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Stellantis inarrestabile, per Intesa titolo sottovalutato rispetto alle altre big auto. I prossimi catalyst (compreso un altro dividendo)

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Stellantis non ha mancato le attese facendo segnare un debutto stellare in Borsa. La giornata si è chiusa con un balzo del 7,57% a 13,52 euro per il nuovo colosso dell’auto nato alla fusione tra FCA e PSA e che si presenta con un biglietto da visita di circa 8 milioni di veicoli prodotti l’anno e un fatturato di oltre 165 miliardi di euro, che ne fanno la quarta più grande azienda automobilistica al mondo.

I numeri del nuovo colosso auto

Stellantis vanta 14 marchi tra cui spiccano Fiat, Maserati, Jeep, Dodge e Ram tra quelli che facevano parte di FCA, mentre la dote portata da PSA annovera tra gli altri Peugeot, Citroen, Opel e DS.
“Abbiamo le dimensioni, le risorse, la diversità e il know-how per cogliere con successo le opportunità di questa nuova era nel settore dei trasporti”, ha detto il presidente di Stellantis, John Elkann. La famiglia Agnelli, che ha incassato 830 mln dal dividendo straordinario di 1,84 euro per azione legato alla fusione con PSA, detiene adesso la quota di maggioranza di Stellantis con il 14,4%, quasi il doppio rispetto alla famiglia Peugeot.
Il ceo del nuovo gruppo, Carlos Tavares, ha affermato che la fusione aggiungerà 25 miliardi di euro di valore per gli azionisti nel corso degli anni, grazie ai tagli dei costi previsti. Fiat Chrysler e PSA hanno calcolato che Stellantis può ridurre i costi di oltre 5 miliardi di euro all’anno senza chiusure di stabilimenti.
Le azioni ordinarie di Stellantis da domani saranno negoziate anche sul New York Stock Exchange (NYSE) e sempre domani Tavares parlerà in una conferenza stampa virtuale.
I prossimi passaggi tecnici significativi per il gruppo prevedono la distribuzione della quota di Faurecia (39,3% più 308 milioni di euro di cassa derivanti da cessione passata da parte di PSA di una partecipazione del 7% in Faurecia), che dovrebbe avvenire nei primi tre mesi dell’anno.

Conti, dividendo aggiuntivo e nuovo piano

Nelle prossime settimane l’attenzione del mercato adesso si concentrerà sulle prestazioni economiche e finanziarie del gruppo e sulla sua capacità di pagare 1 miliardo di euro facoltativo di dividendo aggiuntivo relativo all’anno fiscale 2020 come indicato nei termini della fusione. “Ci aspettiamo che il gruppo presenti un piano industriale entro la fine del primo semestre o nel terzo quarter dell’anno – rimarcano gli esperti di Intesa Sanpaolo – . Dal punto di vista della valutazione, ci aspettiamo che il mercato tenga conto delle sinergie di Stellantis in una seconda fase, quando l’impatto iniziale diventerà visibili, cioè dalla seconda metà 2021 e soprattutto dal 2022″. Tuttavia, anche escludendo sinergie, gli esperti di Intesa Sanpaolo asseriscono che Stellantis sia sottovalutata su tutte le metriche rispetto ai suoi peers più diretti.

Il titolo diventa la terza forza del Ftse Mib

Stellantis diventa la terza forza dell’indice FTSE MIB. Stando ai dati riguardanti l’ETF iShares Ftse Mib Ucits Eur (Dist), che si rifà all’andamento dell’indice Ftse Mib, il titolo Stellantis ha un peso nell’indice del 7,38%, dietro solo a Enel con il 15,42% e Intesa Sanpaolo con l’8,47%. Fuori dal podio ENI (6,27%) e Ferrari (6,14%). L’ultimo aggiornamento del Ftse Russell sull’indice Ftse Mib al 20/9/2020 vedeva sempre Enel con il peso maggiore al 15,14%, seguita da Intesa con l’8,87% e Ferrari con il 6,78%. FCA era all’8° posto con il 4,11%.
Ieri per Stellantis è stato messo a punto l’insediamento del nuovo consiglio di amministrazione. Il board di Stellantis è composto da due amministratori esecutivi, John Elkann (presidente) e Carlos Tavares (ceo), e nove amministratori non esecutivi.