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Wall Street chiede lumi ad Apple, vendite di iPhone sono un vero e proprio termometro globale

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Protagonista della giornata di oggi è Apple che, a mercati chiusi rivelerà i risultati trimestrali e l’interrogativo che si pongono gli investitori è se il colosso di Cupertino riuscirà a replicare o addirittura superare il successo registrato con la precedente trimestrale che ha fatto volare a Wall street il titolo della Mela Morsicata a livelli record ben oltre la soglia del trilione di dollari di capitalizzazione. 

Sono tanti i motivi per scrutare attentamente la trimestrale di Apple. Da un lato la dimensione monstre di Apple – la capitalizzazione di mercato superiore a 1 trilione di dollari rende Apple molto invasiva per molte strategie passive (Apple rappresenta oltre il 4% del S&P 500, circa il 6% del Dow Jones Industrial Average e il 13% del Nasdaq 100).

Apple è anche un utile indicatore della spesa per la tecnologia consumer. Nel secondo trimestre, ad esempio, ha rappresentato circa il 12% delle spedizioni globali di smartphone.

Attenzione alte su vendite e stime per nuovi modelli iPhone

Le stime di Wall Street parlano di guadagni trimestrali pari a 2,78 dollari per azione e un fatturato di 61,43 miliardi di dollari secondo gli analisti di FactSet, mentre i ricavi si aggireranno tra i 60 e i 62 mld di dollari. Sebbene le tensioni commerciali e le preoccupazioni economiche siano aumentate rispetto all’estate scorsa, gli osservatori sembrano comunque ottimisti sui risultati di Apple e l’attenzione sarà concentrata soprattutto sulle vendite dei nuovi iPhone, con i tre nuovi modelli presentati a settembre chiamati a fare il pieno di vendite nella stagione natalizia (il nuovissimo iPhone XR è disponibile solo alla fine della scorsa settimana).

Per il quarto trimestre fiscale chiuso al 30 settembre gli analisti prevedono che gli iPhone venduti saranno in totale 48,4 milioni, cifra che dovrebbe salire a 77,7 milioni in quello successivo, che comprende il mese di dicembre. “Le guidance saranno il driver più importante della fiducia degli investitori, visto che daranno un primo spaccato sull’effettiva domanda di iPhone Xr”, hanno detto gli analisti di Morgan Stanley.

 

FAANG sottotono

Apple, insieme a Facebook, Amazon, Netflix e Google Alphabet, i cosiddetti titoli FAANG ha trainato al rialzo il mercato azionario ma negli ultimi tempi la parabola dei titoli tech sembra destinata al tramonto. Amazon ha riportato un utile in forte crescita ma per il secondo trimestre consecutivo non ha centrato le attese sul fronte ricavi. Così Alphabet,  la holding a cui fa capo Google ha fatto il pieno di utili, andati oltre le attese, mentre il fatturato ha deluso.

Non solo delusioni. In casa Facebook l’utile del terzo trimestre ha superato le attese salendo a 1,76 dollari per azione trainando al rialzo l’azione anche se i ricavi crescono “solo” del 33% a 13,73 miliardi di dollari (12,09 miliardi di euro), ritmo più basso degli ultimi 6 anni.  Netflix infine ha visto il giro d’affari attestarsi a $4 miliardi e l’utile per azione ha stracciato le stime, attestandosi a 89 centesimi rispetto ai 68 centesimi per azioni attesi dal consensus di Refinitiv.

Ottobre è stato un mese punitivo per i titoli tecnologici con Facebook che ha chiuso il mese  in calo del 7,7%, Amazon ha registrato il peggior mese dal novembre 2008, così anche Alphabet ha chiuso il mese in calo del 9,7 percento e l’indice composito del Nasdaq è risultato in calo del 9,2%, il crollo più pronunciato da novembre 2008. Ora potrebbe essere Apple l’ultimo del gruppo dei FAANG, pubblicando i suoi guadagni trimestrali, a determinare la prossima mossa del mercato azionario.