Rubriche e analisi Commodity della settimana: argento, ancora rally, ma per quanto? Assist da domanda industriale e Fed

Commodity della settimana: argento, ancora rally, ma per quanto? Assist da domanda industriale e Fed

28 Novembre 2025 09:51

Dopo settimane in cui i riflettori si sono concentrati sul rally dell’oro, anche l’argento si è ritagliato un ruolo da protagonista tra i metalli preziosi, toccando nuovamente ai massimi relativi di ottobre. Il metallo bianco beneficia in parte della stessa narrativa macro che ha sostenuto l’oro – prospettive di tagli ai tassi da parte della Federal Reserve, indebolimento del dollaro, tensioni geopolitiche e timori sulla sostenibilità del debito americano – ma presenta anche dinamiche di mercato specifiche. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al Comex.

Mercato dell’argento: la condizione di domanda e offerta

Mercato dell’argento nuovamente sotto i riflettori grazie alla reazione alla recente correzione sui principali listini. A dominare lo scenario per il metallo bianco non sono tanto le variabili speculative, che caratterizzano il mercato dell’oro, quanto alla domanda industriale. Secondo il Silver Institute, il record del 2024 con 680,5 milioni di once impiegate nelle applicazioni industriali, si è tradotto in un deficit strutturale: per il quarto anno consecutivo, la domanda globale ha superato l’offerta. Questa dinamica sta portando ad un progressivo svuotamento dei magazzini, come testimoniato dal crollo delle riserve in Cina ai minimi degli ultimi 10 anni, già in difficoltà per mancanza di scorte stabili. ING segnala che l’impennata delle esportazioni cinesi di argento – oltre 660 tonnellate in ottobre, massimo storico – ha ulteriormente accentuato la pressione sulla disponibilità globale.

Ad aumentare la pressione sui prezzi si potrebbe aggiungere la partecipazione al mercato anche da parte degli operatori retail, al momento assenti, con le posizioni in metallo fisico detenute dagli ETF che restano ben al di sotto dei massimi del 2021.

A stimolare la recente volatilità inoltre, si evidenziano le aspettative su una Fed più colomba che hanno alimentato l’interesse verso i metalli preziosi: i future prezzano ormai con un’elevata probabilità un taglio dei tassi da 25 punti base a dicembre e tre ulteriori tagli entro fine 2026. Inoltre, la possibile nomina di Kevin Hassett – figura vicina alla visione politica di Donald Trump – a nuovo presidente della Fed ha ulteriormente rafforzato le scommesse su una politica monetaria più accomodante.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future sull’argento quotato al Comex mantiene una performance sorprendente da inizio anno, pari a circa +83%, risultato che sintetizza un 2025 dominato da una prevalenza rialzista. La struttura tecnica conferma l’impostazione positiva nel quadro di breve, ma la price action suggerisce che il mercato potrebbe essere entrato nella parte più matura dell’impulso.

A livello grafico il primo elemento chiave è la trendline di breve periodo (in bu), ancora intatta nonostante la correzione registrata ad ottobre e con i prezzi che si muovono in costante allontanamento ad evidenziare la forza del trend.

Ancor più rilevante è il canale ad inclinazione positiva (in verde), ampliato rispetto all’analisi precedente per adeguarsi ad oscillazioni sempre più ampie a delineare maggior volatilità. La price action continua a muoversi all’interno della struttura, con la mediana a fungere da catalizzatore delle oscillazioni ed i limiti della figura a contenere il prezzo. Il rimbalzo avviato dopo la correzione di ottobre sul supporto statico (in nero) in area $ 47,50/oncia ha coerentemente spinto il prezzo verso la mediana e potrebbe estendersi ad un test del limite superiore del canale, ma rimane plausibile che si tratti di un movimento di natura correttiva all’interno di una fase più ampia di consolidamento.

Il quadro è coerente con l’analisi dei volumi, in graduale diminuzione nel corso dell’ultimo mese. Anche l’RSI a 14 periodi conferma la perdita di momentum evidenziando un ritmo meno sostenuto rispetto alla prima parte dell’anno. Per assistere a un ritorno verso la mediana o verso la fascia superiore del canale sarà necessario un breakout delle resistenze statica (in viola) e dinamica (in verde) dell’oscillatore; viceversa, un nuovo rifiuto su questi livelli, o la perdita dei supporti, anticiperebbe invece una fase correttiva più marcata.

Dopo una progressione così intensa, una pausa del trend appare fisiologica. Nel breve, ad ogni modo, la struttura grafica rimane orientata al rialzo, ma con segnali di stanchezza che non vanno ignorati. Saranno i trigger sui livelli chiave, sia sul prezzo sia sull’RSI, a determinare se l’argento potrà estendere ulteriormente il rally o se la fase correttiva, già intravista a ottobre, si riproporrà con maggiore decisione.