Notizie Asset Class Commodity Tori ancora scatenati su oro, argento & co. Dollaro, in arrivo “nuovi stress test”

Tori ancora scatenati su oro, argento & co. Dollaro, in arrivo “nuovi stress test”

29 Settembre 2025 10:57

Metalli preziosi senza freni, con il sentiment che resta bullish su oro e argento. La cronaca finanziaria di questa settimana resta focalizzata sulle performance delle commodity, con l’indice generale BCOM  (Bloomberg Commodity Index) sui massimi da due settimane, dopo quattro sessioni consecutive di rialzi. Il copione resta lo stesso e vede, in particolare, in evidenza la forza del comparto dei metalli preziosi che stanno guidando l’indice: l’oro ha toccato i nuovi massimi assoluti oltre 3.800 dollari l’oncia (rialzi di oltre il 40% da inizio anno), argento sale su nuovi massimi dal 2014 oltre 47 dollari (+63% da inizio anno) e platino oltre il 1.600 dollari (+81%), nuovi massimi dal 2014.

“Oltre all’incertezza economica globale e alle tensioni di carattere geopolitico, adesso si affaccia l’ipotesi della chiusura degli uffici governativi federali americani per lo sforamento del tetto di deficit eccessivo, tutti fattori che stanno mettendo le ali ai metalli preziosi”, segnalano gli strategist di Mps Capital Services.

Concentriamoci sui recenti movimenti dell’oro protagonista di nuovi record, superando i 3.800 dollari l’oncia.

Le nuove vette dell’oro: commenti

L’oro ha registrato un nuovo picco in avvio d’ottava, superando i 3.800 dollari l’oncia, in uno scenario che, come detto, resta favorevole ai metalli preziosi. A sostenere la corsa rialzista del metallo giallo la debolezza del dollaro statunitense. Un dollaro più debole rende i metalli preziosi più accessibili per la maggior parte degli acquirenti, e dati sull’occupazione più deboli questa settimana potrebbero rafforzare la tesi a favore di un allentamento della politica monetaria della Fed.

“Il prezzo dell’oro continua a macinare record, sia nella quotazione in dollari che in quella in euro. Trend ancora saldamente impostato al rialzo, impressionante anche la nuova salita dopo storno verso i 3.700. Al momento ogni correzione viene ancora comprata”, spiega Carlo Alberto De Casa, analista di Swissquote, che però avverte: “per chi investe, soprattutto sul breve termine, attenzione perché l‘oro ha bisogno di una salutare correzione o almeno di una pausa di consolidamento – che al momento assolutamente non si vede, come detto lato fondamentale”.

Guardando ai fattori che sostengono e hanno sostenuto l’oro, De Casa segnala che al momento la domanda delle banche centrali è leggermente rallentata negli ultimi mesi, dopo tre anni in cui superava le mille tonnellate (comunque nei primi sei mesi 2025 ancora 45 tonnellate, poi frenata estiva), ed è in frenata la domanda da gioielleria, a causa di prezzi elevati (ma solo in termini di volumi, non di controvalore, che sale ancora). Resta ancora positivo il sostegno degli ETF, mentre nelle ultime settimane (soprattutto negli USA e in Europa) pesa il rischio geopolitico e timori per la tenuta del dollaro.

Quest’anno, l’oro ha visto una notevole ascesa, stabilendo nuovi record uno dopo l’altro, grazie alla domanda da parte delle banche centrali e ad una ripresa dei tagli ai tassi di interesse da parte della banca centrale americana. Le quotazioni del metallo giallo si avviano a registrare un terzo guadagno trimestrale consecutivo.

Anche Gabriel Debach, market analyst di eToro, facendo il punto sui temi da attenzione nella settimana appena iniziata si è soffermato su oro e argento hanno catalizzato l’attenzione. “La domanda di copertura è forte, sostenuta dalle banche centrali, ma anche dall’interesse speculativo“, afferma l’esperto.

Dollaro, in arrivo nuovi stress test

Il dollaro si prepara a nuovi “stress test” nel corso della settimana appena iniziata. “Il dollaro inizia la nuova settimana in calo, dopo i solidi guadagni della scorsa settimana. Dopo alcuni dati sull’attività economica Usa migliori delle attese, la domanda ora è se i dati sull’occupazione saranno abbastanza deboli da giustificare ulteriori tagli dei tassi della Fed”, afferma Chris Turner Global, head of markets and regional head of research for UK & CEE di ING, nell’analisi dal titolo “USD: It’s all about jobs”, ricordando che probabilmente la scorsa settimana “il dato più significativo è stata la revisione al rialzo del dato sul PIL del secondo trimestre, che ha mostrato consumi statunitensi molto più elevati di quanto si pensasse in precedenza. Questo, unito a un altro basso dato sulle richieste di sussidi di disoccupazione, è stato sufficiente a smorzare alcune posizioni short sul dollaro”.

Questa settimana è tutta incentrata sui dati sull’occupazione negli Stati Uniti. “I dati saranno pubblicati martedì (offerte di lavoro JOLTS), giovedì (richieste settimanali di sussidi di disoccupazione) e venerdì (rapporto sulle buste paga di settembre) – sottolinea Turner -. Per quanto riguarda le buste paga, probabilmente c’è maggiore attenzione sul tasso di disoccupazione ora che il presidente della Fed Jerome Powell ha affermato che potrebbe bastare un aumento di +0-50.000 posti di lavoro al mese per mantenere stabile il tasso di disoccupazione”.

Un ulteriore rischio di questa settimana è rappresentato dallo shutdown. Oggi il presidente, Donald Trump, incontrerà i principali leader del Congresso di entrambi i partiti per raggiungere un accordo su una legge di spesa per evitare che dal 1° ottobre possa verificarsi lo shutdown delle attività federali.