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Tria già a rischio dopo scontro su nomine Cdp, vendite su Ftse Mib e Btp

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Nervi tesi in seno al governo sulla questione nomine e sui mercati la calma apparente della prima parte della settimana, con tasso dei Btp che era sceso ai minimi da maggio, appare già un ricordo.

Il ministro delle finanze Giovanni Tria è finito sotto attacco sulla questione nomine alla guida della CDP con l’incontro di ieri organizzato dal premier Conte che sarebbe saltato con Tria regolarmente presente mentre non si sono palesati i due vice premier Di Maio e Salvini. Entrambi, secondo quanto ricostruito oggi dal quotidiano Repubblica, avrebbero forzato la cancellazione dell’incontro programmato ieri con il primo ministro per risolvere il problema nomine. E i due rappresentanti massimi di M5S e Lega sarebbero arrivati ​​al punto di “minacciare ufficiosamente di usare l’arma della richiesta delle dimissioni di Giovanni Tria”.

Tria nella morsa giallo-verde

Dopo la fumata nera dei giorni scorsi, l’appuntamento per la scelta dei top manager di CDP è stato posticipato al 24 luglio. Il nome della discordia sembra essere quello di Dario Scannapieco, vicepresidente della Bei e candidato al ruolo di amministratore delegato. I grillini e lo stesso Salvini non gradiscono Scannapieco, ritenuto troppo vicino a Fondazioni, Quirinale e Draghi.

Intanto, sempre secondo quanto riferisce Repubblica, da via XX Settembre ieri sera hanno bollato come “pura fantasia” l’ipotesi di un passo indietro di Tria. Un’uscita di scena del ministro dell’Economia, scelto con l’avallo del Quirinale dopo il veto su Paolo Savona per le sue posizioni euroscettiche, andrebbe certamente a innervosire i mercati. Tria rappresenta l’elemento di garanzia voluto da Mattarella. In ottica prospettica a preoccupare sono i possibili dissidi in ambito di approvazione della legge di Bilancio. 

Oggi vendite diffuse su Piazza Affari, con il Ftse Mib arrivato a  cedere l’1%, di gran lunga la peggiore Borsa tra quelle europee. Sull’obbligazionario lo spread Btp-Bund si è spinto in avvio fino a 225 punti base, in deciso allargamento rispetto sai minimi a un mese e mezzo toccati a metà ottava (210 pb). Il rendimento del decennale italiano è risalito in area 2,55%.