Notizie Notizie Italia Unipro: il settore cosmetico fa bello il made in Italy, fatturato 2007 visto a +3%

Unipro: il settore cosmetico fa bello il made in Italy, fatturato 2007 visto a +3%

7 Novembre 2007 09:01

Il settore cosmetico in Italia quest’anno crescerà la bellezza del 3%: secondo le stime il fatturato dovrebbe superare gli 8,34 miliardi di euro, rispetto agli 8,09 miliardi dell’anno scorso, quando era stato registrato in confronto con il 2005 un progresso del 2,9%. Ciò secondo i dati del Centro studi e cultura d’impresa forniti in occasione dei festeggiamenti per i 40 anni di Unipro, l’associazione italiana delle imprese cosmetiche. Del resto, il comparto cosmetico del Belpaese è in costante ascesa da anni. Basti pensare che il fatturato è più che raddoppiato negli ultimi dieci anni e che oggi cresce a ritmi sostenuti e più dinamici rispetto agli altri comparti del made in Italy.


“I 40 anni di Unipro – ha detto ieri sera Emma Bonino, ministro del Commercio internazionale, in videoconferenza da Roma dove erano in corso le votazioni sulla Finanziaria – sono importanti per il made in Italy della persona. E’ indubbio che il settore della cosmetica abbia caratteristiche analoghe a quello economico italiano nella sua totalità, con poche grandi imprese e tante micro imprese. Una riorganizzazione produttiva e un processo di internazionalizzazione appaiono dunque necessari per il settore della cosmesi”. “Noi – ha fatto sapere Bonino come rappresentante del mondo politico – siamo senza dubbio interessati a sostenere il settore che a mio avviso è all’avanguardia”.


Andrea Colli dell’Università commerciale Luigi Bocconi, che ieri sera in occasione dell’evento ha presentato il suo lavoro “Imprenditori e imprenditorialità della cosmetica in Italia”, non si è detto troppo d’accordo con Bonino sulla polarizzazione agli estremi dell’industria cosmetica nostrana in poche grandi imprese contrapposte a una miriade di piccole entità e ha sottolineato come invece all’interno del comparto un ruolo di primo piano sia ricoperto dalle aziende medie. “I beni per la persona – ha detto Colli – producono un quarto del fatturato globale delle medie industrie”. In particolare, Colli parla di “quarto capitalismo” per fotografare il fenomeno che ha visto, soprattutto alla fine degli anni Novanta, una serie di imprese di dimensioni medie spiccare all’interno del panorama italiano in termini di performance e secondo qualsiasi parametro di misurazione. Si tratta di un nuovo capitalismo, come mette in evidenza Colli, definito “quarto” perché segue quello della grande impresa pubblica, del grande capitalismo familiare e delle piccole imprese polverizzate dei distretti. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Mediobanca in collaborazione con Unioncamere, i fatturati di queste medie imprese si concentrano nell’alimentare, che pesa per il 18,2% del fatturato globale del campione preso in esame, nella meccanica (29% circa), e, appunto, nei beni per la persone e per la casa (27%).


Nell’analisi dei dati di bilancio delle imprese del settore cosmetico, a cura di Francesco Saviozzi dell’università commerciale Luigi Bocconi, emerge che la dimensione media delle aziende è pari a poco meno di 10 milioni di euro in termini di ricavi. Per quanto concerne la redditività, a livello aggregato, mette in evidenza Saviozzi, le aziende del settore nel 2005 hanno conseguito un Return on investment (Roi) medio di 8,3 e un Return on equity (Roe) di 9,4.