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Tesla Battery Day: batterie più potenti, green e meno costose per un’auto da $25.000. Ma fino a tre anni di attesa. E il mercato boccia Musk

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Cosa ha annunciato Elon Musk nell’attesissimo Tesla Battery Day, evento che si è svolto ieri nella fabbrica di Tesla di Fremont, in California? Tra le novità si mettono in evidenza soprattutto le celle delle batterie “tabless”, ovvero senza piatti di fondo, che Musk ha chiamato “4680 cells”.
Queste celle – che sono state chiamate 4680 in quanto hanno un diametro di 46 mm e un’altezza di 80 mm – renderanno le batterie utilizzate da Tesla sei volte più potenti rispetto a quelle attuali, aumentandone l’autonomia del 16%. Altro fattore non da poco, costeranno il 14% in meno.

Presupposti ottimi per rendere concreto l’obiettivo di Musk: realizzare, grazie ai costi minori delle batterie, auto elettriche più economiche, con un prezzo di vendita progressivamente più vicino a quello delle macchine tradizionali, se non inferiore.
Non per niente il fondatore del colosso americano, che in Borsa è stato capace di stracciare ogni record, ha annunciato che il prossimo obiettivo è di lanciare sul mercato un’auto elettrica al prezzo di vendita da o addirittura inferiore ai 25.000 dollari, accessibile dunque a una platea ben più ampia di potenziali consumatori. A
Grazie a questa nuova cella delle batterie, ha detto Musk, e grazie anche ad altre modifiche apportate, il costo per KWh delle batterie Tesla dovrebbe essere tagliato addirittura del 56%. Elon ha svelato anche che Tesla punta a una produzione annuale di 20 milioni di veicoli: se riuscisse nell’impresa, il gigante delle auto elettriche diventerebbe il produttore di auto numero uno al mondo.

Batterie meno costose e più green: Tesla dice addio al cobalto

Altra novità: addio cobalto nella realizzazione dei nuovi catodi della cella. Al posto del cobalto, saranno utilizzati nickel e silicio, nell’ambito di un piano che sarà dunque più green.
Questa decisione, ha fatto notare il fondatore di Tesla, renderà le sue batterie ancora più economiche.
Il neo che ha accompagnato l’annuncio delle nuove celle è rappresentato dai tempi, come Elon Musk aveva già avvertito in un tweet di due giorni fa. Le nuove celle non saranno lanciate subito sul mercato. Tutt’altro.
Musk ha anche detto che Tesla costruirà un nuovo impianto di catodi per le sue batterie nel Nord America, al fine di ridurre i costi della catena di approviggionamento e per semplificare la produzione dei catodi stessi. Il target in questo caso è quello di riuscire a rendere i catodi più convenienti di ben il 76%, a fronte di una produzione zero di acque di scarico e, anche, di diversificarli, vista la bassa offerta di nickel.
Un articolo di The Verge precisa che non si sa ancora quando “il nuovo impianto di catodi sarà realizzato”. Detto questo, “nel mese di luglio, quando Tesla annunciò che la sua nuova fabbrica sarebbe stata costruita a Austin, Texas”, Musk precisò che avrebbe “valutato in modo considerevole” la città di Tulsa, Oklahoma, per la realizzazione dei progetti futuri.
Tra gli altri annunci, quello relativo al Cybertruck, il pick up elettrico di Tesla, che, tra l’altro, insieme ai progetti Semi e Roadster, sarà tra i modelli più interessati dalle nuove celle delle batterie di Tesla. Parlando sempre al Tesla Battery Day, Musk ha detto che gli ordini del Cybertruck continuano a volare rispondendo così alla domanda rivoltagli dall’audience sul volume stimato di produzione annuale.
“E’ difficile dire quello che davvero potrebbe essere il volume di Tesla Cybertruck. Gli ordini sono giganteschi, abbiamo ricevuto qualcosa come più di un milione di ordini. Credo che si aggirino attorno ai 600.000, ed è davvero molto. Abbiamo smesso di contarli. Il Cybertruck dovrebbe essere costruito nella Gigafactory di Austin, come annunciato lo scorso giugno.
C’è da dire, comunque, che la cifra di 600.000 di ordini stimati da Musk si riferisce, più che ai veri ordinativi ricevuti dalla casa automobilistica, ai pre-ordini, praticamente al numero di chi ha pagato una cauzione totalmente rimborsabile di 100 dollari per aggiudicarsi un posto nella fila dei potenziali acquirenti. Il Tesla Cybertruck dovrebbe entrare in produzione alla fine del 2021. Riguardo al lancio del modello all’estero, Musk ha precisato che il CyberTruck è semplicemente troppo grande per poter avere successo in tutti i mercati mondiali.
Il CEO ha fatto un annuncio anche sull’attesissimo e discusso Model S Plaid, che ora è disponibile per chi volesse ordinarlo, ma le cui consegne inizieranno alla fine del 2021.
Il modello che farà concorrenza ad auto superlative del calibro di Porsche Taycan e Lucid Air, potrà scattare da 0 a 60 miglia orarie in meno di due secondi, e completare un quarto di miglia in meno di nove secondi, grazie al powertrain Plaid che erogherà più di 1.100 CV, e che utilizza tre motori elettrici.
L’autonomia supererà le 520 miglia, dunque gli 837 chilometri circa. Il prezzo di vendita che compare sul sito di Tesla è di $139.990.

Ma il mercato non apprezza, auto da $25.000 già annunciata nel 2018

Nelle contrattazioni dell’afterhours il titolo ha perso tuttavia il 7% circa – dopo essere salito del 4% a seguito degli annunci. Annunci diversi e anche interessanti, che però hanno messo ancora più in evidenza un grande assente: la batteria da un milione di miglia di cui Elon Musk aveva parlato in passato. E di cui nulla è stato detto da Musk.
E’ da un po’ che ovunque erano montati rumor sull’annuncio, da parte di Tesla, della batteria: lo stesso Musk aveva promesso che ben presto le sue auto elettriche avrebbero sfrecciato nelle strade dotate di una batteria che sarebbe durata più di 1 milione di miglia, l’equivalente di 1,6 milioni di chilometri.
Già in un tweet diffuso due giorni fa Elon Musk aveva gelato le aspettative affermando che, qualsiasi cosa la società avesse annunciato, avrebbe richiesto due anni per diventare oggetto di una produzione ad alto volume. Musk lo ha riconfermato ieri, in occasione del Tesla Battery Day, affermando che alcune delle innovazioni presentate nel corso dell’evento sono “vicine alla fase di funzionamento”, e che altre richiederanno fino a tre anni per essere del tutto operative.
Il titolo di Tesla è schizzato di ben +407% quest’anno, a fronte di un rialzo di appena +2,6% dell’indice S&P 500.