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Unicredit: analisti si aspettano 3° trimestre fiacco, Mustier atteso al varco su MPS e dividendi

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Dopo i numeri positivi di Intesa Sanpaolo, domani toccherà a Unicredit dare in pasto ai mercati i conti del terzo trimestre 2020. La seconda maggiore banca italiana sarà chiamata a centrale le attese sul fronte utili, ma i riflettori di investitori e analisti si concentreranno in particolar modo su indicazioni su dividendi futuri e la posizione della banca relativamente alle insistenti voci di M&A delle ultime settimane incentrate sul pressing del Tesoro affinché la banca accetti di acquisire MPS. Difficilmente però domani il ceo Mustier si discosterà dal leit motive degli ultimi trimestri che lo ha visto ribadire ripetutamente il no a ogni scenario di aggregazioni in Italia o oltreconfine.
Il consiglio di amministrazione di Unicredit si riunisce oggi per l’approvazione dei conti del terzo trimestre 2020, ma la pubblicazione dei risultati e la conference call sono previsti domani mattina. La conference call del ceo Jean Pierre Mustier con gli analisti è in agenda alle ore 10.

Cosa si attendono gli analisti dai conti del 3° trimestre

La banca di piazza Gae Aulenti come di consueto ha pubblicato sul suo sito il consensus degli analisti in vista dei numeri trimestrali. L’utile netto è atteso a 334 milioni di euro nel trimestre tra luglio e settembre con numeri positivi che andranno a limare il saldo in rosso atteso per l’intero 2020 (1,821 miliardi la perdita netta attesa dagli analisti). L’utile trimestrale indicato dagli analisti sarebbe inferiore a quello registrato dal gruppo nel 2° trimestre dell’anno (420 mln). La prima metà del 2020 si era conclusa per Unicredit con una perdita di 2,28 mld (il rosso di 2,7 mld del 1° trimestre è stato dovuto a poste non operative negative quali 1,3 miliardi da un accordo sindacale sulle uscite volontarie, 1,7 miliardi da transazioni su Yapi Kredi e 902 milioni di accantonamenti a causa del lockdown dovuto al Covid-19). Gli analisti prevedono poi ricavi totali a 4,224 miliardi dai 4,17 miliardi del secondo trimestre. Per l’intero 2020 i ricavi sono indicati a 17,244 miliardi. Il risultato netto di gestione è visto a 632 mln.
Gli analisti di Banca Akros ritengono che Unicredit registrerà un trimestre negativo, che soffre ancora degli effetti pandemici sulla generazione di ricavi. Akros stima un utile netto di circa 300 milioni di euro, il 75% in meno rispetto al 3° trimestre 2019 e il 29% in meno in confronto con il 2° trimestre 2020. I ricavi totali sono stimati in calo del 9,5% a 4,26 miliardi di euro. Le commissioni nette in calo del 3,8% a 1,51 miliardi, ancora depresso dagli effetti pandemici, mentre i ricavi da trading sono stimati a 300 milioni di euro rispetto ai 378 milioni di un anno fa sulla scia di un’attività di mercato più debole. La raccomandazione di Akros sul titolo UNicredit è ‘accumulate’ con target price a 8,3 euro ritenendo che l’azione tratti a valutazioni convenienti.

Focus anche su indicazioni sul fronte guidance e dividendi

Gli investitori aspettano al varco Unicredit su più fronti: guidance per il prossimo anno, dividendi e speculazione su M&A. Nel comunicare i risultati di bilancio relativi al secondo trimestre del 2020, UniCredit aveva confermato l’obiettivo di utili per l’anno fiscale 2021 da €3 a €3,5 miliardi.
Unicredit, in scia alla raccomandazione arrivata dalla Bce a tutti gli istituti bancari, ha sospeso la distribuzione del dividendo relativo al bilancio 2019; ritirata anche la delibera relativa al buyback che prevedeva l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie fino a 467 milioni di euro.
Il mese scorso Mustier ha dichiarato che il capitale in eccesso verrà usato per finanziare la redistribuzione agli azionisti attraverso i dividendi e il buyback delle azioni una volta che la Bce rimuoverà la raccomandazione alle banche europee di non remunerare gli azionisti (l’indicazione è in vigore fino a gennaio 2021).
L’indicazione degli analisti sul dividendo 2021 (relativo all’esercizio 2020) è di una cedola di 0,11 euro per azione (sei mesi fa le stime erano di 0,18 euro), in diminuzione del 58% rispetto ai 0,27 euro per azione del 2018Il dividendo dovrebbe progressivamente salire nel 2021 a 0,33 euro e a 0,46 euro nel 2022. Anche qui ridimensionati rispetto alle stime precedenti. Sei mesi fa, prima dei conti del 1° trimestre 2020, l’indicazione degli analisti era infatti di 0,47 euro per la cedola legata al bilancio 2021 e 0,64 euro per quella relativa al 2022.