Capitalizzazione Piazza Affari: le regine sono Intesa Sanpaolo e UniCredit
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Piazza Affari continua ad essere in questo 2025 uno dei migliori indici in Europa in compagnia dell’Ibex spagnolo. La scorsa settimana l’indice Ftse Mib si è portato a ridosso dell’area dei 45mila punti, arroccandosi sui massimi dal 2001 (alla vigilia dello scoppio della bolla dot-com).
Nonostante i recenti cali, in un clima generale di scarsa propensione al rischio sui mercati che guardano con timore alle possibili mosse sui tassi a dicembre da parte della Fed e seguono da vicino i titoli tech alla vigilia dei conti di Nvidia, il listino principale della Borsa di Milano mostra un saldo positivo di circa +28% da inizio anno. A sostenere queste performance il buon andamento del comparto bancario dopo la nuova tornata di trimestrali che hanno mostrato numeri ancora una nota in rialzo. “Il sistema bancario italiano, peso massimo a Piazza Affari, continua a mostrare numeri da record. A fronte di un margine d’interesse in flessione, il motore delle commissioni è tornato protagonista”, segnala Gabriel Debach di eToro. Il tutto mentre resta acceso il tema del risiko bancario che è stato il fil rouge di questo 2025.
In questo scenario, le due società che restano salde in vetta per maggior capitalizzazione a Piazza Affari sono Unicredit e Intesa Sanpaolo (questo mese a pari merito), tallonate da Enel.
Ecco la classifica completa delle aziende del Ftse Mib ordinate per market cap.
Titoli del Ftse Mib ordinati in base alla capitalizzazione di Borsa
Nella tabella sottostante i titoli appartenenti al Ftse Mib vengono ordinati per capitalizzazione (ottenuta dalla moltiplicazione tra prezzo e numero di azioni in circolazione) di mercato decrescente.
| Titolo | Settore | Ultimo prezzo (€) | Variazione 1 anno | Market Cap (mld €) | Peso % sul Ftse Mib |
| Intesa Sanpaolo | Banche | 5,73 | 52,5% | 99,7 | 11,3% |
| UniCredit | Banche | 64,01 | 61,4% | 99,7 | 11,3% |
| Enel | Utility | 9,08 | 35,6% | 92,3 | 10,4% |
| Ferrari | Automotive | 353,70 | -13,7% | 62,2 | 7,0% |
| Eni | Oil&Gas | 16,53 | 19,0% | 52,0 | 5,9% |
| Generali | Assicurazioni | 33,26 | 23,1% | 51,5 | 5,8% |
| Leonardo | Industriali | 51,08 | 105,3% | 29,5 | 3,3% |
| Poste italiane | Assicurazioni | 21,18 | 62,1% | 27,7 | 3,1% |
| Banca MPS | Banche | 8,73 | 42,5% | 26,5 | 3,0% |
| Stellantis | Automotive | 8,78 | -30,6% | 24,9 | 2,8% |
| Prysmian | Industriali | 83,86 | 36,9% | 24,9 | 2,8% |
| BPER Banca | Banche | 10,43 | 71,6% | 20,5 | 2,3% |
| Banco BPM | Banche | 12,93 | 88,2% | 19,6 | 2,2% |
| Snam | Utility | 5,71 | 31,9% | 19,2 | 2,2% |
| Terna | Utility | 9,08 | 17,3% | 18,3 | 2,1% |
| Tenaris | Oil&Gas | 17,50 | 0,1% | 18,2 | 2,1% |
| STMicroelectronics | Tecnologia | 19,77 | -16,4% | 17,6 | 2,0% |
| Moncler | Moda e Lusso | 56,04 | 16,6% | 15,4 | 1,7% |
| Mediobanca | Banche | 17,60 | 23,1% | 14,3 | 1,6% |
| Banca Mediolanum | Servizi Finanziari | 18,79 | 65,1% | 14,0 | 1,6% |
| Unipol Gruppo | Assicurazioni | 19,34 | 69,2% | 13,9 | 1,6% |
| FinecoBank | Banche | 21,05 | 40,2% | 12,9 | 1,5% |
| Telecom Italia | Tlc e Media | 0,50 | 110,0% | 11,1 | 1,3% |
| Recordati | Health Care | 52,25 | 4,5% | 10,9 | 1,2% |
| Italgas | Utility | 9,44 | 79,3% | 9,6 | 1,1% |
| A2A | Utility | 2,41 | 15,5% | 7,5 | 0,9% |
| Inwit | Tlc e Media | 7,87 | -17,5% | 7,3 | 0,8% |
| Campari | Food&Beverage | 5,64 | -1,1% | 6,9 | 0,8% |
| Bca Pop Sondrio | Banche | 14,87 | 93,8% | 6,7 | 0,8% |
| Hera | Utility | 4,07 | 20,6% | 6,1 | 0,7% |
| Brunello Cucinelli | Moda e Lusso | 87,20 | -2,2% | 5,9 | 0,7% |
| Lottomatica | Viaggi e Tempo Libero | 20,24 | 67,3% | 5,1 | 0,6% |
| Iveco Group | Automotive | 18,42 | 93,9% | 5,0 | 0,6% |
