Notizie Notizie Italia Telecom Italia: Telefonica, restare o uscire da Telco? Questo il dilemma

Telecom Italia: Telefonica, restare o uscire da Telco? Questo il dilemma

29 Settembre 2009 09:07

In vista della scadenza del 28 ottobre, termine ultimo per inviare le eventuali disdette dal patto, nei giorni (ma anche nei mesi) scorsi la stampa ha più volte rilanciato l’ipotesi di una scissione di Telco, la controllante di Telecom Italia con una quota del 23,5%, ripartito tra Telefonica, che ne custodisce la maggioranza del 42,3%, Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Sintonia dei Benetton.


Se però in un articolo di oggi del Sole 24 Ore si tende a non mettere più in discussione la presenza degli spagnoli nella cassaforte controllante la società italiana di telecomunicazioni, in un report diramato oggi gli analisti di Bernstein azzardano l’ipotesi esattamente speculare. Secondo gli esperti della casa d’affari, infatti, la rottura tra i soci, con conseguente scissione della holding, “è sempre più probabile, alla luce della crescente tensione potenziale che percepiamo nei rapporti tra Telefonica e gli altri membri del board di Telco”.


In particolare, Bernstein evidenzia come la presenza di Telefonica in Telco abbia portato già una serie di problemi a livello di Antitrust e regolamentazione per Telecom Italia e come gli interessi brasiliani della società di tlc nostrana e quelli della spagnola siano “in conflitto crescente”. Secondo gli analisti della banca d’affari l’uscita di Telefonica da Telco e il potenziale rimpiazzamento da parte della Findim della famiglia Fossati, che ha in mano il 5% della società guidata da Franco Bernabè, “potrebbe risultare in un bilancio più leggero per la holding controllante senza necessariamente comportare una perdita del potere di voto”.


Insomma, per Bernstein una scissione dell’attuale assetto proprietario di Telco sarebbe positiva in un’ottica di lungo termine soprattutto perché allenterebbe le pressioni in materia di regolamentazione. Ma è bene non farsi prendere da facili entusiasmi: “Riteniamo che ciò sia già prezzato dal titolo Telecom Italia – dicono gli esperti di Bernstein – anche se comunque una modifica dell’assetto proprietario di Telco difficilmente potrebbe condurre verso una scissione della cassaforte nel lungo termine”. Bernstein conferma pertanto la raccomandazione “underperform” sulle azioni a marchio Telecom Italia, con target price collocato a 1,15 euro.


Tornando all’articolo del quotidiano finanziario di Confindustria, tra gli elementi che, almeno per il momento, parrebbero avvalorare l’ipotesi di una permanenza di Telefonica in Telco, ci sono le parole pronunciate ieri a margine di un convegno dal presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri: “Gli azionisti di Telecom sono collaborativi e costruttivi. Mi auguro che i loro rapporti possano proseguire con lo stesso grado di efficacia e di apertura all’interno di una dialettica costruttiva”.