Notizie Notizie Italia Eni, vola il flusso di cassa 2026 e il buybuck sfiora il raddoppio a 2,8 miliardi (+90%)

Eni, vola il flusso di cassa 2026 e il buybuck sfiora il raddoppio a 2,8 miliardi (+90%)

Pubblicato 24 Aprile 2026 Aggiornato 24 Aprile 2026 15:51

Frenata nel trimestre per Eni, con ebit e utile netto rispettivamente a 3,5 miliardi (-4%) e 1,3 miliardi (-8%), ma forte crescita della produzione a 1,8 milioni di barili al giorno (+9%) e l’aggiornamento del cash flow 2026 a 13,8 miliardi che permette al gruppo di spingere sul buyback: il valore sfiora il raddoppio a 2,8 miliardi (+90%). Questa in breve la fotografia che emerge dai conti del Cane a sei zampe che ha licenziato i primi tre mesi dell’anno e si prepara al quinto storico mandato dell’ad Claudio Descalzi.

“In un contesto di mercato caratterizzato da estrema volatilità, Eni continua a eseguire in modo coerente e rigoroso la propria strategia», ha commentato l’ad, Claudio Descalzi, sottolineando come “la crescita produttiva si confermi eccellente e come la performance e la solidità finanziaria supportino gli investimenti”.

Bene il titolo che in una Piazza Affari negativa sale dell’1,14%

La remunerazione

L’aumento del buyback nasce dal rialzo delle stime del flusso di cassa operativo, rivisto al rialzo alla luce dello scenario geopolitico e atteso in crescita del 20% rispetto alla previsione iniziale, a 13,8 miliardi su base annua. “In coerenza con la politica di distribuzione, che prevede la condivisione dell’upside con i nostri azionisti, il piano di riacquisto delle azioni proprie è incrementato di circa 90% a 2,8 miliardi di euro”, si legge nella nota di gruppo. In particolare, lo scenario di riferimento aggiornato ipotizza un prezzo del Brent a 83 dollari al barile, un prezzo del gas al Ttf a 50 euro/Mwh e un cambio euro/dollaro a 1,15.

Il dividendo

Il dividendo 2026 è confermato a 1,10 euro per azione, in crescita del 5% rispetto all’esercizio precedente. E se il Brent superasse i 90 dollari/barile o si registrassero rialzi significativi del gas o dei margini di raffinazione, il 100% dell’ulteriore upside verrebbe distribuito come dividendo straordinario nell’ultimo trimestre.

“Considerando gli attuali prezzi di mercato, ben al di sopra del livello considerato” nella politica di distribuzione dei dividendi “dovremmo aspettarci ulteriori aumentanti nei prossimi trimestri”, “la nuova politica sarà sottoposta all’assemblea dei soci il 6 maggio”. Lo ha detto il Chief Transition and Financial Officer di Eni, Francesco Gattei, in call conference con gli analisti sui conti del primo trimestre di Eni

La produzione corre

Se i numeri finanziari del primo trimestre sono in calo, si registra di contro un forte aumento della produzione (+ 9%) a 1,8 milioni di barili equivalenti al giorno, con nuove scoperte per circa un miliardo di barili.

Anche sul fronte esplorativo i risultati sono stati particolarmente rilevanti, con circa 1 miliardo di barili equivalenti di nuove risorse scoperte in diversi Paesi, tra cui Angola, Costa d’Avorio, Libia ed Egitto, oltre a una scoperta significativa in Indonesia. In parallelo, prosegue lo sviluppo di nuovi progetti strategici, soprattutto nel gas e nel GNL, con investimenti e partnership (come quella con Petronas) che puntano a valorizzare il potenziale nel Sud-Est asiatico e ad avviare una nuova fase di crescita

I numeri

I numeri in flessione sono per lo più superiori al consenso: l’utile operativo proforma adjusted si attesta a 3,54 miliardi di euro (-4%), a causa in particolare dell’effetto cambio euro/dollaro sfavorevole; l’utile netto adjusted di competenza degli azionisti è sceso a 1,3 miliardi (-8%).  Guardando al consenso, l’utile netto rettificato era pari a 1,30 miliardi di euro, -7,8% su base annua, per una stima di 1,51 miliardi di euro  (consenso di Bloomberg)

Sul fronte della cassa, il flusso netto da attività operativa si è attestato a 1,43 miliardi (da 2,39 miliardi del primo trimestre 2026). In linea con il consenso: 1,43 miliardi di euro, -40% su base annua, stima 2,37 miliardi di euro

Eni precisa che la variazione risente fortemente della dinamica del capitale circolante, volatile per natura su base trimestrale; la misura gestionale di riferimento, il flusso di cassa operativo ante capitale circolante al costo di rimpiazzo adjusted, si è fermata a 2,88 miliardi, in calo del 16% annuo.

Gli investimenti organici a 1,87 miliardi sono sostanzialmente stabili. Sul fronte finanziario, l’indebitamento netto è salito a 10,8 miliardi con un gearing al 15%, in linea con il range target.

I satelliti

Il Global gas & Lng portfolio e power ha contribuito con 330 milioni al risultato operativo di gruppo, mentre le società satelliti Enilive e Plenitude hanno generano complessivamente circa 350 milioni. In particolare, Enilive ha registrato una crescita del 45% annuo a 138 milioni grazie alla bioraffinazione, nonostante la fermata programmata dell’impianto di Venezia.
Per Plenitude, invece, risulta un calo del 12% a 213 milioni per la pressione competitiva nel retail. Anche per questo Eni ha avviato una riorganizzazione dell’assetto azionario, con un aumento di capitale da 1,5 miliardi sottoscritto principalmente da Ares Management. L’operazione porterà al deconsolidamento di Plenitude dal bilancio di Eni. Nel frattempo la società ha raggiunto 11 milioni di clienti grazie all’acquisizione di Acea Energia.

Le stime 2026

Per l’intero 2026 Eni prevede una crescita della produzione oil&gas tra il 3% e il 4%. Sul fronte dei business della transizione, Enilive punta a un ebitda proforma adjusted di circa 1,1 miliardi, mentre per Plenitude si stimano 1,3 miliardi. Per il segmento gas, il contributo di Ggp è atteso a circa 1,3 miliardi, in crescita del 30% rispetto alle previsioni iniziali. La capacità rinnovabile installata dovrebbe raggiungere 6,5 Gw.

Per quanto riguarda il futuro il management vede importanti ritorni dal biofuel per gli aerei. Abbiamo un aumento di circa il 60% della domanda per i prossimi due anni: questa e la ragione principale – spiega -. La situazione geopolitica dara un po’ di margine in più, ma marginale rispetto ai fondamentali. Questo significa in realtà che la prospettiva sui biocarburanti  rimangono decisamente forti.

Gli analisti

“I risultati del primo trimestre 2026 della società sono stati leggermente inferiori alle aspettative. Tuttavia, l’obiettivo di CFFO per il 2026 e il programma di riacquisto di azioni proprie sono stati rivisti al rialzo in modo significativo” spiega Akros che conferma raccomandazione (buy) e obiettivo (23,22 euro).

“Sebbene gli utili non abbiano raggiunto le aspettative del consenso a causa di un maggiore impatto della manutenzione, la guidance sul CFFO è stata aumentata del 20% e il riacquisto di azioni proprie è stato incrementato per riflettere questo. La scoperta di oltre 1 miliardo di boe ci ricorda che non c’è bisogno di aspettare per agire”, commenta Barclays che consiglia overweight sul titolo.