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Vendite diffuse in Europa: petrolio e dati macroeconomici risvegliano l’Orso

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Avvio di seduta caratterizzata da sensibili ribassi per tutte le principali Borse continentali complici una serie di fattori che sembrano poter risvegliare l’Orso sui mercati internazionali.

Piazza Affari prosegue la striscia di ribassi: pesanti i petroliferi

Male l’indice italiano FtseMib che cede al momento un punto percentuale e mezzo in area 17375 punti. Ancora tra i peggiori i titoli del comparto petrolifero con Eni che lascia sul terreno oltre 2 punti percentuali. Peggio Saipem che cede il 3,4%. Sul comparto, riporta un operatore contattato da Finanza.com che preferisce mantenere l’anonimato, pesano le attese per il prossimo incontro tra i Paesi produttori di greggio in agenda il 17 aprile prossimo a Doha e su cui sembra ci siano poche possibilità che si possa raggiungere un accordo per ridurre la produzione di greggio a livello globale.

Petrolio che non a caso prosegue il proprio trend di ribassi cedendo anche questa mattina un punto percentuale con il future sul Wti che scambia sotto i 36 dollari al barile.

 

Bancari nuovamente colpiti dalle vendite

Dopo un avvio promettente sono tornate le vendite sul comparto bancario che anche questa mattina evidenzia pesanti cali: MPS -4,4%, Banco Popolare -3,4%, Bper -3,4%, Pop Milano -3,2%, Intesa -2%, Unicredit -1,6%. Il settore si conferma una vera e propria zavorra per il listino italiano: da segnalare in particolare l’andamento della Popolare di Milano e del Banco Popolare che dal giorno della conferma dell’operazione che porterà all’integrazione tra i due istituti lasciano sul terreno oltre 25 punti percentuali 

 

Germania affossata dai dati sugli ordini industriali

Male anche l’indice tedesco Dax che cede oltre 2 punti percentuali scambiando in area 9600 punti. Le vendite si concentrano indistintamente su tutti i maggiori titoli del listino tedesco e in particolare su Volkswagen,Continental, RWE, Thyssenkrupp ed E.On che cedono oltre 3 punti percentuali. Sul listino tedesco pesa in particolare il calo registrato dagli ordini all’industria scesi inaspettatamente nel mese di febbraio a conferma che il rallentamento del commercio mondiale sta pesando sulla maggiore economia europea. Il calo mensile è stato dell’1,2% dal +0,5% del mese precedente (rivisto da -0,1%). A livello tendenziale il dato ha segnato invece un modesto incremento, +0,5%.