Commodity della settimana: rame, tra tregua fragile in Medio Oriente e ritorno della domanda cinese
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Il future del rame prova a rialzare la testa dopo settimane complicate, in un contesto ancora dominato dall’incertezza geopolitica e dai timori per la crescita globale. Il metallo rosso, che nelle fasi più acute del conflitto in Medio Oriente aveva subito forti pressioni insieme agli altri industrial metals, torna ora a beneficiare di un clima leggermente meno teso e di segnali di maggiore interesse dalla Cina, primo consumatore mondiale. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato al LME.
Mercato del rame: la condizione di domanda e offerta
Segnali di distensione
sul fronte geopolitico a rallentare la discesa sui listini: l’amministrazione Trump ha concesso dieci giorni in più prima di prendere una decisione sulle infrastrutture energetiche iraniane, lasciando aperto uno spiraglio alla diplomazia. A rafforzare la percezione di una possibile de-escalation ha contribuito anche il passaggio di dieci petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, autorizzato da Teheran come gesto di distensione. Il rame, come l’intero comparto dei metalli industriali, era stato penalizzato dal forte aumento dei prezzi energetici legato alla crisi: petrolio e gas più cari significano costi più elevati per la produzione e, soprattutto, un aumento del rischio inflazionistico. In questo scenario il mercato ha iniziato a scontare un possibile rallentamento della crescita industriale globale, con effetti negativi sulla domanda di rame.
Se il quadro geopolitico ha smesso per il momento di peggiorare, il vero supporto di breve periodo al rame arriva dalla Cina. I dati di settore mostrano che le scorte cinesi di rame hanno registrato il più forte calo settimanale dell’anno, segnale che i prezzi più bassi hanno riportato sul mercato una parte della domanda fisica rimasta alla finestra nelle settimane precedenti. Anche la manifattura cinese ha continuato a mostrare segnali di recupero dopo il rallentamento stagionale legato al Capodanno lunare. Secondo la banca australiana ANZ, il recente rientro delle quotazioni ha reso il metallo più appetibile per gli acquirenti asiatici, ma il sostegno derivante dalla Cina potrebbe non bastare da solo a neutralizzare l’impatto di un contesto globale ancora fragile.
Sul medio-lungo periodo, la narrativa rialzista sul rame resta comunque intatta con elettrificazione, sviluppo delle rinnovabili e crescita degli investimenti in data center ed infrastrutture digitali che continuano a sostenere le prospettive di consumo del metallo. Il problema, oggi, sembra quindi essere più ciclico che strutturale: se i prezzi dell’energia restano elevati e le condizioni finanziarie continuano ad irrigidirsi, i settori industriali più energivori potrebbero rallentare, comprimendo temporaneamente la domanda di rame.
Punto tecnico sul grafico del future
Il future del rame quotato al LME si trova in una fase tecnica particolarmente delicata dopo il rally che lo aveva portato a segnare nuovi massimi storici, sostenuto dalla spinta del canale ascendente (in arancione). Il movimento rialzista ha tuttavia mostrato segnali di esaurimento proprio in prossimità dei top, aprendo la strada ad una fisiologica fase correttiva.
L’area di congestione sui massimi (box in arancione), si è rivelata una fase distributiva caratterizzata da prese di profitto e progressiva perdita di momentum. La discesa ha trovato un primo punto di arresto sulla trendline rialzista di medio periodo (in blu), che al momento sta svolgendo il ruolo di supporto dinamico chiave. Il rigetto del tentativo di estensione ribassista su questo livello suggerisce la presenza di interesse da parte dei compratori, anche se il quadro generale resta ancora fragile e fortemente legato al contesto geopolitico.
Un elemento da monitorare è rappresentato dal comportamento dell’RSI a 14 periodi: l’oscillatore aveva già anticipato il deterioramento del contesto con una divergenza ribassista (in rosso), evidenziando una perdita di forza del trend prima ancora della correzione sui prezzi. Successivamente, la rottura dei principali supporti ha confermato il cambio di struttura, favorendo l’attuale fase di debolezza.
Nel breve termine, la tenuta della trendline (in blu) rappresenta il principale spartiacque operativo. Un mantenimento sopra questo livello potrebbe favorire una fase di consolidamento o un tentativo di rimbalzo tecnico, mentre una sua violazione aprirebbe spazio a ulteriori discese. Il rame si trova quindi in un momento chiave, dove la capacità del mercato di difendere i supporti dinamici determinerà la direzione delle prossime settimane.
