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Swedbank: scandalo svedese si allarga. Non solo riciclaggio, ora anche accuse insider trading. Banca caccia l’AD

L’annuncio all’inizio della riunione annuale del cda, e all’indomani del raid della polizia nel quartiere generale dell’istituto.

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Si fa sempre più incerto il futuro della banca svedese Swedbank  e del relativo titolo quotato in Borsa. Già nel mirino della giustizia per la lunga carrellata di accuse di riciclaggio di denaro sporco, Swedbank è di nuovo nei guai, dopo la notizia di nuove accuse di frode e insider trading. Accuse tali da aver portato la polizia a lanciare un raid nel suo quartiere generale di Stoccolma, nella giornata di ieri. L’azione è in calo anche oggi, cede il 4% circa dopo essere crollata alla vigilia del 12%. Nuovi sviluppi non mancano neanche oggi. Il cda dell’istituto travolto dallo scandalo di riciclaggio che avrebbe coinvolto una somma di ben 135 miliardi di euro ha infatti annunciato di aver sollevato dal suo incarico – detto più chiaramente licenziato – l’amministratore delegato Birgitte Bonnesen.
La notizia è stata data proprio qualche minuto prima dell’inizio del meeting annuale del cda.

“Gli sviluppi degli ultimi giorni hanno creato una pressione enorme sulla banca. Di conseguenza, il board ha deciso di sollevare Birgitte Bonnesen dal suo incarico”, ha annunciato il presidente Lars Idermark.
Bonnesen sarà sostituita a interim dal direttore finanziario Anders Karlsson.
A rendere inevitabile la sua cacciata è stata la decisione di tre tra i principali azionisti della banca –  Folksam, Alecta e AMF — di votare contro la manager. In particolare, stando a quanto riporta il Financial Times Johnan Sidenmark, AD del fondo pensione svedese AMF, ha giustificato il voto contro Bonnesen con queste parole:
Anche se finora si tratta soltanto di sospetti, e nessuno dovrebbe essere considerato colpevole fino a quando viene condannato, si parla qui di accuse pesanti, e sarebbe da irresponsabili non tenerne conto al meeting di oggi”.
Ex numero uno di Swedbank nei Baltici, Bonnesen è stata licenziata all’indomani del raid della polizia, che sta indagando l’istituto per frode aggravata.
Sempre il Financial Times ha rivelato che la banca è indagata anche dalle autorità americane, sempre in relazione alle operazioni di riciclaggio che avrebbe compiuto. Si tratta del primo segnale, da parte delle autorità di supervisione, che potrebbe indicare l’intenzione di colpire Swedbank con sanzioni per un valore di centinaia di milioni di dollari.
Tra i reati di frode contestati dalla polizia svedese, d’altronde, ci sarebbe anche l’accusa di insider trading, il sospetto dunque che la banca abbia ingannato anche il mercato.
“Nel considerare le informazioni che abbiamo ricevuto, emerge un quadro che vede Swedbank diffondere informazioni ingannevoli al pubblico e ai mercati su quanto la banca conoscesse riguardo alle attività di riciclaggio di denaro sporco nella sua divisione baltica”, ha detto il procuratore capo Thomas Langrot.
La scorsa notte Bonnesen ha detto di comprendere “la gravità della situazione”.
“Oggi è stato un giorno molto difficile per Swedbank, per i nostri dipendenti e i nostri azionisti. Vista la situazione, e considerato il mio ruolo come amministratore delegato, desidero chiarire che farò quanto mi è possibile per gestire la situazione attuale”, ha detto in una nota.
Non sarà lei, invece, a gestire il caso. L’FT ricorda che il titolo Swedbank ha perso più di un quarto del suo valore, da quando il mese scorso le rivelazioni sul presunto riciclaggio di denaro sporco si sono intensificate.
“Lo scandalo solleva interrogativi non soltanto per la banca e il suo board, ma anche per la reputazione della Svezia e alimenta il dubbio che l’elite finanziaria del paese, incluse le autorità di regolamentazione, siano troppo indulgenti. In particolare, il supervisore finanziario top ha deciso di rinunciare al caso, vista la sua amicizia con un dirigente di Swedbank”.