Notizie Notizie Italia Telecom, con il pieno successo dell’Opas yield del 7-8%. Gli analisti vedono ulteriori sinergie

Telecom, con il pieno successo dell’Opas yield del 7-8%. Gli analisti vedono ulteriori sinergie

16 Aprile 2026 10:35

Un buy back da 400 milioni e il raggruppamento  di azioni. Sono stati tutti approvati i punti all’ordine del giorno dell’assemblea di Telecom Italia alla presenza del 59,25% del capitale. Una assemblea fondamentale in un momento molto particolare per il gruppo sotto Opas di Poste. Secondo Equita la business combination “si caratterizza per un solido razionale industriale, con significativo potenziale di generazione di sinergie e creazione di valore”. Ottime le previsioni sul rendimento futuro. Buone notizie in arrivo per il gruppo dall’Agcom per il rinnovo delle frequenze.

Il buyback

Il bilancio della Spa, chiuso con una perdita di 154,569 milioni è stato approvato con il 94,83% dei voti a favore, l’1,01% dei voti contrari e il 4,16% di astenuti. Anche quest’anno, perciò, non sarà pagato il dividendo. Tuttavia, Telecom potrebbe restituire agli azionisti 400 milioni sotto forma di buyback, per un massimo corrispondente al 3,3% del capitale.

Le condizioni chiave

La proposta di è passata con il sì del 99,6% del capitale presente, ma per diventare operativa avrà bisogno che si realizzino determinate condizioni. In primis,  la cessione di Sparkle: circa metà dei 700 milioni di incasso potrà andare per il buy-back.

Ma il passaggio a Mef-Retelit attende ancora solo l’ok dell’Antitrust Usa. Telecom ha ribadito che la chiusura è prevista entro giugno, anche se è stata spostata al 15 ottobre la data ultima oltre la quale le parti potrebbero recedere senza penali.

Le altre condizioni sono la riduzione del capitale sociale, con la ricostituzione delle riserve, efficace a fine mese, e il completamento della conversione delle azioni di risparmio, a fine maggio.

Il raggruppamento di azioni

Il raggruppamento delle azioni ordinarie avverrà nel rapporto di una nuova azione ogni dieci vecchie.

“Il raggruppamento – si legge – è diretto a ridurre il numero di azioni in circolazione, con l’obiettivo di semplificare la struttura del capitale sociale e la gestione amministrativa delle azioni. L’operazione favorirebbe altresì un miglioramento della percezione del titolo da parte del mercato”.

I dettagli dell’’Opas

L’Opas – che prevede per ogni azione Telecom consegnata un corrispettivo di 0,0218 azioni di Poste e 0,167 euro in contanti – potrebbe partire da fine luglio, una volta ottenute le autorizzazioni di Banca d’Italia e, a seguire, della Consob.

Tim ha scelto come advisor finanziari Goldman Sachs e Evercore. Poste è assistita da Jp Morgan, BnpParibas e Mediobanca. Il corrispettivo complessivo, pari a 10,8 miliardi, tra cash e azioni, è di 0,635 euro per ciascuna azione di Tim, con un premio pari al 9,01% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni di Tim rilevato alla data del 20 marzo 2026. L’esborso per Poste Italiane (che è già il maggiore azionista di Tim) ammonterebbe quindi a 2,8 miliardi di euro.

Il giudizio di Equita

“A nostro avviso, l’offerta di Poste su Telecom Italia è caratterizzata da una solida logica industriale, un significativo potenziale di sinergia e margini per la creazione di valore” dice una nota di Equita. “L’unione di Poste e Tim diventerà infatti un leader nazionale nei servizi digitali, offrendo un’ampia gamma di prodotti e servizi nonché infrastrutture critiche per la pubblica amministrazione e le imprese. L’azienda continuerà a offrire un’interessante remunerazione agli azionisti, mantenendo al contempo le risorse per realizzare gli investimenti necessari a rafforzare la propria posizione di leadership e ad accelerare ulteriormente la crescita”. Gli analisti di Equita stimano, in caso di pieno successo dell’offerta, un prezzo obiettivo (TP) dell’entità combinata di 28,2 euro per azione. “Abbiamo alzato il nostro prezzo obiettivo ordinario per Tim del +4% a 0,73 euro per azione e fissato il nuovo di Poste a 27,4 euro per azione (+3%) come media tra il prezzo obiettivo di Poste standalone e quello derivante dalla completa combinazione” hanno scritto gli analisti

Il target di sinergie lorde di 700 milioni appare ragionevole e incorpora diversi margini di prudenza.

Le opportunity

Equita vede le principali opportunità di cross-selling su Pagamenti, Energia e Assicurazioni: “anche con ipotesi prudenti, le nostre sensitivities indicano un potenziale di oltre 100 milioni di EBITDA incrementale”. L’operazione offre inoltre l’opportunità di accelerare l’utilizzo delle DTA di TIM (indicate in €982mn da PST).

“Tra le opzioni a nostro avviso ancora non incorporate su inoltre vediamo possibilità di beneficiare da un’accelerazione del consolidamento del mercato Telco italiano; la possibilità di valorizzare TIM Brasil per accelerare il deleveraging e liberare capitale da impiegare per cogliere nuove opportunità strategiche”. In caso di pieno successo dell’offerta, “stimiamo nell’anno 2027-28 uno yield del 7-8%”.

L’Agcom

Agcom sta preparando una nuova consultazione sul rinnovo delle frequenze mobili che scadranno nel 2029, e sembra orientata verso una soluzione meno “aggressiva” rispetto al passato. Invece di indire una nuova asta (che costerebbe molto agli operatori), l’idea prevalente è quella di rinnovare le licenze senza farle pagare, a patto però che le aziende investano di più in infrastrutture e copertura, soprattutto per il 5G e nelle zone meno servite. È un approccio già visto in altri Paesi europei, che punta più allo sviluppo della rete che a fare cassa immediata per lo Stato.

Secondo Akros, “le indiscrezioni sembrano indicare un esito della consultazione Agcom più rapido del previsto, anche se la proposta dovrà comunque essere approvata dal Mimit e dal Mef. Riteniamo che un rinnovo non oneroso dell’attuale allocazione dello spettro (senza parità dello spettro) sarebbe vantaggioso per TIM, mentre penalizzerebbe un operatore con limitate frequenze disponibili come Iliad. Inoltre, ribadiamo che un rinnovo gratuito accompagnato da impegni sugli investimenti infrastrutturali, sul modello già visto in altri Paesi UE, potrebbe favorire l’intero settore delle telecomunicazioni”.