Rubriche e analisi Commodity della settimana: caffè arabica, aumenta la volatilità sui futures tra dazi e surplus produzione

Commodity della settimana: caffè arabica, aumenta la volatilità sui futures tra dazi e surplus produzione

1 Agosto 2025 09:07

Torna sotto la lente di ingrandimento del mondo commodities il futures sul caffè arabica, il quale, dopo settimane di ribassi ed assestamento, ha assistito ad un nuovo scossone complice il ritorno delle tensioni politiche e commerciali tra Stati Uniti e Brasile. Le dichiarazioni del Presidente Trump hanno immediatamente riattivato le dinamiche speculative riaccendendo gli animi di un mercato da tempo in discesa grazie ad una condizione meteo favorevole. Di seguito il commento tecnico al grafico del future del caffè arabica quotato all’ICEUS.

Arabica, tariffe e tensioni nella catena di approvvigionamento

Addetti ai lavori che guardano con rinnovato interesse il mercato del caffè arabica, recentemente colpito da una nuova ondata speculativa. A scuotere i mercati sono state le parole di Trump che hanno confermato l’imposizione di dazi al 50% sulle importazioni brasiliane a partire dal 6 agosto, incrementando volumi di scambio sui futures e spingendo i prezzi al rialzo nel breve periodo. Gli effetti delle tariffe rischiano di colpire in pieno l’intera filiera del caffè statunitense, la quale presenta pochissime alternative e possibilità di sostituzione delle forniture brasiliane. Secondo gli esperti, le principali conseguenze si faranno sentire soprattutto in autunno, quando le torrefazioni esauriranno le scorte acquistate prima dell’estate incidendo sui prezzi al dettaglio del caffè, che negli USA sono già saliti del 9% nel corso del 2025.

Ad incrementare la pressione rialzista si aggiunge un contesto dove le forniture da Colombia e Honduras sono già state in gran parte assorbite dai grandi torrefattori statunitensi, mentre il Vietnam, secondo produttore mondiale, è specializzato in robusta, qualità meno pregiata e usata prevalentemente nell’instant coffee. L’arabica brasiliano rappresenta infatti tra il 35%-40% del caffè consumato negli Stati Uniti. Con un raccolto atteso di 65 milioni di sacchi nella stagione 2025-26, come segnalato dal report USDA, il Brasile è di gran lunga il primo produttore mondiale. Di questi, oltre 40 milioni sono di varietà arabica, superando da solo la produzione combinata degli altri principali cinque produttori mondiali.

Sul fronte dei fondamentali, le prospettive meteorologiche sono migliorate rispetto ai picchi di siccità che avevano fatto impennare i prezzi fino a $ 4,30/lb a febbraio. Il recente incremento delle piogge in Brasile ha spinto l’USDA ad alzare le stime di produzione per il 2025-26, riducendo la pressione sui futures dovuta alla scarsità della materia prima. In assenza di dazi, i prezzi dei futures sarebbero infatti stati destinati a scendere ulteriormente dopo il calo del 35% registrato nei mesi scorsi.

Lo scenario resta quindi altamente incerto: da un lato, la domanda globale di arabica è solida, sostenuta dal consumo urbano e dalla ripresa del settore horeca; dall’altro, le tariffe rischiano di raffreddare i flussi commerciali e rallentare la redistribuzione dei surplus.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future sul caffè arabica quotato all’ICEUS continua a muoversi in un contesto di debolezza strutturale, con una performance negativa del -6,83% da inizio anno. I recenti rimbalzi tecnici non hanno ancora generato un’inversione strutturale ed il quadro rimane fragile, ma i cambiamenti sul fronte macroeconomico e geopolitico potrebbero forzare un nuovo momentum rialzista.

Dal punto di vista tecnico, il future ha rotto la trendline ascendente di lungo periodo (in blu), configurando una nuova trendline discendente (in rosso) che guida ora la dinamica di breve periodo. A confermare la debolezza in atto, si evidenzia anche la presenza di un doppio massimo completato con la rottura del supporto statico in area $ 3,38/libbra (in arancione). Tale figura proietta un target ribassista in area $ 2,67/libbra, livello inferiore rispetto ai prezzi attuali, che per ora stanno consolidando un rimbalzo attorno ai $ 2,95/libbra.

Il grafico dell’RSI a 14 periodi si muove in territorio neutrale ma mostra un tentativo di recupero sopra le prime resistenze: sia quella statica (in viola) che quella dinamica (in verde). Un breakout deciso dell’RSI sopra i livelli di congestione, accompagnato da una ripresa dei volumi, rappresenterebbe il primo segnale utile per ipotizzare una potenziale inversione di breve. Fino ad allora, tuttavia, prevale un’impostazione ancora negativa.

In generale, quindi il future del caffè arabica rimane inserito in una fase a matrice ribassista nel medio periodo, in attesa di un segnale di forza credibile che possa invertirne la tendenza. Inoltre, la presenza del doppio massimo e l’incapacità di superare i primi livelli chiave lasciano aperto il rischio di ulteriori discese, specialmente se l’RSI non riuscirà a consolidare la rottura al rialzo. Nuovi scenari potranno svilupparsi in concomitanza dell’evolversi del contesto commerciale, ma solamente il mercato ci dirà quale dei due driver sarà il principale catalizzatore nel prossimo periodo.