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Piazza Affari corre grazie a effetto Stellantis, fitti acquisti anche su Bper e Unicredit  

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Piazza Affari apre l’ottava con il sorriso trainata al rialzo da Stellantis, al debutto dopo la formalizzazione della fusione tra FCA e PSA. L’indice Ftse Mib ha chiuso a 22.498 (+0,53%), migliore tra i principali indici UE. Oggi le Borse mondiali sono orfane di Wall Street, chiusa in occasione della festività nazionale dedicata alle celebrazioni di Martin Luther King. L’unico appuntamento in agenda è la riunione dell’Eurogruppo sul Recovery Fund. Stamattina buone indicazioni dalla Cona rimbalzo maggiore del previsto del PIL nel quarto trimestre del 2020.

Stellantis vola a +7,5% al debutto

Protagonista assoluta di giornata è stata Stellantis con un boom fino a +7,57% a 13,52 euro al debutto per nuovo colosso dell’auto nato alla fusione tra FCA e PSA. Le azioni ordinarie di Stellantis sono negoziate da oggi a Milano e Parigi. Da domani anche sul New York Stock Exchange (NYSE) quando parlerà anche il nuovo ceo del nuovo gruppo, Carlos Tavares, in una conferenza stampa virtuale in occasione della nascita di Stellantis, che sarà seguita da una sessione di Q&A. I prossimi passaggi tecnici significativi per il gruppo prevedono la distribuzione della quota di Faurecia (39,3% più 308 milioni di euro di cassa derivanti da cessione passata da parte di PSA di una partecipazione del 7% in Faurecia), che dovrebbe avvenire nei primi tre mesi dell’anno.

Banche toniche, Bper la migliore

Tra le banche seduta intonata al rialzo per Bper con un progresso del 2,21%. La banca emiliana è stata inserita da Banca Akros nella lista delle sue top pick di Piazza Affari per il 2021. Giornata positiva anche per Unicredit (+0,91% a 7,77 euro).
Acquisti anche su Intesa Sanpaolo (+0,8% a 1,917 euro) che incassa la doppia promozione di Banca Akros che ha alzato il rating ad accumulate dal precedente neutral, con target price passato da 1,9 a 2,25 euro, in vista della presentazione dei risultati finanziari in agenda il prossimo 5 febbraio. “Intesa Sanpaolo chiude un anno impegnativo, che ha visto il successo dell’acquisizione di Ubi Banca, il cui intero consolidamento è avvenuto a partire da terzo trimestre 2020 – scrivono da Akros -. Pertanto, i risultati dell’esercizio 2020 non sono completamente confrontabili su base annua, mentre circa un terzo delle attività di Ubi sarà ceduto a Bper a partire dal secondo trimestre del 2021”. In particolare, gli analisti si attendono che il quarto trimestre 2020 sarà gravato da elementi una tantum e si chiuderà con una perdita netta di 3,2 miliardi di euro, a totale compensazione dell’acquisto di Ubi con un forte aumento dei rapporti di copertura delle Npe, che ha portato a 6 miliardi le svalutazioni nel 2020 e chiudendo l’anno con un utile netto di 3,2 miliardi.

Male Telecom

Tra i titoli in affanno invece spicca oggi Telecom Italia (-1,85%), peggior titolo di tutto il Ftse Mib. Il numero uno di CdP Equity, Pierpaolo Di Stefano, ha confermato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera l’ambizione di realizzare la rete unica in Italia, attraverso la fusione tra FiberCop e Open Fiber, aggiungendo che la nuova entità realizzerà una governance che garantirà la parità di accesso e l’indipendenza sugli investimenti strategici. FiberCop – di cui TIM deterrà il 58%, KKR Infrastructure il 37,5% e Fastweb il 4,5% – offrirà servizi d’accesso passivi della rete secondaria in rame e fibra a tutti gli operatori del mercato.
Gli analisti di Mediobanca Securities rimarcano come il progetto per la realizzazione della reta unica è più lento e più complesso rispetto alle attese. In ogni caso, continuano gli analisti, “la presenza di Cdp nelle vesti di azionista di maggioranza di Open Fiber potrebbe facilitare il processo “e, secondo noi, gli sforzi congiunti nello sviluppo di una BB ultra (pubblica e provata), che potrebbe velocizzare l’iter (e risparmiare soldi), fattore che sarebbe una buona notizia per Telecom Italia, Open Fiber e il paese”.