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Wall Street in affanno, Ftse Mib chiude a oltre -3%. Fca buca sul finale

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SEduta negativa per Piazza Affari. Il Ftse Mib ha ceduto il 3,15% a 16.822 punti con un’accelerazione al ribasso nella seconda parte di giornata con l’emergere di dati negativi sul fronte contagi, in particolare in Spagna e la positività a Covid-19 del primo ministro britannico Boris Johnson. Non ha aiutato l’andamento negativo di Wall Street – con S&P 500 e Down Jones in calo di oltre il 3 per cento – dove emergono delle prese di profitto dopo il rimbalzo delle ultime tre sedute.

A Piazza Affari giornata molto difficile per il comparto bancario: Unicredit ha ceduto il 5,33% a 7,87 euro; Mediobanca -6,14%, Bper -6,44%, Banco BPM -4,88% e Intesa Sanpaolo quasi -4%. Sul mercato si guarda alle possibili ripercussioni della crisi Covid-19, che intaccherà non poco sulle banche costringendo alcune allo stop del dividendo. CaixaBank è sta l’ultima in ordine di tempo a tagliare il dividendo (dimezzata l’entità) a causa delle ripercussioni del Covid-19.

Profondo rosso anche per i titoli del risparmio gestito con -6,65% per Azimut e -6,45% Finecobank.

Tra gli industriali calo del 5,99% a 6,478 euro per FCA che ha chiuso sui minimi di seduta. Il Lingotto ha fatto sapere che la riapertura degli impianti negli Stati Uniti e in Canada, nonché le operazioni della sede centrale, verrà posticipata almeno fino al 14 aprile.. Tra gli energetici tonfo del 5,67% per ENI che paga il nuovo passo indietro del petrolio.

Peggior titolo di giornata è stato Buzzi con -8,72%. A pesare il downgrade di Equita SIM ad HOLD dopo la call della società che ha confermato le incertezze legate all’evoluzione del business nelle aree più colpite da Covid-19. Il management, pur non fornendo una guidance sul 2020, ha indicato che l’attuale contesto potrà portare ad un significativo calo della profittabilità.

Tra le poche note liete di giornata c’è Hera (+2,55%).