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Sul MES il MEF tentenna, Gualtieri: ‘Bancomat, da usare solo se necessario. Tassi BTP confermano forte fiducia in Italia’

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MES sì o MES no? Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la sua squadra continuano con la politica del “NI”, senza prendere alcuna decisione: questo, a fronte del peggioramento della crisi sanitaria, con i nuovi contagi di coronavirus COVID-19 che continuano a balzare su base giornaliera. Quei 36 miliardi di euro, all’Italia, per di più senza condizionalità e a tasso zero, farebbero comodo. Ma nel governo ci sono gli anti-MES M5S, ed evidentemente sono loro ad avere la situazione in pugno.

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ritiene che il MES sia come un Bancomat, da utilizzare solo se strettamente necessario
ROME, ITALY – OCTOBER 01: The Minister of Economy and Finance Roberto Gualtieri participates in the Festival of Towns on October 1, 2020 in Rome, Italy. (Photo by Simona Granati – Corbis/Getty Images)

L’esecutivo M5S-PD continua così a prendere (perdere) tempo sul MES, con dichiarazioni ancora poco chiare su ciò che ha intenzione di fare.
L’unica certezza è il no dei Cinque Stelle, come ha confermato ieri il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede (M5S): ospite a Otto e Mezzo su La7, Bonafede si è così espresso:
“Sul Mes il ministro Gualtieri ha chiarito che si ricorre al Mes soltanto quando le casse dello Stato sono al collasso, senza liquidità. E visto che l’Italia adesso non è senza liquidità lo stesso Gualtieri ha detto che non serve parlare del Mes. Ma se a dirlo è il M5S, si dice che è una posizione ideologica”. Il ministro ha ribadito quanto detto più volte da altri no-MES: “Ci sarà un motivo se gli altri paesi europei non l’hanno richiesto. Se l’Italia ricorresse al Mes, avremmo il timbro rosso di ‘Paese all’ultima spiaggia’, quando invece abbiamo l’immagine di un paese autorevole e affidabile”.
Peccato che più economisti ed esperti abbiano sottolineato all’infinito che non sia proprio così.
LEGGI: Perchè il MES all’Italia serve ancora (La Stampa), di Veronica De Romanis. 
Nell’articolo tre i motivi per cui l’Italia avrebbe bisogno del MES: in primis il fatto che, ricorrendo al Fondo Salva Stati, l’Italia otterrebbe SUBITO 36 miliardi di euro a tassi a zero, contrariamente al caso delle risorse del Recovery Fund.
La stessa Veronica De Romanis ha commentato la dichiarazione di Bonafede su Twitter:
Min. #Bonafede “Ita ha la liquidità quindi non c’è bisogno del #Mes”. Ministro la liquidità si chiama debito. Spieghi agli italiani che volete far pagare questo debito di più. Il #Mes costa meno. Lo chieda a suo collega #Gualtieri
Anche l’ex presidente del Consiglio Enrico Letta aveva ricordato più volte la necessità di attingere a questi soldi, che ora si confermano più che mai utili vista la seconda ondata di contagi da coronavirus.
“Non ho mai cambiato idea. Per due ragioni: per la finalità del Mes – le spese sanitarie – e per la tempistica. Le risorse di questo accordo arriveranno non prima dell’anno prossimo, quelle del Mes sono disponibili dall’autunno”, aveva detto Letta a fine luglio, nel commentare l’accordo del Consiglio europeo sul Next Generation EU (Recovery Fund).
All’inizio di settembre, l’ex premier è tornato sulla questione, sottolineando che l’Europa non capirebbe il mancato utilizzo di questi fondi da parte dell’Italia.

Gualtieri: MES sempre prestito. Da considerare come Bancomat

Nel suo intervento a Porta a Porta, dove ha parlato anche di Quota 100 e reddito di cittadinanza e del dossier Autostrade, il ministro dell’Economie Roberto Gualtieri è tornato a parlare del Fondo salva-stati, continuando però, in sintesi, a dimostrare come l’Italia stia prendendo solo tempo, e facendo, secondo gli attacchi che si leggono in queste ore sui vari social, anche il gioco del M5S:
l’Italia “oggi ha tutte le risorse necessarie” – ha detto Gualtieri – e il MES verrebbe utilizzato “se fosse strettamente necessario”. Il titolare del Tesoro ha ricordato il minimo storico toccato ieri dai tassi sui BTP decennali, allo 0,77%:
“Oggi abbiamo toccato il minimo storico del nostro Btp decennale, siamo in un momento in cui c’è una forte fiducia nell’Italia e quindi non abbiamo problemi di finanziamento. Dopodichè è sempre meglio un finanziamento a tasso zero che un finanziamento allo 0,7%”.
Di Mes il titolare del Tesoro ha parlato anche in un’intervista rilasciata a ‘Restart Italia’ su Rai 2.
Il Mes è un “prestito senza condizionalità” – ha riconosciuto, aggiungendo però che si tratta comunque di un prestito, dunque di un indebitamento.
Di conseguenza, il paese deve considerarlo come una “rete di protezione”, un “bancomat”, da utilizzare in caso di crisi di liquidità.
“Sono prestiti senza condizionalità, lo dico io che l’ho negoziato – ha affermato il ministro – Ma è un prestito, non sono soldi a fondo perduto. Certo, ci consente di risparmiare qualche centinaio di milioni di interesse, che non è poco”.
Allora?
E’ un importante scudo, una rete di protezione, che fa sì che in qualsiasi momento ci trovassimo per caso in un problema di liquidità, abbiamo come un Bancomat che ci consente di attingere immediatamente”.
Dunque? Gualtieri si è limitato a concludere che “le casse dello stato sono assolutamente in grado di far fronte a tutti gli impegni, ma è molto importante avere sempre a disposizione una rete di sicurezza”.