News Asset Class Commodity Tsunami Snb: le Banche centrali rischiano di perdere la presa sui mercati?

Tsunami Snb: le Banche centrali rischiano di perdere la presa sui mercati?

Pubblicato 16 Gennaio 2015 Aggiornato 19 Luglio 2022 15:43
Alfred Hitchcock non sarebbe riuscito a pensare una sceneggiatura più intrigante di quella vista ieri sui mercati finanziari. L'insospettabile Banca nazionale svizzera ha improvvisamente comunicato l'abbandono della difesa di quota 1,20 nel cambio euro/franco svizzero. Ne è seguito un movimento del cross che Michael Hewson definisce "tra i più feroci di cui io abbia memoria". L'euro si è svalutato di colpo di trenta punti percentuali.

Un movimento feroce e allarmante - riprende Hewson - in quanto si è verificato su uno dei cambi più liquidi del sistema monetario". Senza contare la perdita di credibilità per una delle Banche centrali più affidabili: "Solo pochi giorni prima la Swiss national bank aveva riaffermato che la difesa del peg a 1,20 per l'euro/franco era uno dei pilastri della politica monetaria svizzera".
È un segnale di perdita di controllo delle Banche centrali sui mercati? "La preoccupazione principale - prosegue Hewson - è che ora ci attenda una volatilità ancora maggiore con la Banca centrale europea impegnata nel tentativo di far ripartire l'economia dell'Eurozona. Tuttavia, se i Banchieri centrali hanno costruito un ponte per aiutare il processo di riforma dell'economia, il problema è che i responsabili politici non sembrano essere interessati ad attraversare questo ponte".

L'innesco della decisione presa ieri dalla Snb sembra essere stato il via libera da parte della Corte di giustizia europea al programma Omt, decisione che rafforza le posizioni a favore di un Quantitative easing esteso all'acquisto di titoli di Stato da parte della Bce. "Tuttavia rimane da vedere quanto e come Mario Draghi riuscirà a muoversi considerando le fratture che sul tema esistono all'interno del Comitato esecutivo della Banca. Il silenzio sui fatti di ieri da parte del presidente della Bundesbank Jens Weidmann è, in tal senso, indicativo".