Notizie Notizie Mondo Pop Mart, da fenomeno Labubu a La-bear (market)

Pop Mart, da fenomeno Labubu a La-bear (market)

17 Settembre 2025 10:41

Il fenomeno Labubu arranca in Borsa. L’azienda cinese che li produce, la Pop Mart, aveva raggiunto una capitalizzazione di mercato pari a 57,16 miliardi di dollari, superando giganti come Hasbro, Mattel e Sanrio. Ma come rapidamente aveva toccato queste vette, ora ha iniziato allo stesso modo una forte discesa.

I numeri di Pop Mart parlano chiaro. Dall’inizio dell’anno il titolo è salito del 274%, toccando quaranta nuovi massimi storici in otto mesi. Ma dal picco del 26 agosto è iniziata la retromarcia: -25% in poche settimane, con oltre 13 miliardi di valore di mercato svaniti. Non è la prima correzione: già a dicembre 2023 il titolo aveva perso una percentuale simile, quando però la società valeva appena 4 miliardi contro un minimo di 2,9. Oggi la scala è dieci volte superiore.

La crescita dei Labubu

Ad analizzare quello che definisce “La-bear (market) Gabriel Debach, market analyst di eToro, partendo dal fenomeno dei pupazzi Labubu, piccoli mostriciattoli colorati da collezionare e usare come portachiavi o semplici pupazzi da tenere in camera.

Erano diventati un trend social a maggio 2025 e nel periodo estivo e venivano comprati dai vip e celebrità mondiali, con i prezzi che su Ebay avevano raggiunto anche le migliaia di dollari. Ma, come tutti i trend social, l’interesse è presto scemato, causando un brusco arresto del rally azionario dell’azienda.

Già a giugno la pagina Instagram @databutmakeitfashion, specializzata nell’analisi dei dati per intercettare tendenze e anticipare i trend digitali, aveva segnalato un calo dell’engagement social intorno a questi pupazzi da collezione.

I conti di Pop Mart

Il quadro tecnico accentua le incertezze. “Siamo alla terza settimana consecutiva di ribasso e settembre registra già un -20,8%, il peggior mese dal 2022 – spiega Debach – Nonostante ciò, il titolo continua a muoversi sopra le medie a 100 e 200 giorni da 380 sedute consecutive, un record assoluto per la società. In questa fase la media a 100 giorni prova a offrire un sostegno, ma il vero interrogativo è se riuscirà a reggere mentre l’interesse per Labubu mostra i primi segnali di declino”.

La semestrale aveva confermato la straordinaria crescita del modello: ricavi più che triplicati a 13,9 miliardi di RMB e utili quadruplicati a 4,68 miliardi. Tuttavia, dietro questi numeri resta una concentrazione evidente: la sola linea The Monsters, che comprende Labubu, ha generato 4,8 miliardi, oltre un terzo del fatturato. Una dipendenza che trasforma la forza commerciale in potenziale vulnerabilità.

Gli analisti hanno indicato alcuni catalizzatori in arrivo, come la nuova animazione o l’aggiornamento di Labubu previsto per Natale, ma li considerano insufficienti a garantire il proseguimento della corsa.

E JPMorgan taglia il giudizio

Ulteriori indizi arrivano dal mercato secondario, dove i prezzi di rivendita sono in netto calo. Pop Mart attribuisce la correzione a un aumento dell’offerta, ma per il mercato si tratta di un chiaro segnale d’allarme: quell’effetto scarsità – o, più precisamente, la natura passeggera della moda – che aveva alimentato l’hype si sta progressivamente esaurendo.

“Non a caso anche JPMorgan ha ridotto il giudizio sul titolo a “neutrale”, sottolineando come la valutazione avesse già incorporato la perfezione e bastasse un singolo segnale negativo – dal ribasso dei prezzi di rivendita alla debolezza nelle licenze – per innescare un’ondata di vendite”, spiega Debach.

“Alcuni [investitori] stanno probabilmente traendo profitto dalla recente ondata di vendite – ha affermato Jeff Zhang, analista di Morningstar con sede a Hong Kong al Financial Times – Ma ciò che ci preoccupa di più è il potenziale raffreddamento della domanda”, che “potrebbe verificarsi prima di quanto [molti investitori si aspettassero]”.

Il futuro dell’azienda

Nel secondo trimestre l’azienda ha superato le attese degli analisti: quattro serie di giocattoli al di fuori della linea “Monsters”, che include Labubu, hanno generato vendite superiori a 1 miliardo di RMB, aumentando così la loro incidenza sul fatturato complessivo.

Secondo Zhang, il recente calo del titolo dovrebbe spingere Pop Mart a considerare con maggiore urgenza l’introduzione di nuovi personaggi. “In passato avrei detto che la società aveva ancora diversi anni per sviluppare nuove IP, costruire pipeline e rinnovare il fenomeno Labubu”, ha commentato. “Ora non so quanto il management sia effettivamente preoccupato per l’andamento del titolo, ma se lo fosse, la necessità di sviluppare e valorizzare nuove proprietà intellettuali sarebbe molto più pressante”.