| Azimut | Servizi Finanziari | 33,46 | 42,9% | 4,8 | 0,5% |
| Nexi | Industriali | 3,95 | -27,8% | 4,6 | 0,5% |
| Saipem | Oil&Gas | 2,31 | -2,3% | 4,6 | 0,5% |
| Interpump Group | Industriali | 42,12 | 0,7% | 4,6 | 0,5% |
| Buzzi | Edilizia e Materiali | 21,98 | 10,1% | 3,3 | 0,4% |
| Diasorin | Health Care | 58,86 | -43,6% | 3,3 | 0,4% |
| Amplifon | Health Care | 13,44 | -43,2% | 3,0 | 0,3% |
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 18 novembre 2025
Le due società italiane con la maggiore capitalizzazione di mercato appartengono al settore bancario, quello maggiormente rappresentato all’interno del Ftse Mib. Si tratta di UniCredit ed Intesa Sanpaolo con una market cap di quasi 100 miliardi di euro (per l’esattezza 99,7 miliardi).
E’ trascorso quasi un anno da quando proprio la banca di piazza Gae Aulenti ha lanciato a sorpresa la sua offerta su Banco Bpm, inaugurando quella che è stata ed è la grande stagione del risiko bancario a Piazza Affari. Un’operazione che non è andata a buon fine, con la decisione ufficiale dello scorso luglio del board di piazza Gae Aulenti di ritirare l’offerta per Banco Bpm, “in quanto la condizione relativa all’autorizzazione Golden Power non è soddisfatta”.
E a distanza di qualche mese l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, torna sulla questione Banco Bpm nel corso del Future of finance di Bloomberg che si è tenuto oggi a Milano, definendolo “un capitolo chiuso”. Non è, invece, chiuso il capitolo relativo al Golden Power e il ricorso che il banchiere definisce quasi un dovere.
A completare il podio Enel, con una market cap che sale dagli 80,3 miliardi di metà ottobre 2025 agli attuali 92,3 miliardi. La settimana scorsa il gruppo guidato da Flavio Cattaneo ha annunciato i conti dei 9 mesi con un risultato netto ordinario del gruppo a 5,703 miliardi, da 5,455 miliardi nei nove mesi del 2024 (+4,5%). L’ebitda ordinario è di 17,26 miliardi di euro (+0,9%) nonostante una riduzione dei margini in Italia.
Nei primi posti per market cap (più distanziate) si piazzano Ferrari (da 72,9 miliardi a 62,2 miliardi) ma anche Eni che recupera terreno (scavalca di una posizione Generali) grazie a una market cap superare i 50 miliardi.
Se si osserva la struttura settoriale dell’indice Ftse Mib, il settore finanziario, che conta 13 società, è quello più rappresentato all’interno del Ftse Mib e quindi maggiormente in grado di influenzare l’andamento generale del listino, con una forte presenza di banche (8). Altri settori presenti nel paniere principale di Piazza Affari sono le utilities con 7 società a larga capitalizzazione, il comparto automotive e l’industria.
Come funziona il Ftse Mib
Il Ftse Mib, come la maggior parte degli indici di mercato, è un price index, calcolato sommando le capitalizzazioni delle società che lo compongono. Tuttavia, questa metodologia non considera i dividendi distribuiti, il che significa che la performance dell’indice riflette esclusivamente l’apprezzamento in conto capitale (capital gain) e non il ritorno complessivo per gli investitori.
Un aspetto da tenere presente è che, nel giorno dello stacco della cedola, i titoli subiscono un deprezzamento teorico pari al dividendo pagato. Considerando che Piazza Affari è tra le Borse più generose a livello globale in termini di dividendi, con un rendimento medio del 3-4% annuo, nel lungo periodo questo effetto incide significativamente sulla performance del Ftse Mib.
Per avere una rappresentazione più accurata della remunerazione complessiva dell’indice, si può fare riferimento alla versione Total Return, che include anche il reinvestimento dei dividendi, restituendo così un quadro più realistico del rendimento per gli investitori.