Commodity della settimana: oro, nuovi massimi storici tra incertezza e timori Fed
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Il future sull’oro ha nuovamente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori, supportato da una combinazione di fattori macroeconomici e politici che stanno muovendo nuovamente gli equilibri sui mercati. Tra l’incertezza sulla politica monetaria statunitense, le crescenti tensioni istituzionali attorno alla Federal Reserve ed un possibile ritorno dell’inflazione, l’oro si ripropone come bene rifugio di lungo termine, con stime che iniziano a ipotizzare livelli di prezzo ben oltre i recenti massimi storici. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al Comex.
Oro, la medicina contro incertezza ed instabilità
L’oro torna alla ribalta dopo i recenti massimi storici che hanno portato il re dei metalli preziosi a registrare nuovi massimi storici sul livello di $ 3.640,10/oncia. I rally che storicamente hanno caratterizzato la commodity sono spesso stati sostenuti dalla funzione di “riserva di valore” ben svolta dall’oro, ed anche in questo la dinamica non sembra essere tanto diversa. Goldman Sachs ha ribadito nei suoi recenti outlook come l’oro sia attualmente la “highest-conviction long” nel comparto delle materie prime. Oltre alla domanda istituzionale – con le banche centrali che continuano a diversificare le proprie riserve – si aggiunge la possibilità concreta che anche gli investitori privati incrementino la propria esposizione, visti i rendimenti attesi e il clima di crescente instabilità. Il potenziale di rialzo è rilevante: secondo Goldman, infatti, anche solo una riallocazione dell’1% del mercato privato dei Treasury americani verso il metallo prezioso basterebbe per spingere i prezzi fino alla cifra record di $ 5.000/oncia, un livello che supererebbe di gran lunga anche lo scenario “tail risk” da $ 4.500 delineato dalla stessa banca.
A catalizzare lo scenario descritto dal gigante degli investimenti è il clima di incertezza attorno alla Fed che si è venuto a creare nelle ultime settimane. L’indipendenza di questo ente sembrerebbe essere stata minata dalle recenti dichiarazioni del Presidente Trump, intenzionato a riorganizzare la governance della banca centrale per ottenere politiche monetarie più accomodanti, scatenando un’ondata di preoccupazioni tra gli operatori che temono un allentamento forzato delle condizioni monetarie. Secondo JPMorgan, proprio l’oro rappresenterebbe l’asset che più di tutti riflette la cosiddetta “Fed independence trade”: l’incremento delle posizioni long sui future evidenzierebbe un crescente bisogno di protezione da parte degli investitori, in un contesto di potenziale perdita di fiducia verso le istituzioni monetarie. In parallelo, ad incrementare maggior pressione sui prezzi del metallo prezioso si registra anche il rischio di un’inflazione fuori controllo, la quale sta spingendo il capitale verso asset tangibili, come le commodity.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future sull’oro quotato al Comex conferma la sua forza con una performance da inizio anno di +36,7%, sostenuta dal recente breakout tecnico che rafforza lo scenario rialzista di medio periodo.
Dal punto di vista grafico, la rottura al rialzo del triangolo rettangolo (in blu) ha confermato un pattern di continuazione, proiettando un target minimo potenziale in area $ 4.000/oncia. La configurazione appare significativa anche grazie all’aumento dei volumi di negoziazione in fase di breakout del limite superiore, elemento che certifica la significatività del movimento in rottura.
Il nuovo obiettivo di prezzo, in uno scenario di breve periodo, si colloca in corrispondenza della resistenza superiore del canale ascendente (in verde), che aveva caratterizzato l’andamento dei prezzi nei mesi scorsi. Qualora il metallo prezioso tornasse a muoversi stabilmente all’interno di questo range, si andrebbero a riattivare anche i criteri di supporto e resistenza forniti dai suoi limiti.
Sul fronte degli oscillatori, l’RSI a 14 periodi ha invalidato la precedente divergenza ribassista (in rosso), che fungeva da principale resistenza dinamica. L’oscillatore ha inoltre superato la resistenza statica (in viola), anticipando il movimento verticale dei prezzi e aggiungendo significatività al segnale rialzista.
In ottica operativa, il focus rimane sulle principali resistenze dinamiche e statiche che potrebbero rallentare la corsa dell’asset. Particolare attenzione si dovrà tuttavia come sempre porre all’eventuale discesa dei prezzi sotto i livelli chiave evidenziati, scenario che invaliderebbe temporaneamente il quadro rialzista. Tuttavia, il contesto tecnico appare al momento allineato con i driver geopolitici e macroeconomici, che continuano a favorire l’oro come bene rifugio ed a sostenere il suo rally.
