Tim, pronta ancora a stupire in Borsa? Ecco le date e i catalyst di inizio 2026
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Dopo avere chiuso il 2025 tra i migliori titoli dell’anno del Ftse Mib grazie a un balzo di oltre il 100%, Tim sembra ancora fiato per correre. Almeno così pare, se si osservano le performance di questo nuovo anno che è iniziato ancora nel segno dei rialzi. Il titolo del gruppo guidato da Pietro Labriola ha registrato una crescita di quasi il 10% ytd, posizionandosi ancora tra i migliori del listino principale di Piazza Affari e portandosi sui massi da fine 2018.
Aspettando la data X, probabilmente in primavera, quando verrà annunciato al mercato il nuovo piano industriale che svelerà i dettagli delle sinergie con Poste Italiane (Poste è ora il maggiore azionista di Tim con una quota di circa il 24,8%), nelle prossime settimane il gruppo guarderà al tema della conversione delle azioni risparmio in ordinarie.
Vediamo quali sono i temi e le date principali da monitorare per Tim in questo avvio di 2026.
Tim, nuovo sprint in settimana
Nuovo sprint in settimana per Telecom Italia a Piazza Affari. Oggi il titolo riprende fiato e arretra di circa lo 0,9%, ma nelle precedenti sedute si è messo in evidenza. Ancora una volta nel segno di Poste Italiane e delle indiscrezioni che ruotano attorno alle potenziali sinergie tra i due gruppi. Nei giorni scorsi a fornire ulteriori spunti su questo tema i rumors de “Il Messaggero” che nell’articolo “Tim apre a un nuovo piano per l’integrazione con Poste” si sofferma sull’arrivo del nuovo piano strategico di Tim 2026-29. Piano, riporta il quotidiano romano, in fase di definizione e che dovrebbe essere discusso (per una prima valutazione) dal Consiglio di amministrazione in calendario previsto settimana prossima (19 gennaio).
Secondo le anticipazioni, il piano dovrebbe essere presentato al mercato intorno a metà marzo e prevede sinergie con Poste per 1-1,2 miliardi di euro, che arriverebbero dall’integrazione di Poste Mobile, sinergie commerciali dall’offerta di un portafoglio di servizi ampio che comprenda TLC, pagamenti ed energia, sfruttando anche la capillarità della rete di Poste, e sinergie dallo sviluppo di servizi cloud a imprese e PA, sostenuto dalla strategia di Cloud Sovrano sostenuta dal governo per PA e grandi aziende.
“La cifra riportata dall’articolo, così come le aree di sinergie menzionato,le, implicando un beneficio a livello di Ebitda nel medio termine dell’ordine dei 200 milioni di euro annui, poco meno del 10% della nostra attuale stima di Ebitda after Lease 2029, con ci sembra ragionevo un contributo al Cagr di Ebitda aL domestico quindi in area 3% rispetto alla nostra attuale proiezione di crescita 2026-29 del 2,7%”, indicano gli analisti di Equita che confermano il rating buy e il target price di 0,59 euro su Tim. Secondo gli esperti della sim milanese, l’implementazione delle sinergie di costo e di ricavo con Poste, oltre al possibile consolidamento del mercato domestico, sono i due principali catalyst a nostro avviso non ancora espressi dal titolo, dopo l’ottima performance del 2025 e l’esecuzione di molti degli obiettivi del piano strategico precedente.
Conversione azioni risparmio, il 28 gennaio l’assemblea
Intanto si attende l’assemblea di Tim, convocata per il prossimo 28 gennaio, sulla conversione delle azioni di risparmio in azioni ordinarie. Nel dettaglio, il Consiglio di amministrazione di Tim propone 0,12 euro per ciascuna azione di risparmio oggetto di conversione facoltativa; 0,04 euro per ciascuna azione di risparmio oggetto di conversione obbligatoria.
Osservando il calendario finanziario di Tim per inizio anno, il 24 febbraio è prevista la pubblicazione dei risultati preliminari per il 2025.
Dna, atteso per il 20 gennaio il via libera della Commissione Ue
Per il comparto delle telecomunicazioni, resta sul tavolo anche il tema del Digital Networks Act (DNA) che dovrebbe supportare la creazione di un mercato europeo e la completa transizione dal rame alla fibra ottica (entro il 2030). Secondo le anticipazioni de “Il Sole 24 Ore“, la Commissione Europea dovrebbe approvarlo il 20 gennaio e poi il regolamento dovrebbe passare all’approvazione finale del Parlamento Europeo.
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Gli analisti di Equita appaiono cauti in attesa di maggiori dettagli futuri. E spiegano: “L’iter è solo nella sua fase iniziale e i punti da verificare sono diversi, per cui non siamo in grado di esprimere oggi un giudizio complessivo, ma l’impianto sembra andare nella direzione di migliorare la visibilità sul ritorno sugli investimenti per il settore”.
In ogni caso, per Banca Akros il nuovo Digital Networks Act potrebbe essere un catalizzatore positivo. “Riteniamo che l’approvazione e l’implementazione del Dna potrebbero avere due potenziali impatti positivi per Tim: maggiori possibilità di consolidamento del mercato dovute alla maggiore durata delle licenze concesse; maggiore probabilità di una fusione tra FiberCop e OpenFiber dovuta alla conferma dello switch-off delle linee in rame”, commentano gli esperti che hanno confermato la raccomandazione buy su Tim, con un target price rivisto al rialzo da 0,60 a 0,63 euro “includendo l’accordo di condivisione della Ran con Fastweb-Vodafone, oltre all’ipotesi leggermente più favorevole per Arpu e redditività a medio termine dopo il 2027”.
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