Stellantis “ritrova” l’Italia e studia le contromisure ai dazi

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Nel complesso scenario mondiale dei dazi, Stellantis (in calo di oltre il 3% a Piazza Affari) “ritrova” l’Italia e prepara contromisure Oltreoceano come i competitor del settore auto. Tra fermate programmate, aumento dei prezzi e spostamento della produzione ogni big delle quattro ruote tenta a suo modo di arginare l’impatto delle misure a stelle e strisce.
La convention di Mirafiori
Nei giorni in cui l’azienda torna a guardare all’Italia rilanciando Melfi (produrrà la DS8), anche Mirafiori è protagonista di una “nuova stagione”. Prima l’annuncio che proprio in provincia di Torino si farà la nuova 500 ibrida e poi un atto “simbolico” che non si vedeva dai tempi di Sergio Marchionne. Nello storico Heritage Hub di Mirafiori si è tenuta l’edizione 2025 della convention dei fornitori europei di Stellantis.
Un evento condotto da Maxime Picat, chief purchasing and supplier quality officer, e Jean-Philippe Imparato, enlarged europe chief operating officer, insieme ad altri membri del gruppo dirigenziale europeo di Stellantis, in rappresentanza della nuova organizzazione europea dell’azienda, destinata – si spiega – “a operare più rapidamente e in modo efficiente concentrandosi sulle performance”. L’evento, a cui hanno partecipato i rappresentanti 450 fornitori e relative associazioni “è stato l’occasione per rafforzare il rapporto con i buyer Stellantis”.
In attesa della nomina ufficiale del nuovo ceo che sostituisca Carlo Tavares, Jean Philippe Imparato, responsabile europeo di Stellantis ha chiarito che il piano d’azione “prevede un’organizzazione semplificata, più agile ed efficiente, un piano di prodotto che comprende non meno di 14 nuovi prodotti di punta tra il 2024 e il 2025”.
La risposta ai dazi
E mentre le case automobilistiche europee aumentano i prezzi e si preparano a spostare la produzione di auto negli Stati Uniti per cercare di proteggersi dai dazi decisi da Donald Trump, Stellantis studia le contromosse (ha già la produzione in Usa) e, per ora, annuncia che chiuderà alcuni stabilimenti di assemblaggio in Messico e il suo stabilimento Chrysler a Windsor, in Canada, per due settimane. Lo stabilimento rimarrà chiuso nelle settimane del 7 e 14 aprile, ha dichiarato un portavoce del gruppo, confermando un annuncio del sindacato locale Unifor. Secondo il sindacato, la chiusura di Windsor, che impiega circa 3.600 lavoratori e produce minivan e il modello Dodge Charger, è “legata principalmente” ai dazi doganali annunciati da Donald Trump sulle auto importate negli Stati Uniti. “Si tratta di una delle misure che dobbiamo adottare immediatamente per adattare la produzione”, ha confermato il portavoce.
Stellantis “continua a valutare gli effetti dei dazi statunitensi recentemente annunciati sulle auto importate”, spiega la società del presidente John Elkann, “e continuerà a dialogare con l’amministrazione Usa riguardo a questi cambiamenti di politica”.
Quanto ai competitor, Mercedes-Benz sta cercando di incrementare la produzione locale per evitare i dazi. La svedese Volvo punta ad aumentare il numero di auto che produce negli Stati Uniti spostando la produzione di un modello nello stabilimento della Carolina del Sud. Nel Regno Unito, che ha esportato quasi l’80% delle auto prodotte l’anno scorso, la lobby del settore automobilistico ha avvertito che i consumatori americani che dovranno probabilmente pagare di più per le Range Rover, Mini, Bentley e Aston Martin. Nelle settimane scorse Ferrari che negli Stati Uniti, nel 2024, ha consegnato 3.452 modelli, il 25% del totale, aveva già annunciato una modifica della politica commerciale con un aumento dei prezzi fino al 10%.
L’Italia migliora a marzo per Stellantis
Quanto alle immatricolazioni, la casa italo-francese a marzo – secondo i dati del ministero dei Trasporti – ha registrato 172.223 vetture, il 6,22% in più dello stesso mese dello scorso anno. Ma nel trimestre sono state 443.906, l’1,64% in meno dell’analogo periodo del 2024. Il volume globale delle vendite mensili, pari a 684.921, ha interessato per il 25,14% vetture nuove e per il 74,86% vetture usate.