Notizie Notizie Mondo Tassi Fed, in arrivo il primo taglio del 2025. Dot plot e Powell: sorvegliati speciali dai mercati

Tassi Fed, in arrivo il primo taglio del 2025. Dot plot e Powell: sorvegliati speciali dai mercati

17 Settembre 2025 12:02

Tutti gli occhi sono puntati sulla riunione della Fed di stasera, dove è ampiamente previsto un taglio dei tassi di 25 punti base. Oltre i tassi, ci sono diversi elementi da monitorare da vicino nella riunione di oggi.

Le prime indicazioni arriveranno alle 20 ora italiana, il comunicato del Fomc e un aggiornamento del Summary of Economic Projections (SEP), che include i Dot Plot sulle aspettative mediane per il tasso dei Fed Funds nel 2025, 2026, 2027 e a lungo termine.

A partire dalle 20:30 prenderà il via la conferenza stampa di Jerome Powell che rappresenterà uno dei momenti chiave della giornata.

In attesa degli annunci, le Borse europee mostrano una certa prudenza, il dollaro è in leggero recupero sull’euro (il cambio Euro/dollaro resta sopra 1,18), mentre l’oro ritraccia dopo i recenti record che l’hanno portato vicino ai 3.700 dollari l’oncia.

Vediamo le attese per la riunione della Fed, con l’attenzione rivolta alla velocità di allentamento e al tema chiave dell’indipendenza della Fed.

Equita: focus sulla velocità di allentamento

L’attesa è quasi finita e questa sera la Fed potrebbe consegnare ai mercati un taglio dei tassi di 25 punti base, come atteso dal mercato, portando il corridoio dei Fed Funds al 3,75-4%. “Ci aspettiamo che il nuovo “dot plot” segnali 75 punti base di allentamento complessivo per il 2025, in aumento rispetto ai 50 punti base indicati a giugno, riflettendo il rallentamento del mercato del lavoro e il calo delle pressioni inflazionistiche”, segnala Luigi de Bellis, responsabile research team di Equita, ricordando che il mercato si aspetta quasi tre tagli da parte della Fed entro fine 2025 (-68bps al 3,65%), e un’ulteriore discesa fino al 2,86% entro fine 2026 (o -78bps nel 2026).

Il focus sarà anche sulla conferenza stampa di Powell, che dovrebbe ribadire un approccio “data-dependent” ma con un chiaro bias accomodante, sottolineando i rischi al ribasso per l’occupazione.

Possibili dissensi sono attesi da membri del Board in senso più dovish (favorevoli a un taglio da 50bps)”, sottolinea De Bellis, secondo il quale l’elemento cruciale è la velocità del taglio dei tassi da qui in avanti. “Ci aspettiamo che la combinazione di un ritmo di tagli più definito e di un tono prudente mantenga pressione sul dollaro, favorendo gli asset rischiosi. Negli Stati Uniti, pur attendendoci un rallentamento della crescita, riteniamo che sarà contenuto e non tale da compromettere la dinamica dell’economia globale, anche grazie all’orientamento più accomodante della Fed”, conclude.

ING entra più nel dettaglio e guarda alle possibili frasi contenute nel comunicato ufficiale, a caccia di indizi sulla traiettoria futura dei tassi. “Nel comunicato, oltre al taglio di 25 punti base, cercheremo una frase come ‘Nel considerare ulteriori aggiustamenti nel target range’, utilizzata dalla Fed lo scorso anno per segnalare una serie di tagli. In alternativa: ‘Nel considerare l’entità e la tempistica di ulteriori aggiustamenti”, rifletterebbe esitazione e rialzerebbe i tassi a breve termine e il dollaro”, segnalano gli esperti della banca d’affari olandese. Il comunicato metterà in evidenza anche il modello di voto, che potrebbe essere di circa otto membri a favore di un taglio di 25 punti base, tre per 50 punti base (Waller, Bowman, Miran) e forse uno per tassi invariati (Schmid).

Occhi puntati su dot plot

Le scommesse su un taglio dei tassi di mezzo punto quest’anno – non oggi, ma forse a dicembre – stanno guadagnando terreno tra i trader di opzioni. Gli ultimi dati suggeriscono che le opzioni di dicembre, che scadono due giorni dopo l’annuncio della Fed di dicembre, suggeriscono che potremmo assistere a un taglio di 50 punti base prima della fine dell’anno. È quanto mette in luce nella sua analisi Ipek Ozkardeskaya, analista senior Swissquote, che si interroga sulla possibilità di un jumbo cut prima del 2026.

“Le aspettative del mercato si stanno attenuando di giorno in giorno e i dati supportano le previsioni accomodanti: l’inflazione rimane sotto controllo, l’occupazione si sta indebolendo, mentre la spesa dei consumatori sta reggendo bene. I dati di ieri hanno mostrato che le vendite al dettaglio sono cresciute più di quanto previsto dagli analisti ad agosto, di circa il 5% su base annua. Tuttavia, come nei mercati azionari, i dati positivi mascherano le dinamiche sottostanti – afferma l’analista -. C’è la possibilità che le colombe della Fed abbiano esagerato, il che potrebbe portare a una delusione oggi se Powell enfatizzasse i rischi di inflazione e se il dot plot segnalasse meno tagli di quanto previsto dagli investitori. Tutti gli occhi saranno puntati sull’ultimo dot plot per capire quanto e con quale rapidità i funzionari della Fed intendano allentare la politica monetaria”.

Insomma, rendimenti più bassi sosterrebbero l’economia e le valutazioni azionarie. Ma “una posizione troppo accomodante – spiega ancora – potrebbe ravvivare i timori che la Fed sia sotto pressione politica per allentare più del dovuto e/o che l’economia sia più debole di quanto sembri, forse mascherata dal rally azionario da record guidato principalmente dalle Big Tech”.