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Telecom riprova l’affondo dei 55 centesimi sfruttando parole Gubitosi e fusione Inwit-Vodafone Towers

QUOTAZIONI Telecom Italia
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Oggi Telecom Italia corre a Piazza Affari. Il titolo sale di oltre l’1% rivedendo quota 55 centesimi, livello di resistenza importante che nel breve periodo ha più volte ostacolato i corsi. Il saldo da inizio anno è positivo di oltre il 12%, mentre la performance a un anno è del +0,7%. A sostenere oggi le quotazioni contribuisce l’approvazione da parte del cda di Inwit (controllata di Telecom delle torri) del progetto di fusione mediante incorporazione di Vodafone Towers in Inwit. All’esito della fusione, Tim e Vodafone Europe deterranno una partecipazione paritetica (37,513%) nel capitale sociale di Inwit. Il board ha inoltre proposto ai soci la distribuzione di un dividendo straordinario di 0,5936 euro per azione Inwit in circolazione post fusione.
Nel corso di un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore l’amministratore delegato di Tim, Luigi Gubitosi, ha confermato i target finanziari per il 2019 e ha ribadito che la riduzione dell’indebitamento (attualmente a 25 miliardi di euro) resta la priorità dell’azienda: “Con il completamento delle operazioni su Inwit e della joint-venture con Santander lo diminuiremo di circa 3 miliardi”, ha precisato Gubitosi. Il manager ha aggiunto che la diminuzione dei tassi di intesse consentirà a Telecom Italia di i risparmiare oneri finanziari per oltre 100 milioni di euro.

Telecom Italia: al test della resistenza a 55 cent

Quadro grafico in miglioramento per il titolo della maggior tlc italiana. Dalla metà di agosto Tim ha avviato un forte rimbalzo che ha permesso al titolo di arrivare a sfiorare quota 55 centesimi. Lo scorso 8 novembre i corsi hanno superato con forti volumi il livello chiave di 0,527 euro, fino a portarsi al retest della resistenza collocata a 0,551 euro. RSI ha quasi raggiunto l’ipercomprato ma i volumi stanno diminuendo. Il break deciso dei 55 centesimi potrebbe aprire la strada al titolo verso l’importante obiettivo dei 60 centesimi, livello che se raggiunto potrebbe migliorare decisamente il quadro grafico del titolo e il sentiment del mercato. In area 60 centesimi infatti passa il 38,2% di Fibonacci di tutto il down trend avviato ad aprile 2018. Invece, un eventuale cambio di direzione con ritorno sotto 52 centesimi potrebbe causare una ricaduta con target 50 centesimi, area di supporto molto forte data la presenza della media mobile 200 periodi.


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Ftse Mib: cerca di sollevarsi da area 23.500 punti

Dopo una breve fase laterale, il 4 novembre l’indice italiano ha rotto in gap up il livello chiave dei 23.000 punti. Il movimento rialzista non si è fermato e ha portato l’indice a superare di slancio i 23.500 punti fino a toccare un nuovo massimo annuo a quota 23.827 punti lo scorso 12 novembre. Sono poi scattate le prese di beneficio sul Ftse Mib che ora è tornato in area 23.500 punti. RSI è sceso sotto l’ipercomprato e i volumi stanno diminuendo. Nel caso proseguisse la debolezza con ritorno sotto quota 23.000 punti, sono probabili ulteriori ribassi verso il supporto collocato a 22.330 punti. Al contrario, la resistenza importante da infrangere è sempre quella dei 24.000 punti, livello che separa il Ftse Mib dai massimi del 2018 a 24.500 punti.

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