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Piazza Affari chiude a +0,76% seduta oggi 8 ottobre, ruggito di Eni e Mediobanca. Crolla Saras

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Piazza Affari strappa un’altra seduta in territorio positivo, insieme ai listini europei. A sostenere i mercati sono le rinnovate speranze di un nuovo piano di stimolo negli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump ha fatto una parziale marcia indietro parlando di uno specifico piano di aiuti per le compagnie aeree (fortemente colpite dalla pandemia) da circa 25 miliardi di dollari e altre misure di sostegno.
Il Ftse Mib ha chiuso a 19.582 punti, in rialzo dello 0,76%. Tra i titoli del paniere principale, scatto in avanti oggi per Mediobanca con quasi +4% in area 7,248 euro. Dopo il via libera della Bce la Delfin di Leonardo del Vecchio è salita al di sopra della quota del 10% in Mediobanca. Nello specifico, la partecipazione della holding del patron di Luxottica nel capitale di Piazzetta Cuccia è stata portata al 10,162%, rispetto al 9,889% precedente.

Lo spunto rialzista di Mediobanca ha sostenuto anche Generali che ha chiuso a oltre +2%.

Pirelli la migliore, strappo al rialzo per Unicredit ed ENI

In evidenza anche Pirelli che conquista la vetta del paniere principale con +4,28%. Molto bene tra le big spicca il +2,3% di ENI, mentre Enel è scesa dello 0,64% dopo il rush di oltre +3% della vigilia. Tra gli altri titoli oil oltre +3% sia per Saipem che per Tenaris.
Tra le banche la migliore oggi è stata Unicredit con +2,42% in area 7,54 euro. A ruota Banco BPM con +1,87% e che continua ad essere il titolo più gettonato in ottica di appeal M&A. Ieri l’amministratore delegato del gruppo bancario, Giuseppe Castagna, ha sottolineato come sulla spinta della fusione Intesa-Ubi il consolidamento nel settore sia destinato a continuare. “Banco Bpm è al centro del processo di consolidamento che riteniamo non sia troppo lontano dal materializzarsi”, scrivono oggi gli analisti di Intesa Sanpaolo che hanno confermato la valutazione ‘add’ e target price di 1,64 euro.

Saras affossata da inchiesta su petrolio proveniente da organizzazioni terroristiche

Fuori dal Ftse Mib giornata molto difficile per Saras, che ha ceduto il 7,69%. Ad affossare il titolo è la notizia riportata da Repubblica secondo cui le procure di Cagliari e Milano starebbero indagando sulla provenienza di 12 mln di tonnellate di grezzi lavorati tra il 2015-16. Si sospetta che la provenienza del greggio possa risalire a organizzazioni terroristiche. Alcune perquisizioni sarebbero già state effettuate presso Saras a Milano e a Cagliari. Saras attraverso una nota “respinge fermamente ogni associazione del nome della società al contrabbando di petrolio e di carburante, in quanto del tutto priva di fondamento e lesiva della immagine propria e dei collaboratori del gruppo”.