Notizie Europa L’euro digitale sfila a Tallin. Dombrovskis: “Tutela la sovranità tecnologica Ue”

L’euro digitale sfila a Tallin. Dombrovskis: “Tutela la sovranità tecnologica Ue”

29 Settembre 2025 10:07

L’euro digitale continua a tenere banco tra gli addetti ai lavori divisi sul suo ruolo. A Tallin, durante un forum dedicato alla moneta digitale, il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis e Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea (Bce), ne hanno decantato le lodi e il ruolo strategico dinnanzi ad altre valute, sistemi di pagamento e stablecoin non denominate in euro. Restano i dubbi dell’Abi.

La sovranità dei pagamenti

“L’euro digitale non è soltanto un’innovazione, è un imperativo per promuovere la nostra autonomia strategica, migliorare la resilienza dei pagamenti al dettaglio in Europa e sfruttare le opportunità dell’era digitale”, ha detto il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis spiegando che  “oggi lo spazio lasciato dal calo dell’uso del contante è coperto in gran parte da soluzioni di pagamento non europee”, segnalando poi che i sistemi internazionali di carte di pagamento “dominano l’infrastruttura dei pagamenti al dettaglio in Europa. Questa forte dipendenza da attori stranieri rappresenta una debolezza in termini di autonomia strategica. Cedere ad altri il controllo tecnologico sull’economia europea ostacola la capacità dell’Europa di agire in modo autonomo sulla scena mondiale e rende i sistemi di pagamento europei vulnerabili a minacce di ritiro o modifiche dei servizi forniti da questi operatori internazionali”.

Le tre caratteristiche chiave

L’euro digitale, accanto al contante, “può svolgere un ruolo di primo piano nel preservare la resilienza dell’Europa”, ha aggiunto Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea e responsabile del progetto.
“Non è solo un’innovazione tecnologica, ma anche un bene pubblico che rafforzerà la forza, la stabilità e la capacità di adattamento dell’Europa sotto pressione”, ha sottolineato.

Cipollone ha illustrato tre caratteristiche centrali del progetto. Avrà un’infrastruttura distribuita in almeno tre regioni: “in caso di un attacco informatico o di uno dei tanti altri scenari di crisi ipotetici, i pagamenti digitali in euro potranno continuare. Le interruzioni non dovrebbero causare l’arresto del sistema”, ha sottolineato. Un’app Bce che consentirà agli utenti di cambiare fornitore senza interruzioni, e la possibilità di funzionare anche offline, garantendo pagamenti digitali anche senza Internet o copertura telefonica, ha aggiunto.

Lo studio

Nei giorni scorsi, la Banca centrale europea ha pubblicato i risultati del lavoro effettuato finora con una nuova piattaforma di consultazioni con società e enti privati di diverse tipologie sullo sviluppo del progetto per l’euro digitale. Da queste consultazioni sono emerse diverse “potenzialità” per questa versione digitalizzata della valuta di banca centrale, tra cui la possibile creazione di un sistema integrato per la memorizzazione del ricevute che consentirebbe ai singoli di salvare in un’unica ubicazione i dati di tutte le transazioni effettuate con l’euro digitale. I lavori hanno riguardato anche i cosiddetti pagamenti “condizionati”, ad esempio che scattano unicamente alla consegna di un bene ordinato, o all’arrivo in orario del mezzo di trasporto, ma anche i pagamenti, chiamati “pay-per-use” in cui viene erogato un ammontare proporzionale unicamente alla quantità di prodotto o servizio utilizzato.
Secondo il rapporto pubblicato dalla Bce, l’euro digitale potrebbe anche migliorare l’accessibilità e ridurre la frammentazione delle diverse soluzioni presenti nel settore dei trasporti.

I dubbi dell’Abi

Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, ha espresso preoccupazione per l’arrivo dell’euro digitale, sottolineando la necessità per le banche di affrontare “costi non calcolabili” e chiedendo “limiti rigorosi” da parte della Bce per evitare la disintermediazione bancaria. Pur riconoscendo il potenziale dell’euro digitale come strumento per rafforzare l’economia europea, combattere il riciclaggio e l’evasione fiscale, Patuelli chiede un’attenta regolamentazione.

Patuelli ha definito i costi dell’implementazione dell’euro digitale “non calcolabili”: infrastrutture, tecnologie e processi di onboarding degli utenti rappresentano un impegno ingente, destabilizzante se non viene messo in campo un adeguato supporto o compensazione per il settore bancario.