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Tesla inciampa sulla controversa svolta pro bitcoin, titolo affonda. Musk da paladino green a fan della cripto super inquinante

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Janet Yellen, neo Segretario al Tesoro USA, ieri ha messo al tappeto il bitcoin con un crollo arrivato fino a -17% a seguito del duro affondo circa la rischiosità insita nell’investimento nelle criptovalute e anche la loro inefficienza nelle transazioni. Anche oggi il bitcoin segna il passo con -11% a 48.000 $.
L’ex presidente della Fed, intervistata dal New York Times, ha espresso preoccupazione legata ai rischi che corrono gli investitori: “Penso che le persone dovrebbero essere consapevoli che può essere estremamente volatile e mi preoccupo per le potenziali perdite che gli investitori possono subire”. La Yelen ritiene il bitcoin “altamente speculativo” e “inefficiente” per le transazioni ed è spesso usato per compiere “illeciti”.

Tesla affonda a -8,5% Wall Street nello stesso giorno del crash di cripto e green stock

Il bitcoin non è stato l’unico asset a soccombere a pesanti vendite. Ieri è andato in scena anche un corposo sell-off dai titoli tech Usa. Cali superiori al 2% per colossi quali Apple, Microsoft e Amazon. Ma a pagare maggiormente dazio è stata Tesla con -8,55% a 714,5 $. Si tratta del maggior crollo dallo scorso settembre per Tesla che vede il suo saldo Ytd virare improvvisamente in negativo dopo che a gennaio si era spinta fino a un picco a 900$. In generale sono andate al tappeto tutte le EV stock  (anche NIO giù di oltre l’8%) e le azioni green. L’MSCI Global Clean energy è caduto ieri del 6% circaIl rialzo dei rendimenti dei Treasury ha alimentato il nervosismo sui mercati con sell-off soprattutto per i settori che hanno corso di più nell’ultimo anno come tech e green.
All’inizio di questo mese, Tesla ha annunciato di aver acquistato $ 1,5 miliardi di Bitcoin per “maggiore flessibilità per diversificare ulteriormente e massimizzare i rendimenti sulla liquidità”. La società ha anche affermato che prevede di iniziare ad accettare pagamenti in Bitcoin per i suoi prodotti. Addirittura nei giorni scorsi (prima del crash di ieri e oggi del bitcoin) l’analista di Wedbush Securities, Daniel Ives, ha scritto che Tesla è “sulla traiettoria per guadagnare di più dai suoi investimenti in Bitcoin che dai profitti dalla vendita delle sue auto EV (veicoli elettrici) in tutto il 2020”.
Elon Musk ha difeso su Twitter l’investimento sulla criptovaluta definendo il bitcoin una versione “meno stupida” del contante. Il ceo di Tesla ha aggiunto che la decisione di Tesla di acquistare Bitcoin non riflette direttamente la sua opinione.
A far discutere è anche l’aspetto contraddittorio della scelta di Tesla di puntare su una criptovaluta che si stima comporti consumi energetici in un anno pari a quelli di un paese intero quale l’Argentina. La Yellen ieri ha anche accennato alla quantità di energia consumata nell’elaborazione delle transazioni BTC e l’ha definita “sconcertante”.

I costi ambientali del mining

Il bitcoin è moneta virtuale, quindi niente carta, plastica o metallo. Il problema legato alle emissioni di CO2 è legato all’attività di mining. L’Università di Cambridge ha calcolato che il bitcoin consuma circa 121,36 terawattora all’anno. I mega computer utilizzati dai ‘miners’ consumano quantità enormi di energia elettrica e spesso risulta energia prodotta dal carbone come in Cina o in Siberia. Ovviamente potrebbe utilizzare l’energia rinnovabile in una certa misura.

Il consumo annuale di elettricità di Bitcoin lo pone al limite dell’equivalente di uno dei primi 30 paesi al mondo. In un anno utilizza circa la stessa elettricità dell’intera popolazione del Pakistan (circa 217 milioni di persone) e nel mondo sviluppato più di quella olandese (circa 17,5 milioni di persone). “Con l’aumentare del prezzo, aumenterà anche l’incentivo a utilizzare sempre più computer ad alta potenza per estrarre di più, aumentando così l’impronta energetica”, sottolineava settimana scorsa Jim Reid, analista di Deutsche Bank., che valuta come speculativo l’aumento di cinque volte da ottobre in avanti del prezzo del bitcoin “e in un mondo in cui l’ESG sta guadagnando rapidamente spazio inevitabilmente ci sarà un dibattito più ampio in arrivo sulla sua impronta di carbonio.

Tesla e ESG 

L’inclusione della criptovaluta nel portafoglio di investimenti di Tesla fa storcere quindi il naso visto che il colosso delle auto elettriche sventola la bandiera delle zero emissioni e nell’attuale contesto in cui la considerazioni ESG – ambientali, sociali e di governance – sono diventate un fattore importante per gli investitori globali, tale mossa potrebbe avere ripercussioni anche sulle scelte d’investimento. “Siamo ovviamente molto preoccupati per il livello di emissioni di anidride carbonica generate dall’estrazione di bitcoin”, ha affermato Ben Dear, ceo di Osmosis Investment Management, un investitore che gestisce circa $ 2,2 miliardi di asset che detiene azioni Tesla in diversi portafogli.
L’ingresso di grandi aziende nel mercato delle criptovalute potrebbe aumentare gli incentivi a produrre “bitcoin geeen” utilizzando energia rinnovabile. Inoltre, le aziende potrebbero acquistare carbon credits per compensare.