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Unicredit taglia stima sui ricavi 2019 a causa dei tassi bassi, sale attesa per il nuovo piano

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Unicredit ha rivisto al ribasso la stima sui ricavi 2019 a causa di un contesto europeo in cui i tassi di interesse rimarranno bassi per un periodo più lungo del previsto. Torna così il tema dei tassi sui minimi che erodono i margini di redditività delle grandi banche europee. Confermata invece la previsione sugli utili che nell’intero anno dovrebbero raggiungere quota 4,7 miliardi, dopo che nel secondo trimestre sono balzati dell’81% ma hanno deluso le attese degli analisti. Immediata la reazione del mercato: in una seduta poco mossa a Piazza Affari, il titolo Unicredit finisce sul fondo del listino principale con un tonfo di oltre il 3% sotto la soglia dei 10 euro.

Rivista al ribasso la guidance 2019 sui ricavi
“In un contesto come quello attuale, con tassi di interesse più bassi per un periodo più lungo di quello previsto, abbiamo deciso di modificare la nostra guidance sui ricavi dell’esercizio 2019 da 19 miliardi di euro a 18,7 miliardi di euro”, ha detto Jean Pierre Mustier, amministratore delegato di Unicredit, nella nota sui conti. Confermati invece gli altri obiettivi a fine anno, tra cui un utile netto rettificato di 4,7 miliardi di euro, al quale si applicherà il pagamento in contanti dei dividendi del 30 per cento.

Balzo degli utili nel II trimestre, ma sotto le attese
Nel secondo trimestre dell’anno, la banca di piazza Gae Aulenti ha registrato un utile netto contabile di 1,85 miliardi, in rialzo dell’81% su base annua, ma al di sotto del consensus Bloomberg che indicava utili per 2,2 miliardi. Il balzo è stato sostenuto da alcune componenti eccezionali come la cessione di immobili in Germania e la vendita del 17% di FinecoBank. Al netto di queste poste straordinarie, l’utile netto rettificato ha mostrato un rialzo dello 0,4% su base annua a 1 miliardo di euro. I ricavi hanno invece evidenziato un calo del 4,6% a 4,5 miliardi, sotto i 4,617 miliardi previsti dagli analisti.

Attesa per il nuovo piano
Al di là dei conti trimestrali, il mercato si interroga sul prossimo piano industriale che verrà presentato a dicembre. La grande incognita sarà soprattutto sul fronte contenimento dei costi dopo le indiscrezioni dello scorso mese che vedevano possibili esuberi per 10mila unità del gruppo, la gran parte in Italia. Il piano di riduzione del personale, sulla falsa riga di quanto già annunciato da Deutsche bank e SocGen, potrebbe essere ufficializzato proprio in sede di presentazione del nuovo business plan. Mustier, in una lettera, ai dipendenti, ha precisato che ogni eventuale fuoriuscita sarà gestita attraverso i prepensionamenti.

Unicredit ha intanto fatto sapere che è in anticipo rispetto alla tabella di marcia nell’esecuzione dell’attuale piano Transform 2019 e ha già raggiunto l’obiettivo di riduzione dei dipendenti e il 98 per cento delle chiusure di filiali. “I risultati ottenuti negli ultimi tre anni – ha detto Mustier – forniscono una solida base su cui sviluppare il nostro prossimo piano”.