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Ubi Banca incontenibile in attesa del nuovo piano, mercato pregusta dividendi più alti e M&A

QUOTAZIONI Ubi Banca
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A meno di 4 giorni dalla presentazione del nuovo piano industriale, il Patto di consultazione Car (Comitato Azionisti di Riferimento) si presenta ufficialmente alla stampa. Nella compagine, che rappresenta il 17,8% del capitale di Ubi Banca, compaiono Fondazione Monte di Lombardia, CR Cuneo e alcuni soci privati.
“Ci saranno nuovi ingressi, andiamo verso il 20%” ha dichiarato Mario Cera, componente del Comitato direttivo del Car, sottolineando che il Patto vuole diventare “un punto di riferimento nell’assetto della banca”. Il suo compito sarà di svolgere “una funzione di alto advisory” verso il management, con cui avviare “una comunicazione dialettica”. A partire dalle potenziali fusioni, anche se al momento non ci sono dossier aperti.

“Non c’è nessuno da escludere, dipende dalle condizioni”, ha sottolineato Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Cuneo e componente del Comitato direttivo, che si è detto non soddisfatto dal rialzo del dividendo Ubi. Il Car auspica infatti una politica di remunerazione degli azionisti più generosa con l’ambizione di raggiungere un dividendo per azione di 20 centesimi (rispetto ai 13 attuali), che equivarrebbe ad uno dividend yield maggiore del 6% (rispetto al 4% attuale).

Dividendo maggiorato nel nuovo piano

“Lunedì verrà presentato il piano industriale 2020-22 di Ubi”, precisano gli analisti di Equita, aggiungendo che “durante la recente conference call sul quarto trimestre il management ha anticipato che ci sarà un progressivo aumento del dividendo per azione”.
“Quello che posso dire è che il 2019, grazie a una accelerazione sulla componente dei proventi commissionali e a forti investimenti sulla tecnologia e a un’importante riduzione dell’NPE Ratio, ha posto le basi per un piano importante e per un piano che confermerà e rafforzerà la capacità di produrre qualità di servizio e qualità di risultati della nostra banca”. È quanto ha detto il ceo Victor Massiah in una video intervista diffusa da Ubi Banca.

Gli esperti di Equita prevedono “un Cagr del 5% del dividendo per azione che dovrebbe raggiungere 16 centesimi al 2023 sulla base di un payout sostanzialmente costante al 30%: ipotizzando un payout del 40% (che sembra rappresentare il new normal per il settore), il dividendo per azione al 2022 potrebbe effettivamente aumentare a 20 centesimi”.
Tuttavia, Equita ritiene che, dal punto di vista della remunerazione degli azionisti, “Banco Bpm (il cui piano è previsto il 3 marzo) rappresenti un investimento potenzialmente più attraente: con un payout del 40% (rispetto al 20% attuale) infatti Banco Bpm potrebbe offrire un rendimento del 7% già sul 2020 rispetto al 5% di Ubi e Bper”.

Febbraio infallibile per UBI, titolo suona la nona sinfonia

A Piazza Affari il titolo corre senza sosta. Oggi Ubi Banca sale dell’1,6% a 3,33 euro, tra i migliori del Ftse Mib. Si tratta della nona seduta consecutiva in rialzo, praticamente è da inizio febbraio che il titolo sta guadagnando in Borsa. Il saldo da inizio mese è arrivato a quasi +23%, portando la performance da inizio 2020 a +13%. Il guadagno degli ultimi 12 mesi è di quasi +50%.
Nonostante il rally, Ubi Banca continua ad essere il titolo più shortato di Piazza Affari. Secondo i dati forniti da Consob, al 7 febbraio sono 9 le posizione nette corte aperte pari al 7,60% del capitale della banca.
Al momento, il target price medio indicato dal consensus Bloomberg è di 3,31 euro, sostanzialmente in linea con la quotazione attuale di Borsa. Se si guarda poi alla view, 5 analisti hanno rating Buy (acquistare), 11 Hold (tenere in portafoglio) e 2 Sell (consigliano di vendere).