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Alitalia: la nuova compagnia decollerà con meno lavoratori. Ritorna incubo esuberi

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Nuvole all’orizzonte per i lavoratori Alitalia. E’ il ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti a sottolineare di fronte alla Commissione Trasporti della Camera che per la newco Ita serve “discontinuità, sostenibilità economica e orientamento sul mercato”.

“La compagnia deve essere in grado di sostenersi da sola. Non è possibile immaginare un contributo statale. Noi stiamo negoziando duro ma anche il governo condivide con l’Ue che la newco abbia un suo equilibrio economico aziendale. Tutto ciò significa che per volare Ita non può essere troppo pesante, se è troppo pensante non vola”. Così Giorgetti che parla di “ripercussioni, anche di carattere sociale che stiamo valutando anche con ministro del Lavoro. Servono strumenti per chi non potrà essere accolto a bordo della newco”. Il piano, continua il ministro, “deve avere il parere del Parlamento. Non dobbiamo ripetere errori del passato, il tema fondamentale è la discontinuità e la newco non deve essere parente con Alitalia”.

Cosa significa? Il ministro non lo dice chiaramente ma che nell’aria si senta l’odore di esuberi è assodato.  Dagli attuali 10.500 lavoratori in totale alle dipendente della compagnia di bandiera, secondo alcune indiscrezioni, si potrebbe arrivare a circa 3 mila come scrive oggi Repubblica. Il piano, per superare l’opposizione del sindacato, prevede da una parte il via libera a prepensionamenti con 5 anni di anticipo rispetto ai 62 anni di età di uscita per chi vola il che si tradurrà in un esodo per circa 480 lavoratori di cabina Alitalia nei prossimi mesi. La seconda opzione, che alzerebbe il numero di dipendenti da assumere in Ita a breve, prevede inoltre l’assunzione del personale con un part-time al 25%.

Crisi Alitalia costata 166 euro a persona

La crisi di Alitalia quindi non passa e finora è costata 384 euro a famiglia, 166 euro a cittadino residente, neonati compresi. E’ la stima diffusa da Assoutenti, associazione dei consumatori specializzata nel settore dei trasporti.
“Negli ultimi 50 anni lo Stato ha più volte aperto il portafogli per iniettare liquidità nelle casse di Alitalia ed evitare il fallimento della compagnia aerea – spiega il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – Prima dell’ingresso di Ethiad in Alitalia, lo Stato Italiano ha speso 7,4 miliardi di euro tra aumenti di capitale, prestiti e altri contributi pubblici. Successivamente al 2014 e a causa dell’aggravarsi della situazione finanziaria dell’azienda, i Governi che si sono succeduti hanno regalato altri soldi ad Alitalia, tra ricapitalizzazioni, prestiti-ponte fino ad arrivare ad altri 3 miliardi. A questi 10 miliardi si aggiungono ora gli ulteriori 3 miliardi di euro del Decreto Rilancio e gli indennizzi per la crisi Covid”. Il conto totale dei salvataggi di Alitalia sale così a 13 miliardi di euro di soldi pubblici, con una ulteriore spesa pari a 115 euro a famiglia nelle casse della compagnia aerea, più 65 euro a cittadino.