Commodity della settimana: rame, è ancora rally, focus tecnico e sul mercato
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Riflettori del mondo commodities ancora puntati sul rame. Nuovi massimi per il metallo rosso, che nell’ultima settimana ha aggiornato i propri record storici spinto da un mix di fattori macro e squilibri sul fronte dell’offerta. Tuttavia, le prese di profitto emerse nelle ultime sedute e alcune divergenze tra fondamentali e dinamiche speculative suggeriscono cautela sul proseguimento del trend rialzista. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al LME.
Mercato del rame: condizione di domanda e offerta
Rame
che si conferma tra le principali materie prime ad uso industriale, nonostante un’elevata suscettibilità alle dinamiche speculative e macroeconomiche. Alla base dell’ultima accelerazione dei prezzi ci sono infatti le crescenti tensioni sul fronte produttivo. In particolare, come riportato nell’ultima guidance del 3 dicembre, la società canadese Ivanhoe Mines ha tagliato le stime di output per l’impianto Kamoa-Kakula nella Repubblica Democratica del Congo, mentre Glencore ha rivisto al ribasso le previsioni per il 2026. In controtendenza Rio Tinto, che ha invece alzato le stime per il sito Oyu Tolgoi in Mongolia, ma il peso specifico dei tagli resta predominante negli equilibri di mercato. A queste notizie si aggiunge un’anomala impennata delle richieste di ritiro fisico dai magazzini asiatici monitorati dalla London Metal Exchange, segnale che secondo ANZ riflette un forte timore di scarsità nel breve periodo. Un’ulteriore fonte di tensione è rappresentata dalla prospettiva che gli Stati Uniti possano introdurre nuovi dazi sull’import di rame raffinato a partire dal 2026, spingendo i trader a riorganizzare le rotte commerciali.
Sul fronte macroeconomico, il deprezzamento del dollaro ha dato ulteriore linfa alle quotazioni: un dollaro debole tende infatti a rendere le materie prime più accessibili in valuta locale, sostenendo la domanda globale ed incrementandone la pressione sui prezzi dei futures. Inoltre, le attese di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre hanno rafforzato l’appeal delle commodity industriali come il rame, tradizionalmente sensibili alla ripresa economica.
Tuttavia, non mancano segnali di allerta. BNP Paribas sottolinea che le prospettive di lungo termine restano incerte, con una domanda finale ancora debole e il rischio che gli attuali livelli di prezzo riflettano più entusiasmo speculativo che fondamentali solidi. In particolare, le intenzioni annunciate da alcune fonderie cinesi di ridurre la produzione di oltre il 10% nel 2026 potrebbero avere impatto limitato, se la domanda non dovesse accelerare di pari passo.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future sul rame quotato al LME prosegue la sua corsa con una performance di circa il +30% da inizio anno, sostenuto da un quadro tecnico e fondamentale solidamente impostati al rialzo.
Da un punto di vista grafico, l’elemento più significativo è la trendline di medio periodo (in blu), distante dall’attuale posizione dei prezzi ma ancora perfettamente valida, una condizione che evidenzia la forza del trend e allo stesso tempo la profondità dell’impulso rialzista in corso. La distanza dalla linea di tendenza suggerisce un mercato ancora tonico, ma invita anche a interrogarsi sulla sostenibilità di una progressione così inclinata senza fasi correttive di rilievo.
La nuova accelerazione rialzista si inserisce in un quadro già anticipato nell’analisi precedente, dove si evidenziava una fase di accumulazione che ha portato alla formazione di un doppio minimo (in verde), completato dalla rottura della resistenza statica (in arancione) in area $10.930/tonnellata. Il breakout ha rilasciato un impulso immediato che ha portato il rame a raggiungere il primo target tecnico in area $11.300/tonnellata, livello che coincide con una resistenza chiave, diventata ora supporto. La figura individua un secondo target in area $11.550/tonnellata, zona che il mercato si appresta a esplorare per la prima volta e che rappresenta un potenziale spartiacque tra una fase di estensione del trend, con potenziale di area $ 12.000/tonnellata, e la necessità di una pausa fisiologica. L’avvicinamento a nuovi massimi assoluti richiede infatti una partecipazione crescente da parte degli operatori, elemento che al momento non emerge con sufficiente chiarezza.
L’RSI a 14 periodi conferma pienamente la forza del trend: l’oscillatore ha superato sia la resistenza statica (in viola) sia quella dinamica (in verde), costruendo una struttura coerente con la dinamica di breakout osservata sulla price action. L’unica nota stonata all’interno del quadro tecnico riguarda la divergenza sui volumi, che mostra una tendenza decrescente proprio mentre il prezzo registra i massimi storici.
