bushel, massimo dal 2018/19, con un effetto evidente sulle quotazioni estive: il prezzo medio di riferimento per la stagione è stato abbassato a $ 3,90/bushel, mentre i prezzi spot si sono attestati mediamente nella fascia $ 3,50-$ 3,80/bushel.

Sul lato della domanda, si registrano segnali positivi che però non compensano l’intero incremento della produzione. Il mais destinato a mangimi e usi residuali è stato rivisto in crescita di 250 milioni di bushel (a 6,1 mld), mentre l’uso per la produzione di etanolo guadagna 100 milioni di bushel grazie a feedstock più economici e alla tenuta dei dati EIA sulla raffinazione. Spinge anche l’export USA, con una revisione al rialzo delle vendite sia per la stagione corrente (+70 mln) che per quella futura (+200 mln, a 2,875 miliardi). Le destinazioni principali restano Messico, Colombia e Asia, ma si evidenzia anche una forte domanda per l’etanolo statunitense da parte di Canada, Regno Unito, UE e India.

Il prezzo del future nel periodo corrente sta assumendo tuttavia una direzione in controtendenza rispetto alla dinamica macroeconomica, in quanto per gli operatori di mercato la fase attuale potrebbe rappresentare un’opportunità per accumuli strategici, specie in vista di eventuali shock climatici o tensioni geopolitiche che potrebbero compromettere il ciclo produttivo.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future sul mais mostra segnali tecnici di rinnovato interesse dopo un’estate che ha spinto verso un netto calo. La performance da inizio 2025 resta infatti negativa per circa -8,5%, ma il dato più significativo riguarda il recente rimbalzo, con un guadagno di circa il +10% nelle ultime sedute, che ha riacceso l’attenzione degli operatori.

Dal punto di vista grafico, il movimento recente si inserisce all’interno della già anticipata configurazione del pattern “orecchiette di lupo”, una figura che, una volta confermata con la rottura della neckline (in verde), ha raggiunto il proprio target minimo in area $ 3,85/bushel. Il movimento ha successivamente avviato una fase di inversione, come suggerito dal pattern stesso, proiettando le quotazioni nuovamente in prossimità dell’area della neckline, nuovo target minimo.

A sostegno di questo scenario, la rottura della trendline ribassista di medio periodo (in rosso) ha fornito un segnale tecnico significativo, aprendo la strada ad una fase di recupero più strutturata. Il breakout è stato infatti accompagnato da un incremento marcato dei volumi di scambio, un elemento che conferisce validità al movimento e suggerisce l’avvio di una possibile fase di accumulazione. In caso contrario, in mancanza di una conferma di rottura rialzista alla congestione, non è da escludere un retest della trendline, che agirebbe da nuovo supporto dinamico.

Sul fronte RSI a 14 periodi, l’oscillatore aveva anticipato l’inversione attraverso una divergenza rialzista (in rosso) rispetto al grafico dei prezzi, preannunciando un potenziale cambio di direzionalità. Il successivo breakout della resistenza dinamica (in verde) e la violazione dei due livelli statici chiave (in viola) hanno confermato il nuovo sentiment di mercato. Questi stessi livelli fungono oggi da supporti, sui quali il mercato si potrà testare per consolidare il movimento in corso.

Il mais sembra quindi aver messo alle spalle la fase più critica, grazie ad un pattern grafico che ha rispettato la propria struttura tecnica; resta da verificare se il mercato sarà in grado di consolidare il movimento.