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Tesla emblema dell’esuberanza di breve di Wall Street: vale il doppio di Volkswagen e shock Covid aumenta il suo vantaggio

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Il rally di Wall Street è proseguito imperterrito anche ieri nonostante l’avvio incerto dell’earning season con soprattutto JP Morgan che ha deluso le attese. L’S&P 500 ha guadagnato ieri il 3,06% e il Nasdaq il 3,95%, con i titoli tecnologici ancora una volta grandi protagonisti. Il Nasdaq addirittura al momento viaggia solo l’1% sotto i livelli di inizio 2020, come se il cigno nero Covid-19 non ci fosse mai stato. Dai minimi il Nasdaq segna un eloquente +27%.
Se la tecnologia e i celebri FAANG in vetrina – ieri nuovi massimi storici per Amazon – tra i vari settori in affanno a causa della pandemia troviamo invece quello delle auto. Ma non tutte. Tra le aziende che hanno ripreso a lavorare in Cina, il paese da dove ha avuto origine l’infezione dal nuovo Coronavirus, l’americana Tesla nel fine settimana scorso avrebbe iniziato le vendite delle Model 3 prodotte nello stabilimento di Shanghai. Una notizia riportata da Reuters che fa bene al titolo della casa automobilistica di Palo Alto che ieri hanno chiuso la seduta in crescita del 9% a 709,89 dollari per azione.

“Il livello del sentiment di breve a Wall Street mi pare degnamente rappresentato da Tesla, che, dopo un +28% in tre sedute, favorito da upgrade eccellenti, è tornata sopra 700$, a 300 volte i forward earnings, e con una capitalizzazione oltre 2 volte quella di Volkswagen. Un produttore di auto elettriche di segmento medio alto, nel bel mezzo di una grossa recessione, con petrolio a 20 $. Chapeau” commenta Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr.

Tutti i record in Borsa della creatura di Elon Musk

Da inizio anno il saldo di Tesla è di ben +70% e anche quello dell’ultimo mese è più che lusinghiero (+30% rispetto al +8,7% del Nasdaq 100).  La striscia vincente di Tesla dura da 7 sedute  con un aumento di quasi il 60% in questo arco di tempo. Il titolo risulta ora soli il 21% sotto il massimo storico di $ 917,42 del 19 febbraio.
Tesla la scorsa settimana ha riportato consegne nel primo trimestre superiori a quanto molti analisti si aspettavano, indicazioni che hanno innescando il rally. Nel breve-medio termine, il rischio è però di una domanda più debole nel secondo trimestre e possibili carenze dell’offerta se il lockdown durerà fino a giugno. Credit Suisse stima che Tesla venderà circa 400.000 veicoli quest’anno, in calo rispetto alle loro aspettative precedenti circa 550.000. La casa d’affari elvetica ritiene che Tesla, essendo focalizzata esclusivamente sull’elettrificazione, in questo momento delicato non ha il dilemma di bilanciare una transizione verso veicoli elettrici come altre case automobilistiche tradizionali. “Mentre il coronavirus dovrebbe determinare un impatto sulla domanda a breve termine su Tesla, non vediamo tuttavia molto impatto a lungo termine sulla storia della penetrazione di veicoli elettrici, dove Tesla attualmente è in testa”, rimarca CS.

Goldman Sachs riavvia copertura con buy

A mettere il turbo alle azioni Tesla anche la notizia che Goldman Sachs ha ripreso la copertura sul titolo. L’analista di Goldman Sachs, Mark Delaney, ha ripreso la copertura su Tesla assegnando rating Buy e target price a 864 dollari. “Siamo positivi su Tesla perché crediamo che l’azienda abbia un significativo vantaggio di prodotto nei veicoli elettrici, che è un mercato in cui ci aspettiamo una crescita secolare a lungo termine”, ha scritto Delaney in una nota. L’analista di Goldman Sachs ha anche sottolineato che, rispetto ad altre aziende automobilistiche e tecnologiche, data la crescita del suo fatturato, Tesla è valutata come particolarmente attrattiva.