Unicredit accelera l’uscita dalla Russia: cedute attività di leasing per 340 milioni di euro.
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La banca guidata dal ceo Andrea Orcel inizia a ritirarsi da Mosca. Un ulteriore passo in avanti di Unicredit in uscita dalla Russia, a seguito degli obblighi relativi alle sanzioni, dove aveva già avviato la dismissione delle prime attività all’indomani dell’attacco all’Ucraina. La novità arriva dal quotidiano locale Kommersant che, citando fonti informate sui fatti, indica l’avvenuta cessione di attività di leasing per 3 miliardi di rubli (340 milioni di euro) all’operatore locale Pr Leasing.
I manager della banca, intanto, stanno lasciando Unicredit Bank, tra cui il presidente del consiglio di gestione Kirill Zhukov-Emelyanov, che lavorava in banca da oltre 20 anni e la guidava da cinque. L’istituto milanese sta spingendo il gruppo a ridurre la presenza in Russia, seguendo l’esempio di Intesa Sanpaolo, sottolinea il quotidiano Kommersant. Questa strategia potrebbe ridurre le perdite finanziarie derivanti dalla vendita della banca russa.
Il titolo in Borsa ha aperto in rialzo dell’1,1%.
La situazione dall’inizio del conflitto
Sugli asset a Mosca recentemente l’amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel ha affermato di non voler “fare regali ai russi”. Da quando è iniziata la guerra con l’Ucraina, ha ricordato il manager, “avevamo circa il 6% dei nostri prestiti e dei nostri depositi in Russia. Se si passa rapidamente ad oggi, abbiamo lo 0,2% dei nostri prestiti in Russia e lo 0,2% dei nostri depositi”. Inoltre “non abbiamo concesso nuovi prestiti dal momento dell’invasione. Abbiamo circa 700 milioni in prestiti, di cui 4.500 sono mutui. Altri 200 probabilmente diminuiranno e poi si fermeranno lì e non li rinnoviamo”. Il ceo di Unicredit, Andrea Orcel, ha più volte spiegato che la banca ha ripetutamente tentato di lasciare la Russia dal 2022, anno di invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Tre società degli Emirati Arabi (Asas Capital, Mada Capital e Inweasta) hanno presentato in passato offerte per l’acquisizione di Unicredit Bank, ma non sono andate a buon fine.
“Stiamo attenti a non commettere errori per non essere nazionalizzati perche’ altrimenti gli serviamo legalmente su un piatto d’argento 3,8 miliardi di capitale che abbiamo in Russia. Ovviamente in questo caso – ha detto Orcel – noi tratterremo gli 1,5 miliardi di depositi russi che abbiamo in Italia”.
L’uscita definitiva dalla Russia sarebbe una notizia positiva in quanto comporterebbe l’uscita da un mercato nel quale Unicredit non ha più emesso alcun tipo di prodotto. Tuttavia, la divisione russa continua a generare utili (700 milioni nei primi 9 mesi del 2025), ponendo il tema di come poter compensare la perdita di questo tipo di utili in futuro.
Pr-Leasing
Pr-Leasing ha confermato l’accordo, ma non ha voluto rivelarne l’importo spiegando che “la società prosegue la strategia di acquisizione di portafogli, adattandosi agli elevati tassi di interesse, alle mutevoli condizioni e alla stagnazione del mercato”. Aggiungendo poi a Kommersant che “la strategia di crescita attraverso fusioni e acquisizioni è stata definita già nel 2018”.
Una caratteristica dell’ultima operazione è stata l’ancoraggio dei pagamenti al dollaro. Per finanziare l’operazione, la società russa ha emesso obbligazioni con ammortamento sincronizzato con i pagamenti del leasing. Nell’ambito dell’accordo con Pr-Leasing, è stato ceduto un portafoglio del valore di 3 miliardi di rubli. La parte rimanente del portafoglio verrà rimborsata a breve.
La situazione della banche a Mosca
In base alla classifica di Interfax, Banca Intesa (la filiale russa del gruppo italiano Intesa) ha ridotto le attività del 17,7% a 141,8 miliardi di rubli nel terzo trimestre del 2025, classificandosi al 50° posto per asset e al 23° per capitale (54,2 miliardi di rubli). Unicredit Bank, alla stessa data, si classificava al 20° posto per attività (un calo trimestrale dell’8,52% a 731,4 miliardi di rubli) e al 12° posto per capitale (337,9 miliardi di rubli).