Rubriche e analisi Commodity della settimana: alluminio, tra tregua nel Golfo e il rischio offerta

Commodity della settimana: alluminio, tra tregua nel Golfo e il rischio offerta

10 Aprile 2026 08:27

Il future dell’alluminio continua a muoversi in una fase di forte volatilità sulla scia delle notizie geopolitiche, con il mercato che prova a trovare un equilibrio tra il precario allentamento delle tensioni in Medio Oriente ed una filiera dell’offerta che resta vulnerabile.

La tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran e la temporanea riapertura dello Stretto di Hormuz hanno ridotto una parte del premio al rischio, ma non sono bastate a cancellare del tutto i timori su produzione e spedizioni dal Golfo, anche alla luce dei repentini cambi di rotta nelle dichiarazioni ufficiali dei diretti interessati. Di seguito il commento del future quotato al Comex.

Mercato dell’alluminio: la condizione di domanda ed offerta

Gli occhi del mondo ancora puntati sullo Stretto di Hormuz: il Golfo rappresenta infatti una quota rilevante della produzione mondiale di alluminio primario e, proprio per questo, ogni interruzione logistica o produttiva viene immediatamente riflessa nei prezzi. La chiusura della tratta a fine febbraio ed i continui cambi di programma hanno rallentato in modo marcato i flussi in uscita, creando difficoltà nella movimentazione del metallo verso i principali mercati di sbocco. La successiva temporanea intesa ha alleviato la tensione, ma il danno operativo accumulato nelle settimane precedenti e le tensioni sul territorio ancora attuali continuano a pesare. Il mercato, quindi, non sta più reagendo solo al rischio “evento”, ma alla prospettiva che anche una crisi temporanea possa lasciare in eredità effetti logistici più duraturi, soprattutto in un contesto di scorte non abbondanti.

A tenere banco sul fronte dell’offerta, il mercato ha dovuto fare i conti con gli attacchi agli impianti nell’area, con Emirates Global Aluminium costretta a fermare l’attività dello smelter di Al Taweelah. I danni ai siti produttivi si aggiungono poi a dati sulle scorte nei magazzini LME che stanno progressivamente scendendo verso i minimi da diversi mesi. Si tratta di un dato rilevante perché suggerisce che il mercato fisico non dispone di un cuscinetto particolarmente ampio per assorbire nuovi shock di offerta. In altre parole, anche se la domanda non sta vivendo una fase di accelerazione straordinaria, basta un’interruzione relativamente concentrata sul lato produttivo per generare un contesto di scarsità e generare nuova volatilità.

In questo contesto, appesantito inoltre dalla forza del dollaro rispetto alle altre valute, l’alluminio si presenta come una commodity in cui il premio geopolitico non è stato cancellato, ma semplicemente ridimensionato. Finché il mercato non avrà certezze sulla piena ripartenza della capacità produttiva nel Golfo, ogni notizia dal Medio Oriente potrà continuare a generare reazioni repentine.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future dell’alluminio prosegue il 2026 con una performance positiva di circa il +13%, mantenendo un’impostazione rialzista costruita a partire da aprile 2025. Il flusso si inserisce all’interno di un canale ascendente (in arancione), che continua a rappresentare la struttura tecnica di riferimento.

Nel corso delle ultime settimane, tuttavia, la volatilità che ha caratterizzato il comparto delle commodities ha portato il metallo a testare anche livelli superiori rispetto al limite del canale. Questi tentativi di estensione non hanno però trovato conferme solide, evidenziando una difficoltà nel consolidare nuovi massimi e nel dare continuità al trend. In questo contesto, la linea mediana del canale ha assunto un ruolo chiave, fungendo da supporto dinamico nelle fasi di ritracciamento e contribuendo a mantenere intatta l’impostazione rialzista.

La dinamica dei volumi si presenta altrettanto caotica: se da un lato si osservano picchi significativi, dall’altro i breakout risultano accompagnati da volumi relativamente contenuti. Questo comportamento suggerisce una partecipazione non uniforme degli operatori, riducendo l’affidabilità dei movimenti di rottura.

Anche l’RSI a 14 periodi conferma la presenza di segnali contrastanti. L’oscillatore evidenzia una divergenza ribassista (in rosso), indicativa di una perdita di momentum rispetto alla crescita dei prezzi. Inoltre, il recente tentativo di superamento della resistenza statica (in viola) superiore è fallito, rafforzando l’ipotesi di una fase di consolidamento o di un possibile ritracciamento.

Un nuovo test del limite superiore del canale, in assenza di un deciso aumento dei volumi, potrebbe tradursi in un’ulteriore fase di indecisione. Al contrario, solo una ripresa netta delle negoziazioni potrebbe consolidare l’area e proiettare il trend verso nuovi massimi relativi.