Notizie Dati Macroeconomici Usa: inflazione core Pce dicembre 2,9% ma Fed cauta su tagli tassi

Usa: inflazione core Pce dicembre 2,9% ma Fed cauta su tagli tassi

26 Gennaio 2024 16:18

Il core Pce scende ai minimi da quasi tre anni a dicembre, confermando la discesa dell’inflazione auspicata dalla Fed e alimentando le scommesse sui tagli dei tassi, anche se serviranno ulteriori prove per convincere i responsabili di politica mometaria. Ecco tutti i dettagli sul report e la reazione dei mercati.

Indice core Pce Usa in discesa al 2,9% a novembre

L’indice core Pce (personal consumption expenditure, che misura l’andamento dei prezzi per consumi personali) ha registrato un aumento del 2,9% a dicembre rispetto all’anno precedente. Il dato è inferiore al 3,2% di novembre e al 3,0% previsto dagli analisti.

Il core Pce, che esclude le componenti più volatili (prezzi alimentari ed energetici), è una metrica di inflazione attentamente monitorata dalla Federal Reserve statunitense per le sue decisioni di politica monetaria.

Su base mensile, l’indice ha registrato un aumento dello 0,2%, pareggiando le stime degli economisti. Il deflatore Pce che include alimentari ed energia è cresciuto dello 0,2% congiunturale e del 2,6% tendenziale, in linea con le aspettative degli analisti.

La spesa per consumi, corretta per l’inflazione, ha segnato un incremento dello 0,5% a dicembre, in linea con novembre e oltre lo 0,3% del consensus, alimentato da un altro forte aumento di salari e stipendi.

Inflazione Usa in rallentamento ma la Fed rimane prudente

Il report di oggi conclude un 2023 che ha visto l’inflazione ritirarsi molto più velocemente di quanto previsto dalla Fed e dagli economisti di Wall Street, mentre il solido mercato del lavoro ha continuato a stimolare le spese dei consumatori. Anche se si prevede che questo slancio subisca una moderazione nel 2024, molti prevedono che l’economia riesca comunque ad evitare una recessione.

Tuttavia, i funzionari della Fed rimangono prudenti nel dichiarare vittoria sull’inflazione e vogliono vedere più segnali di raffreddamento prima di iniziare ad abbassare i tassi di interesse.

La Fed sta già discutendo di una possibile riduzione, ma i costi di finanziamento verranno con ogni probabilità mantenuti nel range 5,25-5,5% nella prima riunione dell’anno, in programma tra il 31 gennaio e il 1° febbraio.

Da alcuni punti di vista, la Fed è già prossima al raggiungimento del suo obiettivo di inflazione. Su base semestrale annualizzata, infatti, l’indice core Pce si è attestato all’1,9% nel mese di dicembre, sotto l’obiettivo del 2% della Fed per il secondo mese.

La reazione dei mercati al dato sull’inflazione core Pce Usa

I rendimenti dei Treasury sono aumentati nonostante i dati che supportano una view più accomodante da parte della Fed, mentre l’azionario scambia poco mosso dopo il quinto record consecutivo registrato ieri dall’S&P 500.

Il titolo di Stato biennale, più sensibile alle aspettative sulle imminenti mosse della Fed, risale di 6 bp al 4,36% e il decennale di 4bp al 4,16%, mentre l’S&P500 cede lo 0,1%, il Nasdaq arretra dello 0,25% frenato da Intel (-11,6%) e il Dow Jones avanza dello 0,1%.

I future sui Fed Funds prezzano 136 bp di allentamento monetario nel corso dell’anno, con la prima mossa attesa a maggio mentre la probabilità di un taglio dei tassi già a marzo è inferiore al 50%.