Notizie Auto Stellantis crolla ai minimi dopo le immatricolazioni in controtendenza. Predominio cinese ed elettrico fanno vacillare gli investitori

Stellantis crolla ai minimi dopo le immatricolazioni in controtendenza. Predominio cinese ed elettrico fanno vacillare gli investitori

24 Giugno 2026 10:53

L’auto europea conferma i segnali di ripresa. Secondo i dati diffusi da Acea, a maggio le immatricolazioni hanno raggiunto 955.013 unita, +3,2% rispetto al 2025 (a 955.013 unità). Ma a spingere sono soprattutto le case cinesi. Delude Stellantis con il  titolo che nella seduta del 23 giugno perde oltre il 6% toccando il livello più basso di sempre (oggi l’emorragia continua e il titolo segna un -1,9% a 5,19%). Dall’inizio del 2026 la flessione supera il 44% e dai massimi del 2024 il gruppo ha bruciato oltre tre quarti del proprio valore e il mercato teme margini deboli, prezzi sotto pressione e una ripresa più lenta del previsto.

I dati

Nell’Unione europea le nuove immatricolazioni sono aumentate del 3,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Stellantis, invece, ha registrato una contrazione del 2,6%, fermandosi a 146.381 vetture e vedendo la propria quota di mercato scendere dal 16,2% al 15,3%. Considerando i Paesi dell’Unione europea, dell’Efta — l’Associazione europea di libero scambio — e il Regno Unito, il quadro cambia poco. Il mercato è cresciuto del 3,6%, mentre le registrazioni del gruppo sono diminuite del 2,3%, a 164.958 unità. “

Principalmente  – spiega Akros – a causa del marchio Peugeot, che ha registrato un calo del 12,6% rispetto all’anno precedente. Tale flessione è stata tuttavia parzialmente compensata dalla crescita del marchio Fiat, che ha segnato un incremento del 20,6% su base annua”.

Stellantis

E anche se nel bilancio dei primi cinque mesi dell’anno, Stellantis resta ancora in territorio positivo (nell’Europa estesa le immatricolazioni sono aumentate del 5,3%, a oltre 905 mila unità, e la quota è salita marginalmente dal 15,4% al 15,5%) il mercato finanziario guarda soprattutto alla direzione più recente: un andamento in controtendenza quello registrato dal gruppo guidato da Antonio Filosa che apre molti dubbi sul futuro del gruppo in un mercato Ue sostenuto dalla domanda di modelli elettrici e ibridi.

Secondo Equita la dinamica delle immatricolazioni rimane “inferiore alla guidance di crescita del fatturato 2026. Il gruppo punta infatti a un aumento dei ricavi nell’ordine di una percentuale media a una cifra, ma in Europa deve affrontare anche un effetto prezzo negativo, già emerso nel primo trimestre”. Le automobili consegnate, in altre parole, non valgono tutte allo stesso modo. Si possono aumentare i volumi attraverso sconti, promozioni e modelli meno costosi, senza ottenere un miglioramento proporzionale dei ricavi e dei margini.

La quota cinese

A maggio le immatricolazioni europee di BYD sono aumentate del 136,6%, quelle di Chery del 244,1% e quelle di Leapmotor del 465,1%. Le percentuali partono da basi ancora contenute, ma la tendenza è netta. “I costruttori automobilistici cinesi (OEM) hanno continuato ad aumentare la propria quota di mercato, che nei primi cinque mesi del 2026 (YTD 2026) si attesta a circa il 10,5%, rispetto al 6,9% registrato nello stesso periodo del 2025. Si tratta di un incremento di 3,6 punti percentuali, in accelerazione di 20 punti base (bps) rispetto ad aprile 2026”, spiega Akros.

Anche alla luce di questi dati sono sostenute le preoccupazioni degli investitori sulla capacità del gruppo di contrastare l’avanzata dei produttori cinesi e di recuperare competitività nel segmento elettrico.

Ibride ed elettriche

Nello stesso mese le auto elettriche a batteria sono cresciute del 39,1%, le ibride ricaricabili del 13,2% e le ibride tradizionali dell’8,2%, mentre benzina e diesel hanno perso circa il 19%. Nei primi cinque mesi del 2026 le automobili completamente elettriche hanno conquistato il 20% del mercato dell’Unione europea, contro il 15,3% di un anno prima. Le ibride sono arrivate al 37,8% e le ibride ricaricabili al 9,7%. Quasi sette nuove auto su dieci appartengono ormai a una forma di propulsione elettrificata

Il test dei conti

Filosa, ha risposto alla crisi (il 2025 si è chiuso con una perdita netta di 22,3 miliardi) lanciando il piano FaSTLAne 2030: 60 miliardi di euro di investimenti per portare la capacità produttiva europea dal 60% all’80% e riportare il margine operativo in Europa tra il 3% e il 5%. Il mercato, tuttavia, attende i conti del secondo trimestre del 30 luglio per verificare la conversione dei piani industriali in flussi di cassa reali.