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Unipol, Cimbri: ‘con rammarico ridurremo investimenti in BTP’. Stop cedole deciso da Bce? ‘E’ sbagliato’

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“Con grande rammarico, Unipol dovrà ridurre gli investimenti in titoli di Stato italiani, privilegiando quelli di altri Paesi, per ridurre la volatilità della Solvency. Non possiamo fare diversamente perchè il nostro mandato è amministrare al meglio i soldi degli assicurati e degli azionisti”. Così ha annunciato Carlo Cimbri, numero uno e ceo di Unipol Gruppo e anche presidente di UnipolSai, nel corso della conference call indetta per commentare i risultati di bilancio del primo semestre dell’anno di Unipol.

Carlo Cimbri, numero uno di Unipol Group comunica con rammarico di dover tagliare esposizione verso BTP
Foto Vincenzo Livieri – LaPresse
04-12-2019 – Roma
Politica
Welfare Italia Forum 2019 / Presentazione dell’edizione 2019 del Rapporto Think Tank “Welfare, Italia” sviluppato da Unipol Gruppo con The European House – Ambrosetti. Nella foto Carlo Cimbri (Group CEO, Unipol Gruppo).
Photo Vincenzo Livieri – LaPresse
04-12-2019 Rome
Politics
IWelfare Italia Forum 2019 / Presentation of the 2019 edition of the Think Tank Report “Welfare, Italy” developed by Unipol Group with The European House – Ambrosetti. In the picture Carlo Cimbri (Group CEO, Unipol Gruppo).

“A oggi abbiamo ancora il 55% circa del portafoglio obbligazionario investito in titoli di Stato italiani e abbiamo avuto anche di più in passato. Purtroppo, questa quota andrà abbastanza rapidamente a ridursi attorno al 40% del portafoglio obbligazionario”.
Cimbri ha definito questa mossa come la parte “principale” del piano di derisking, dunque di riduzione del rischio, a cui sta lavorando Unipol.
L’AD si è messo in evidenza anche per la critica mossa al divieto di distribuzione dei dividendi agli azionisti di banche e compagnie assicurative lanciato dalla Bce, e recepito da Bankitalia, nel pieno dell’emergenza economica e sanitaria scatenata dalla pandemia del coronavirus COVID-19: divieto recentemente esteso all’intero anno 2020. C’è da dire che qualcuno ha commentato la scelta della banca centrale parlando di rischio di autogol recessivo della Bce.
Riteniamo sbagliato il divieto generalizzato alle compagnie assicurative di distribuire dividendi. Poi, dato che noi per natura, storia, tradizione e cultura, siamo un gruppo istituzionale, non metteremo mai in difficoltà il nostro regolatore nazionale procedendo in modo contrario a un’iniziativa che è generalizzata”, ha spiegato, continuando tuttavia a mostrare tutta la sua contrarietà alla decisione che ha provocato lo stop alle cedole. In ogni caso, “vi dico che i dividendi 2019 rimangono accantonati nella società, così come quelli per il 2020 (per i quali abbiamo già le condizioni) e provvederemo alla distribuzione non appena cesseranno i divieti imposti dai regolatori europei”.
Da segnalare che la Bce ha preso una tale decisione per permettere alle istituzioni finanziarie di liberare capitali al fine di sostenere l’economia attraverso l’erogazione di prestiti a favore di famiglie e imprese: una mossa che ha lasciato a bocca asciutta gli azionisti. Il divieto interessa anche le operazioni di buyback azionario.
Tornando all’esposizione di Unipol verso i BTP, Cimbri ha sottolineato che è “opportuno aprire un dibattito sulla solidità sistemica di questo Paese“, spiegando che, “per un Paese già fortemente indebitato come l’Italia, che andrà a indebitarsi ulteriormente per le misure di sostegno post crisi, la cui gran parte dovrà essere restituita, mi chiedo se non sia più utile cercare di canalizzare il risparmio degli italiani verso investimenti nel nostro Paese e nei titoli del nostro Paese invece che obbligarli nei fatti a investimenti negli altri Paesi“. A suo avviso, ai fini del calcolo della Solvency sarebbe necessario adottare criteri diversi rispetto al “mark to market”.
Il dirigente ha parlato anche del fatto che il gruppo non ha alcuna remora a salire anche oltre nel capitale di UnipolSai:
“Tempo fa avevamo indicato all’80% la nostra partecipazione ottimale in UnipolSai, poi abbiamo visto situazioni in cui il valore del titolo era sottovalutato e quindi abbiamo incrementato la nostra partecipazione che oggi è di circa l’85%. Non ci siamo posti alcun limite sul livello, per noi UnipolSai è il miglior investimento possibile perchè ne conosciamo le potenzialità e le capacità di reddito prospettico”. Cimbri ha precisato che non esiste una “strategia di lungo termine”, visto che si tratta di una “valutazione che facciamo in rapporto alle condizioni di mercato”. Praticamente, “se vediamo opportunità le cogliamo”.
Riguardo alle ripercussioni dell’operazione Ubi Banca-Intesa, l’AD di Unipol ha detto inoltre di prevedere una capacità di produzione nel ramo vita di 1,5-2 miliardi l’anno e 8-9 miliardi di riserve. “Diciamo che con l’operazione Bper acquisterà asset da Intesa più o meno pari a un terzo delle masse complessive di Ubi, quindi circa 1/3 dei clienti attuali di Ubi finiranno a Bper. Tenendo questa proporzione, se nel 2019 Ubi raccoglieva 5 miliardi di euro ci aspettiamo di avere una base clienti nel Vita con capacità tra 1,5 e 2 miliardi di euro. Per quanto riguarda le riserve che porteremo nel gruppo, immaginiamo qualcosa compreso tra 8 e 9 miliardi di riserve”.