Stellantis prepara il nuovo piano: più investimenti su Jeep, Ram, Peugeot e Fiat
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Stellantis si prepara a presentare a Detroit la propria strategia di lungo periodo, con un focus sui marchi globali a maggiore redditività e diffusione. Secondo fonti vicine al dossier, il piano del CEO Antonio Filosa, atteso a maggio, prevede una riallocazione delle risorse con un aumento consistente degli investimenti a favore dei brand considerati centrali, come Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, nel tentativo di rafforzare il posizionamento del gruppo nel nuovo contesto competitivo.
Stellantis è alle prese con il recupero di quote di mercato negli Stati Uniti e in Europa, mentre cresce la pressione competitiva dei costruttori cinesi, sempre più presenti sia nel mercato europeo sia nei Paesi emergenti. In questo contesto, a febbraio il gruppo ha contabilizzato una svalutazione da 22,2 miliardi di euro, legata al ridimensionamento dei piani di sviluppo sull’elettrico.
Strategia industriale: investimenti concentrati sui brand a maggiore redditività
Il piano del Ceo Antonio Filosa punta a riorientare gli investimenti verso Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, individuati come i marchi con il maggiore contributo in termini di volumi e marginalità. Si tratta di un cambio di impostazione rispetto al passato, quando le risorse venivano distribuite in modo più uniforme tra tutti i brand del gruppo. Tra le opzioni allo studio figura un maggiore ricorso a piattaforme e tecnologie condivise sviluppate dai marchi principali, su cui innestare elementi distintivi in termini di design e caratteristiche di guida. Allo stesso tempo, viene valutata anche la possibilità di adattare modelli esistenti a diversi mercati attraverso operazioni di “rebadging”.
Nel nuovo assetto, marchi come Citroën, Opel e Alfa Romeo verranno gestiti in modo più mirato, con un presidio selettivo di specifici mercati geografici e segmenti, diventando quindi realtà regionali o nazionali in specifici mercati, dove sono già forti o presentano potenziale di crescita, secondo quanto riportato a Reuters. L’obiettivo è valorizzarne il posizionamento senza replicare modelli industriali su scala globale. In questo contesto si inseriscono anche le interlocuzioni con il partner cinese Leapmotor per lo sviluppo congiunto di un SUV elettrico a marchio Opel, un esempio di integrazione industriale che consente di mantenere identità di brand pur condividendo la base tecnologica.
Valore in calo e nodo razionalizzazione marchi
La fase di difficoltà attraversata dal gruppo si riflette anche in Borsa, con una capitalizzazione scesa intorno ai 21 miliardi di euro, su livelli comparabili a quelli della startup elettrica Rivian e ben lontani dai valori di Volkswagen.
Il ridimensionamento ha riacceso il dibattito tra investitori e analisti sulla struttura del portafoglio, con alcune indicazioni verso una possibile riduzione dei marchi, soprattutto in Europa dove le sovrapposizioni risultano più evidenti. Tra i brand citati figurano Lancia, DS, Citroën e Opel.
Il Ceo Antonio Filosa, tuttavia, non sembra orientato a questa soluzione. L’approccio resta quello di valorizzare i marchi esistenti, sfruttandone il potenziale in mercati specifici o su base regionale. In passato, l’ex amministratore delegato Carlos Tavares aveva escluso interventi di questo tipo. Dopo la sua uscita a fine 2024, il presidente John Elkann ha invece posto maggiore attenzione alla sostenibilità industriale dei singoli marchi nel lungo periodo.