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Strategist Deutsche Bank: Usa verso recessione, S&P dovrebbe essere inferiore -13% rispetto a ora

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In attesa dell’annuncio della Fed sui tassi, che arriverà domani al termine della riunione di due giorni del Fomc, c’è qualcuno che ritiene che la banca centrale americana possa fare ben poco per scongiurare l’avvento di una recessione in Usa. Si tratta di Binky Chadha, responsabile strategist globale e numero uno della divisione di allocazione di asset di Deutsche Bank. Chadha ha presentato il suo outlook sull’economia e sui mercati americani nel corso di un’intervista a Marketwatch.
A suo avviso, la recessione è dietro l’angolo,  la Fed – assillata tra l’altro dalle pressioni continue dello stesso presidente Donald Trump – non potrà farci niente e l’indice S&P 500 sta ignorando tutti i segnali di allarme.

“Siamo cauti sulle azioni. Diremmo che sarebbe meglio essere posizionati sui difensivi e che l’azionario americano è andato ben oltre il tasso di crescita” dell’economia, ha precisato Chadha.
Secondo lo strategist di Deutsche Bank, l’indice azionario Usa non dovrebbe essere scambiato a un valore appena al di sotto di quota 3.000 – come ora – ma attorno ai 2.600 punti, dunque a un livello inferiore del 13% rispetto a quello attuale.

“Lo S&P – ha fatto notare – tende a essere ‘davvero molto correlato’ agli indicatori di crescita ciclica come l’ISM, che il mese scorso è però scivolato in una fase di contrazione. Ciò implica che l’indice dovrebbe essere scambiato a 2.600, non ai livelli attuali, che sono appena al di sotto di quota 3.000, valore che sembra prezzare piuttosto ‘una ripresa solida” dell’ISM”.
Altro fattore importante che l’esperto di Deutsche Bank mette in evidenza è la dinamica dei nuovi posti di lavoro negli Stati Uniti che, dal tasso di crescita su base annua del 2,5% dell’anno scorso è rallentata al +1,3%, al ritmo di espansione più basso in dieci anni. E il punto è che, “ogni volta che la crescita dei posti di lavoro è scesa sotto l’1%, gli Stati Uniti sono finiti in recessione. Diremmo dunque che l’economia americana è pericolosamente vicina…a entrare in recessione”.
Tutto dipende secondo Chadha dagli sviluppi della guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina. Un sell off sui mercati potrebbe comunque riuscire a smorzare i toni aggressivi del presidente Usa. E “questa sarebbe la condizione necessaria per permettere alla crescita di toccare il fondo e di riprendersi, oppure per consentire all’azionario di salire in modo sostenuto”.
Anche perché, al di là di tutto, lo strategist è rialzista sullo S&P 500, prevedendo per l’indice una chiusura del 2019 attorno a quota 3.250. Ma a questo punto, più che dalla Fed sembra che dipenderà tutto dal presidente Donald Trump.