Rubriche e analisi Capitalizzazione Piazza Affari: Unicredit ancora al top, Intesa insegue

Capitalizzazione Piazza Affari: Unicredit ancora al top, Intesa insegue

Pubblicato 15 Gennaio 2026 Aggiornato 16 Gennaio 2026 10:32

All’inizio del nuovo anno Piazza Affari si conferma tra i listini più performanti d’Europa. Dopo aver chiuso il 2025 a ridosso dei 45.000 punti — a quota 44.944,54 — il Ftse Mib ha ulteriormente rafforzato il proprio slancio nei primi giorni del 2026, avvicinandosi ai massimi storici del 2001 (alla vigilia dello scoppio della bolla dot-com). Il vero punto di svolta è arrivato il 5 gennaio, alla vigilia dell’Epifania, quando l’indice ha superato la soglia dei 45.000 punti, aggiornando i record e chiudendo la seduta a 45.847 punti.

Un risultato di rilievo, soprattutto se inserito in un contesto di generale cautela sui mercati finanziari, appesantiti dalle incertezze geopolitiche e dalle attese per le prossime mosse del presidente americano Donald Trump. Nonostante ciò, il principale listino milanese registra un progresso di circa il 30% su base annua, sostenuto ancora una volta dal buon andamento del settore bancario, in vista della nuova stagione delle trimestrali relative al quarto trimestre del 2025.

Resta inoltre centrale il tema del risiko bancario, che continua a rappresentare uno dei principali catalizzatori per Piazza Affari anche nel 2026. A muovere le acque sembrerebbe essere nuovamente UniCredit, anche se lo scenario restano ancora in evoluzione.

“Le banche italiane continuano a essere al centro delle speculazioni sulle fusioni e acquisizioni. Tra l’approvazione da parte della BCE all’aumento della partecipazione di Crédit Agricole in Banco BPM e le indiscrezioni secondo cui UniCredit potrebbe aver mostrato interesse ad acquisire una quota in MPS (opzione al momento smentita da UniCredit, n.d.r.), il 2026 sembra destinato a portare ulteriori riorganizzazioni strategiche dopo l’acquisizione a sorpresa di Mediobanca da parte di MPS”, commenta Alessandro Boratti, lead analyst per le banche italiane di Scope Rating, sottolineando che “il consolidamento dovrebbe aprire la strada a sinergie di costo, che consideriamo positive per il credito.”

In questo scenario, le due società che restano salde in vetta per maggior capitalizzazione a Piazza Affari sono Unicredit e Intesa Sanpaolo, seguite da Enel.

Ecco la classifica completa delle aziende del Ftse Mib ordinate per market cap.

Titoli del Ftse Mib ordinati in base alla capitalizzazione di Borsa

Nella tabella sottostante i titoli appartenenti al Ftse Mib vengono ordinati per capitalizzazione (ottenuta dalla moltiplicazione tra prezzo e numero di azioni in circolazione) di mercato decrescente.

