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Stay at home, ESG e non solo, Invesco indica 7 opportunità di investimento tematico anche post-pandemia

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La pandemia da Covid-19 ha modificato profondamente non solo l’economia globale ma il mondo stesso. Prima della crisi, gli investitori avevano già iniziato a perseguire approcci tematici per sfruttare al meglio le tendenze dell’economia globale, ma negli ultimi mesi sono emersi numerosi temi d’investimento, e abbiamo assistito a un’accelerazione di quelli esistenti. Ma anche in tempo di Coronavirus si possono ravvisare opportunità di investimento. Così Kristina Hooper, Chief Global Market Strategist di Invesco, ha identificato e analizzato 7 temi chiave legati alle opportunità di investimento in tempi di pandemia.

I sette temi chiave legati agli investimenti

  1. Stare a casa”: tra smart working e didattica a distanza, passare più tempo a casa è probabilmente il tema più ovvio emerso dalla pandemia. Dato che trascorrono molto più tempo tra le mura domestiche, molte persone stanno spendendo denaro per ristrutturare casa e adeguarla alle proprie esigenze, mentre le aziende stanno spendendo di più in tecnologia per garantire che i dipendenti possano lavorare in modo efficiente da casa. I principali beneficiari includono una serie di aziende tecnologiche, in particolare nei settori software, archiviazione e sicurezza. Tra gli altri beneficiari troviamo le imprese di ristrutturazione, le società di didattica online e le società di sanità digitale. Tutti questi temi dovrebbero persistere anche dopo la pandemia, sebbene con diversi livelli di diffusione (la didattica online, ad esempio, è la meno diffusa date le difficoltà associate all’apprendimento da casa per i bambini).
  2. E-commerce: l’acquisto di beni online è una tendenza a lungo termine che durante la pandemia, per ovvie ragioni, ha subito una drastica accelerazione. Secondo l’analista, il ventaglio di prodotti e servizi venduti online si espanda ulteriormente durante la pandemia ed è probabile che, anche una volta terminata, i rivenditori di e-commerce continuino a mantenere una quota molto più elevata di vendite al dettaglio complessive rispetto al periodo pre- pandemia.
  3. Intelligenza artificiale: l’IA rappresenta una potente innovazione la cui domanda è aumentata durante la pandemia e al momento sta aiutando molte aziende a diventare più efficienti e a migliorare il proprio modo di lavorare in questo momento particolarmente complicato. L’IA ha inoltre il potenziale per migliorare notevolmente la produttività, ed è quindi una tendenza particolarmente importante in grado di resistere oltre la pandemia.
  4. Droni e robot: la pandemia ha messo in luce l’importanza dei robot e dei droni nell’eseguire compiti essenziali senza incorrere nella possibilità di contagio o diffusione del virus. Allo stesso modo, i droni vengono impiegati per la consegna di beni, contribuendo a ridurre la vulnerabilità di un servizio essenziale durante la pandemia. Anche dopo la pandemia, si prevede un’ulteriore accelerazione dell’automazione dovuta al miglioramento della produttività e al contenimento dei costi associati ad essa.
  5. Tecnofinanza: altra tendenza che ha subito un’accelerazione dovuta alla pandemia è quella dei pagamenti senza contanti. Il Covid-19 ha portato a una diminuzione dell’utilizzo di denaro a causa della preoccupazione della diffusione del virus tramite lo scambio fisico. Di questa tendenza, che si prevede continui anche dopo la pandemia, hanno beneficiato tutta una serie di società di tecnologie finanziarie durante la pandemia, i beneficiari più rilevanti nella tecnofinanza potrebbero essere le aziende legate alla blockchain, che trova applicazione in molti settori diversi e può facilitare gli scambi commerciali senza contatto fisico.
  6. Deglobalizzazione: la deglobalizzazione aveva già registrato un’impennata negli ultimi anni, in particolare dall’avvento delle guerre commerciali tra Usa e Cina e ha subito un’accelerazione nel momento in cui le catene di approvvigionamento sono state stravolte dalla pandemia.
  7. ESG: la pandemia del 2020 e la conseguente recessione economica sono viste come possibili catalizzatori per stimolare un’economia più “green” e, in generale, per favorire l’attenzione ai fattori ESG. Questo potrebbe trasformarsi in un momento di “distruzione creativa”, con una profonda recessione in grado di generare un’economia migliore e più rispettosa dell’ambiente.