Notizie Notizie Italia Btp ancora pressione: rendimenti in rialzo, attesa per Bce

Btp ancora pressione: rendimenti in rialzo, attesa per Bce

24 Aprile 2026 11:18

In un finale di mese denso di annunci, con il trittico di aste in primo piano (oggi asta BTP Short – BTP€i, il 28 e il 29 aprile asta BOT e collocamento di medio-lungo), il mercato non perde di vista i movimenti dello spread Btp-Bund.
La settimana prossima occhi puntati sulla riunione della Banca centrale europea (Bce) che, secondo le attese, manterrà i tassi fermi e un atteggiamento attendista.

Partiamo dal punto degli esperti sulle attese per le mosse della Bce ma anche sulle prospettive del Btp nei prossimi mesi.

Bce, giovedì il verdetto tassi

La terza riunione del 2026 della Bce è alle porte. Il prossimo 30 aprile si riunirà il consiglio direttivo guidato da Christine Lagarde che dovrebbe mantene i tassi di interesse invariati, lasciando il tasso sui depositi al 2,0%.

“Una tale decisione sarebbe giustificata dalla considerazione che è opportuno attendere ulteriori informazioni prima di trarre conclusioni di politica monetaria”, commentano gli esperti di Barclays nel report che porta la data di oggi dal titolo “On hold, but vigilant”. Secondo la banca d’affari britannica, “la comunicazione dovrebbe sottolineare la disponibilità del Consiglio Direttivo ad agire, evitando tuttavia di segnalare esplicitamente un aumento dei tassi a giugno, poiché ciò minerebbe il messaggio stesso che è opportuno attendere per preservare la flessibilità”.

Nel corso della conferenza stampa, oltre a sottolineare il ruolo dei prezzi delle materie prime per le prospettive politiche, la presidente Christine Lagarde potrebbe rimarcare, secondo Barclays, anche “la necessità di vigilanza su due fronti“. Il primo, le prove di un più rapido trasferimento dei costi energetici ad altri prezzi finali; e il secondo, i segnali che indicano un cambiamento nel comportamento delle imprese e delle famiglie, tale da rendere lo shock più persistente.

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Spread Btp-Bund sopra quota 80

Oggi lo spread Btp-Bund mostra un ulteriore salita, sopra quota 80 punti base. In particolare, il differenziale è in area 80,8 punti base rispetto alla chiusura di ieri di 78,7 punti base, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Lo spread tra Btp e Bund si è mosso da un minimo di circa 60 punti base pre-conflitto, che rappresenta il livello più basso dal lontano 2008, ad area 100 punti base.

In generale il mercato obbligazionario resta sotto pressione anche oggi per effetto del proseguimento del rally del prezzo del petrolio. “I rendimenti governativi in Eurozona sono in rialzo su tutta la curva, anche se è la parte a breve quella maggiormente penalizzata, considerato che il mercato è tornato a prezzare per fine anno un terzo rialzo BCE da 25 punti base con una probabilità intorno al 60%. La parte a lunga, infatti, guarda con la “coda dell’occhio” ai possibili impatti sulla crescita dai prezzi alti dell’energia, come emerso ieri dagli indici PMI, che hanno visto un deciso calo della componente servizi”, segnalano gli strategist di Mps Capital Services che parlano di un andamento simile anche negli USA, dove però le indicazioni macro dagli indici PMI sono state positive, a dimostrazione di una maggiore tenuta dell’economia USA.

“Nonostante la divergenza tra i PMI delle due aree, il comune denominatore è stato il forte aumento della componente prezzi, che è salita in entrambi i casi ai massimi del 2022, avvalorando la tesi di pressioni inflattive che dovrebbero intensificarsi nei prossimi mesi”, osservano ancora gli esperti.

Btp, Venti contrari nei prossimi mesi?

Ma quali sono le prospettive per il Btp per i prossimi mesi? Per Neil Mehta, portfolio manager di RBC BlueBay, ci saranno diversi venti contrari nei prossimi mesi. “Una potenziale recessione in Europa richiederà probabilmente una politica fiscale più espansiva per attutire l’aumento dei costi energetici, la crescita della disoccupazione e le prospettive di crescita più modeste. Allo stesso tempo, con l’inflazione che supera il 3%, è improbabile che la politica monetaria possa svolgere un ruolo nell’attenuare un’eventuale recessione”, sottolinea Mehta che avverte: “In questo contesto, gli spread dei Btp dovranno affrontare diversi venti contrari nei prossimi dodici mesi dopo un 2025 positivo. In particolare, deficit più ampi, dovuti all’aumento dei costi energetici e alla minore crescita, una maggiore pressione sul ricorso al prestito per sostenere la spesa per la difesa e un aumento del rischio politico in vista delle elezioni del 2027″.