Titolo Stellantis sotto la lente con rumors Dongfeng. Si guarda già a CMD di maggio
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Titolo Stellantis ancora sotto i riflettori. Dopo l’annuncio delle stime sulle consegne del primo trimestre 2026, in crescita e migliori delle attese, il mercato sposta oggi l’attenzione su alcuni rumors tra il big europeo dell’auto e i cinesi di Dongfeng.
Secondo quanto anticipato da Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier, Stellantis starebbe discutendo una partnership con Dongfeng. L’obiettivo sarebbe quello di rilanciare la cooperazione attraverso la produzione congiunta di veicoli in Europa e Cina per migliorare l’utilizzo degli impianti e la competitività nel difficile contesto del mercato europeo.
Dopo i rialzi della vigilia, oggi a Piazza Affari il titolo è poco mosso sopra i 7 euro.
Stellantis e i rumors di una partnership con Dongfeng
Le indiscrezioni riportate da Bloomberg delineano due scenari possibili per questa potenziale partnership tra Stellantis e Dongfeng. Da una parte l’Europa, con la possibilità per il gruppo cinese di accedere agli stabilimenti Stellantis (con la possibilità di acquistare o investire in uno o più impianti europei); mentre in Cina, Dongfeng produrrebbe auto di alcuni marchi Stellantis. Trattative, precisa l’agenzia stampa Usa, che non sono ancora concluse e potrebbero fallire.
In generale, i colloqui con Dongfeng rientrano in una più ampia strategia di Stellantis per rafforzare il proprio business, che sta affrontando una domanda altalenante e una concorrenza sempre più agguerrita da parte di aziende come Volkswagen e BYD.
“Stellantis intrattiene discussioni con una serie di operatori del settore in tutto il mondo su vari argomenti, sempre con l’obiettivo finale di fornire ai clienti le migliori opzioni di mobilità”, ha dichiarato la società in un comunicato, senza rilasciare ulteriori commenti.
Cosa dicono gli analisti
“Sebbene si tratti ancora di indiscrezioni preliminari, una partnership con Dongfeng sosterrebbe gli sforzi di Stellantis per stabilizzare l’utilizzo dei suoi stabilimenti europei, con ulteriori indicazioni strategiche attese durante il Capital Markets Day del 21 maggio“, sottolineano gli esperti di Banca Akros che mantiene un rating buy e un target price di 10 euro.
“Riteniamo che le trattative siano effettivamente in corso, ricordando che in passato Dongfeng era già stato partner di PSA di cui nel 2014 era diventato azionista con una partecipazione del 14%, partecipando ad un aumento di capitale, poi progressivamente ridotta dopo la fusione PSA-FCA che portò alla creazione di Stellantis”, commentano gli analisti di Equita Sim che mantengono la raccomandazione hold (tenere in portafoglio) su Stellantis.
Citano poi alcuni articoli recenti che hanno riportato di colloqui in corso con altre case cinesi, tra i cui quello di Bloomberg che indicava che Stellantis aveva già incontrato le cinesi Xiaomi e Xpeng per discutere l’acquisizione di una quota in Maserati o in altri marchi, e quello di Reuters, secondo il quale il marchio Opel sarebbe in trattative avanzate con Leapmotor (di cui Stellantis detiene il 21% del capitale) per lo sviluppo di un SUV elettrico da produrre in Spagna, basato sulla tecnologia della società cinese.
Secondo gli analisti, qualora alcune di queste operazioni dovessero concretizzarsi, emergerebbero una serie di benefici potenziali, la cui entità andrebbe tuttavia “valutata caso per caso in funzione della portata e della profondità degli accordi”. In particolare, viene evidenziato come tali intese potrebbero tradursi in “una significativa riduzione dei costi di ricerca e sviluppo e capex”, oltre che in “un miglior utilizzo della capacità produttiva europea, attualmente ampiamente sottoutilizzata”. In questo senso, aggiungono, si potrebbe anche “scongiurare la necessità di dover chiudere stabilimenti, con conseguente riduzione delle complessità socio-politiche e dei costi associati”.
Gli esperti sottolineano inoltre che queste collaborazioni potrebbero favorire “un’accelerazione del time-to-market dei nuovi prodotti” e contribuire a “rafforzare la presenza nel mercato cinese, che oggi incide solo marginalmente sui volumi complessivi”, oltre a offrire “eventuali benefici in termini di generazione di cassa nel caso di cessione di asset”.
Tuttavia, il quadro non è privo di criticità. Gli analisti di Equita osservano che “un’accelerazione dell’ingresso dei produttori cinesi in Europa potrebbe, nel medio termine, intensificare ulteriormente la pressione competitiva nel mercato europeo“. In un contesto già caratterizzato da elevata concorrenza, aggiungono, “il crescente afflusso di nuovi modelli importati dalla Cina sta progressivamente erodendo quote di mercato agli operatori locali”, delineando quindi uno scenario in cui i benefici industriali dovrebbero essere attentamente bilanciati con i rischi competitivi.
Consegne oltre attese, occhi su CMD del 21 maggio
Ieri Stellantis ha annunciato le stime relative alle consegne del primo trimestre 2026 che sono salite in tutte le regioni, con “l’incremento che è in larga misura attribuibile all’Europa allargata e al Nord America, sostenuto anche dalla crescita delle consegne su base annua in Medio Oriente & Africa e Sud America”.
Il gruppo europeo dell’auto stima che le consegne consolidate per i tre mesi conclusi il 31 marzo 2026 siano pari a 1,4 milioni di unità, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, il Nord America ha registrato una crescita di circa 54 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2025 (+17% su base annua), mentre nell’Europa allargata le consegne del primo trimestre sono aumentate di circa 69 mila unità (+12% su base annua).
Il prossimo 30 aprile è poi prevista la pubblicazione dei dati del primo trimestre 2026. Si guarda poi al Capital markets day (CMD) ad Auburn Hills del prossimo 21 maggio. Nel corso dell’investor day verrà presentato il nuovo piano strategico di Stellantis, il primo dell’era Filosa.