Titolo Settore Ultimo prezzo (€) Variazione 1 anno Market Cap (mld €) Peso % sul Ftse Mib
UniCredit Banche 72,28 73,1% 112,6 12,2%
Intesa Sanpaolo Banche 6,00 47,2% 104,5 11,3%
Enel Utility 9,29 31,8% 94,4 10,2%
Ferrari Automotive 305,00 -27,2% 54,0 5,8%
Generali Assicurazioni 34,81 20,0% 53,9 5,8%
Eni Oil&Gas 16,35 17,0% 51,5 5,6%
Leonardo Industriali 58,02 108,6% 33,6 3,6%
Poste italiane Assicurazioni 22,09 55,4% 28,8 3,1%
Banca MPS Banche 9,32 31,7% 28,3 3,1%
Prysmian Industriali 92,32 38,3% 27,4 3,0%
Stellantis Automotive 8,73 -29,3% 25,4 2,7%
BPER Banca Banche 12,17 88,3% 23,9 2,6%
STMicroelectronics Tecnologia 24,55 2,0% 22,4 2,4%
Snam Utility 5,79 32,2% 19,5 2,1%
Banco BPM Banche 12,74 54,3% 19,3 2,1%
Tenaris Oil&Gas 18,03 -5,2% 18,7 2,0%
Terna Utility 9,12 18,3% 18,3 2,0%
Banca Mediolanum Servizi Finanziari 20,00 61,9% 14,9 1,6%
Mediobanca Banche 18,08 19,7% 14,7 1,6%
Unipol Gruppo Assicurazioni 20,38 61,9% 14,6 1,6%
Moncler Moda e Lusso 52,14 -2,5% 14,3 1,5%
FinecoBank Banche 22,55 27,2% 13,8 1,5%
Telecom Italia Tlc e Media 0,57 119,5% 12,8 1,4%
Italgas Utility 10,01 94,5% 10,2 1,1%
Recordati Health Care 48,24 -11,0% 10,1 1,1%
Bca Pop Sondrio Banche 17,57 105,0% 8,0 0,9%
A2A Utility 2,42 6,9% 7,6 0,8%
Inwit Tlc e Media 7,49 -22,3% 7,0 0,8%
Campari Food&Beverage 5,65 3,3% 7,0 0,8%
Brunello Cucinelli Moda e Lusso 94,88 -14,5% 6,5 0,7%
Hera Utility 4,14 19,5% 6,2 0,7%
Saipem Oil&Gas 2,68 3,4% 5,4 0,6%
Azimut Servizi Finanziari 36,83 49,8% 5,3 0,6%
Interpump Group Industriali 47,78 11,3% 5,2 0,6%
Lottomatica Viaggi e Tempo Libero 20,38 55,8% 5,1 0,6%
Iveco Group Automotive 18,87 90,5% 5,1 0,6%
Nexi Industriali 3,83 -17,1% 4,5 0,5%
Diasorin Health Care 75,70 -25,6% 4,2 0,5%
Buzzi Edilizia e Materiali 22,26 13,7% 3,3 0,4%
Amplifon Health Care 13,94 -47,2% 3,2 0,3%

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 15 gennaio 2026

Le due società italiane con la maggiore capitalizzazione di mercato appartengono al settore bancario, quello maggiormente rappresentato all’interno del Ftse Mib. Si tratta di UniCredit ed Intesa Sanpaolo con una market cap di oltre i 100 miliardi di euro (per l’esattezza 112,6 miliardi per Unicredit e 104,5 per Intesa).

È passato poco più di un anno da quando la banca di piazza Gae Aulenti ha lanciato a sorpresa l’offerta su Banco Bpm, dando il via alla stagione del risiko bancario a Piazza Affari. Un’operazione che non si è però concretizzata: lo scorso luglio il consiglio di amministrazione ha deciso di ritirare ufficialmente l’offerta, motivando la scelta con il mancato soddisfacimento della condizione legata all’autorizzazione del Golden Power.

Nel frattempo UniCredit ha smentito le indiscrezioni su un presunto interesse per Bper. La banca guidata da Andrea Orcel ha inoltre respinto le voci relative a un interesse verso la partecipazione in Monte dei Paschi di Siena, definendo tali ricostruzioni “di natura speculativa e ingiustificate”.

A completare il podio Enel, con una market cap che a inizio gennaio 2026 sale a 94,4 miliardi.

Nei primi posti per market cap (più distanziate) si piazzano Ferrari (da 62,2 a 54 miliardi) ma anche Generali che recupera terreno e scavalca di una posizione Eni grazie a una market cap che supera i 53 miliardi.

Se si osserva la struttura settoriale dell’indice Ftse Mib, il settore finanziario, che conta 13 società, è quello più rappresentato all’interno del Ftse Mib e quindi maggiormente in grado di influenzare l’andamento generale del listino, con una forte presenza di banche (8). Altri settori presenti nel paniere principale di Piazza Affari sono le utilities con 7 società a larga capitalizzazione, il comparto automotive e l’industria.

Come funziona il Ftse Mib

Il Ftse Mib, come la maggior parte degli indici di mercato, è un price index, calcolato sommando le capitalizzazioni delle società che lo compongono. Tuttavia, questa metodologia non considera i dividendi distribuiti, il che significa che la performance dell’indice riflette esclusivamente l’apprezzamento in conto capitale (capital gain) e non il ritorno complessivo per gli investitori.

Un aspetto da tenere presente è che, nel giorno dello stacco della cedola, i titoli subiscono un deprezzamento teorico pari al dividendo pagato. Considerando che Piazza Affari è tra le Borse più generose a livello globale in termini di dividendi, con un rendimento medio del 3-4% annuo, nel lungo periodo questo effetto incide significativamente sulla performance del Ftse Mib.

Per avere una rappresentazione più accurata della remunerazione complessiva dell’indice, si può fare riferimento alla versione Total Return, che include anche il reinvestimento dei dividendi, restituendo così un quadro più realistico del rendimento per gli investitori.