Commodity della settimana: argento, il dollaro vince il duello da bene rifugio e volatilità resta alta
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Il future dell’argento attraversa una fase complessa, segnata da una correzione profonda dopo l’euforia di inizio anno e da un improvviso cambio di narrativa sui mercati globali. Se nei mesi scorsi il metallo bianco aveva beneficiato della corsa ai real asset, l’escalation del conflitto in Medio Oriente e l’impennata del petrolio hanno riportato il dollaro al centro della scena come principale bene rifugio, penalizzando l’intero comparto dei metalli preziosi.
Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al Comex.
Mercato dell’argento: la condizione di domanda ed offerta
Metalli preziosi ancora al centro di forti turbolenze sui mercati. Il driver dominante delle ultime settimane è stato il ritorno dell’avversione al rischio in un contesto però anomalo: anziché sostenere in modo lineare oro e argento coerentemente con il ruolo a loro associato di bene rifugio, la crisi in Medio Oriente ha rafforzato soprattutto la domanda di valuta americana.
La prosecuzione del blocco dello Stretto di Hormuz ha sostenuto i prezzi energetici, alimentando timori di una nuova fiammata inflazionistica. Questo ha portato mercati e banche centrali ad assumere un tono più aggressivo sulla politica monetaria, cancellando di fatto le aspettative di tagli dei tassi che fino a poche settimane prima erano ancora sul tavolo. Per l’argento, che tende a dare il meglio in un contesto di tassi reali in calo e dollaro debole, il cambio di scenario è stato pesante. A differenza dell’oro, che conserva una componente monetaria più marcata, il metallo bianco ha pagato anche la sua natura ibrida data dal suo impiego come metallo industriale, quindi più esposto al rischio di rallentamento dell’attività economica globale.
Un primo spiraglio di tregua è arrivato dalle indicazioni secondo cui il presidente Trump vorrebbe chiudere il dossier iraniano nel giro di poche settimane. Secondo alcuni osservatori, questa impostazione ha iniziato a spostare parte del premio al rischio costruito su energia e agricoli nuovamente verso metalli preziosi ed equity. In altre parole, se il mercato iniziasse davvero a credere in una de-escalation rapida, l’argento potrebbe tornare a recuperare terreno insieme agli altri asset ciclici e ai metalli preziosi, ma per ora si tratta più di una possibilità che di una certezza.
In un quadro dominato dalla volatilità, uno sguardo al mercato fisico sui dati del CME relativi alle delivery intentions per il contratto aprile 2026, mostrano un’attività ancora presente sulle consegne, con un totale mensile che resta significativo nonostante il dato giornaliero contenuto. Questo non basta da solo a parlare di tensione strutturale, ma suggerisce che l’interesse per il metallo fisico non è scomparso del tutto nemmeno nella fase di correzione. È un punto importante, poiché l’argento è spesso soggetto a movimenti molto violenti quando il mercato cartaceo e quello fisico smettono di muoversi in sincronia.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future dell’argento in un quadro tecnico profondamente diverso rispetto alla fase euforica che aveva caratterizzato il 2025 e l’inizio del 2026. Dopo una crescita quasi parabolica protrattasi fino a gennaio, il metallo ha infatti avviato una brusca correzione che ha riportato i prezzi su dinamiche più regolari, evidenziando al contempo un progressivo deterioramento della forza del trend rialzista.
Dal punto di vista grafico, la struttura di fondo rimane comunque impostata positivamente, con le quotazioni che continuano a scambiare al di sopra della trendline rialzista di lungo periodo (in blu) e rientrando nel canale ascendente (in arancione).
Un elemento chiave in questa fase è rappresentato dai volumi, che mostrano un progressivo indebolimento. Il POC del Volume Profile evidenzia infatti come l’area di maggiore interesse del mercato non sia ancora stata pienamente recuperata, lasciando spazio ad un vuoto di liquidità che potrebbe rendere fragile l’attuale equilibrio.
Anche l’RSI a 14 periodi conferma questa lettura di incertezza rompendo prima al ribasso i principali supporti, salvo poi tentare un recupero delle resistenze senza però fornire segnali direzionali chiari.
In tale scenario, il mantenimento della struttura rialzista dipenderà dalla capacità dei prezzi di restare sopra il limite inferiore del canale e della trendline mostrando però un ritorno deciso degli scambi, ristabilendo così fiducia e riattivando il trend. Fino ad allora, il future dell’argento resta inserito in una fase interlocutoria, con segnali tecnici che suggeriscono prudenza e un possibile graduale sgonfiamento del movimento rialzista precedente.
