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Tim: Genish rimane in bilico e conti III trimestre diranno verità su minaccia Iliad

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Archiviata la costosa pratica dell’asta 5G, che ha comportato per Tim l’esborso record di circa 2,4 miliardi di euro, il mercato torna a concentrarsi sulle prossime sfide che attendono la maggiore tlc italiana. La diffusione dei conti del terzo trimestre arriverà tra poco più di un mese (11 novembre), ma già serpeggiano timori circa numeri non soddisfacenti in primo luogo sul fronte domestico. Sarà infatti il primo trimestre che ingloberà per intero l’effetto Iliad, operatore mobile francese sbarcato in Italia dallo scorso giugno e che ha attirato subito un forte successo con offerte molto aggressive a livello di prezzi. Concorrenza che rischia di intaccare la redditività degli altri operatori del mercato mobile in Italia.

Gli analisti di Credit Suisse, che hanno tagliato oggi il prezzo obiettivo da 0,7 a 0,55 euro (rating neutral), si aspettano che il segmento mobile di Tim vada sotto pressione, mentre il business wireline dovrebbe beneficiare dei recenti aumenti dei prezzi. La casa d’affari elvetica ha rivisto la valutazione su Tim alla luce del forte esborso per l’asta 5G e anche in virtù del recente declassamento deciso per l’intero settore tlc. I principali rischi al ribasso sono individuati nel debito elevato e nelle minacce di lungo termine che arrivano da Iliad e Open Fiber.

Anche Vivendi pronta a scaricare Genish?

Nel frattempo rimane aperta la questione governance. le ultime indiscrezioni vedono una convergenza nel CdA di Tim (espressione della lista promossa da Elliott e di quella di Vivendi) per un cambio al vertice che porti alla sostituzione del ceo Amos Genish. Domani sarebbe previsto un incontro a Parigi tra i vertici di Vivendi (anche se fonti vicine alla tlc francese smentiscono) e sul nome del nuovo Ceo sarebbe aperto un confronto anche con CDP.

“L’ennesimo cambio al vertice per il gruppo non aiuterebbe a portare avanti una strategia di medio periodo – argomentano gli analisti di Equita – anche se le aspettative iniziali sull’operato del CEO al momento non sono state suffragate da risultati tangibili”.

oggi intanto il titolo cerca di allontanarsi dai minimi pluriennali toccati nelle scorse sedute e segna un balzo di quasi il 2% a 0,495 euro. Negli ultimi 5 mesi il titolo segna un saldo negativo di -43% con titolo piombato a ridosso dei minimi storici.