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Telecom Italia è il titolo più caldo del Ftse Mib (+22% in un mese) e tra analisti c’è chi punta al raddoppio. Draghi spingerà su rete unica?

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Superare lo stallo della rete unica e garantire così a tutti i cittadini l’accesso alla rete ad altissima velocità. E’ categorico il ministro  dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in commissione Trasporti, a proposito delle difficoltà che Open Fiber incontra per la sistemazione della fibra ottica. Parole che danno ulteriore slancio al titolo TIM a Piazza Affari che in avvio si è spinto fino a 0,474 euro, sui top a oltre un anno. A metà seduta il titolo avanza di oltre l’1% a 0,465 euro.
Nell’ultimo mese il titolo Telecom ha preso il largo segnando oltre +22%, miglior performer tra le big di Piazza Affari. Da inizio anno il saldo risulta di +24%.

Analisti fiduciosi

“Siamo fiduciosi che il nuovo governo aumenterà gli sforzi per superare il digital divide e il nuovo primo ministro Mario Draghi ha posto l’infrastruttura digitale al centro dell’agenda del suo governo ma deve ancora chiarire se intende implementare il progetto di rete unificata e in quali termini”, argomenta Mediobanca Securities che riconosce come l’attuazione del progetto di rete unica è più lenta e più complesso del previsto.
Settimana scorsa gli analisti Bank of America hanno reiterato la fiducia sul titolo con giudizio “buy” e prezzo obiettivo alzato a 0,92 euro, a valori doppi rispetto a quelli attuali.

Rete unica: le dichiarazioni del ministro Giorgetti

“Da troppo tempo assistiamo a una situazione di stallo che non giova al Paese perché determina sovrapposizioni e duplicazioni degli investimenti effettuati dagli operatori” delle telecomunicazioni, afferma Giorgetti secondo cui “siccome lo Stato contribuisce a questa situazione, in quanto indirettamente azionista dei soggetti, è responsabilità nostra fare una proposta rapida. Non è possibile che la modalità scelta pregiudichi la possibilità di arrivare al risultato”.
Il ministro ha così sottolineato l’urgenza di uscire dallo stallo decisionale, che determina duplicazione di investimenti e rischia di far perdere le opportunità di finanziamento legate al Recovery Fund; la necessità di chiarire con le parti in causa la fattibilità del progetto; il no al controllo privato della rete unica e più risorse richieste al MEF per il 5G e per il bonus TV (upgrade necessario per liberare le frequenze 700 MHz oggi occupate dalle TV). La rete unica – precisa il titolare del Mise – non significa ricostituire un monopolio – e tantomeno un monopolio privato – in capo a una sola azienda, vista anche la presenza di investitori stranieri così forti nel capitale azionario.
Come ricorda Equita Sim, è la prima volta che un esponente di rilievo del nuovo governo si esprime sulla rete unica ed è rilevante e positivo che si chieda alle parti in causa una decisione rapida, si discuta di fattibilità tecnica (punto su cui TIM ha espresso piena fiducia al termine della due diligence tecnica) e si percepisca la necessità di accelerare per non perdere i benefici delle sinergie e delle agevolazioni del Recovery Plan. Tuttavia, continuano dalla Sim milanese, non è chiaro (come sottolinea il sole24ore) se la governance proposta da TIM e CDP per la rete unica possa costituire l’elemento di garanzia pubblica richiesta dal governo.
Intanto, Il Corriere della Sera segnala che Enel sta valutando la costituzione di una Newco per strutturare l’accordo con Macquarie. Enel lo farebbe trasferire la sua quota del 50% alla Newco, per poi cederne una parte al fondo australiano in caso di mancato accordo sul nuovo set up con Cdp.