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Stati Generali: dietro lo splendore di Villa Pamphili il rischio che Italia esca dal G7 cedendo posto al Brasile

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“Al desk italiano della Bce, orfano di Mario Draghi tutore, il governo di Roma è diventato un sorvegliato speciale e circola un appunto classificato, ‘strictly confidential’, che potrebbe guastare per sempre i sogni di gloria di Giuseppe Conte: l’Italia rischia di uscire dal G7, il gruppo delle prime economie del pianeta, aprendo tra l’altro le porte alla troika della UE”. E’ quanto scrive Luigi Bisignani, ex giornalista, autore di diversi libri tra cui “L’uomo che sussurra ai potenti”, nell’articolo “Italia fuori dal G7. Pronta la beffa” pubblicato su “Il Tempo” ieri, domenica 14 giugno.
“Le preoccupazioni del desk italiano – si legge ancora nell’articolo – per ora non fatte proprie ancora da Christine Lagarde, sono legate alle previsioni impietose sull’economia italiana che purtroppo iniziano a diventare realtà. Secondo la nota, ‘mentre Germania e Brasile perderanno forse il 5-6%, l’Italia viaggia fra il -9,1% e il -14% e, data la differenza molto contenuta fra il Pil 2019 di Italia e Brasile, che tallona Roma, quest’ultima rischia di uscire dalla speciale classifica delle prime sette economie mondiali, con il Brasile che ne prende il posto”.

D’altronde, ricorda Luigi Bisignani, i dati di cui sopra vanno considerati alla luce, anche, dell’ “annoso rapporto debito-Pil, che viaggia sopra il 150%, e a quello del Pil reale pro capite che nel 2019 in Italia era del 15% sotto la media dell’Eurozona”.
Viene rilevato inoltre che “a Francoforte, come a Bruxelles, si aspettavano molto di più pure dalla selezionatissima task force guidata da Vittorio Colao“: quella che ha sfornato la “Strategia per il rilancio dell’Italia”, che lo stesso Colao ha ricordato avere “46 pagine di sintesi più 102 idee per il rilancio di un’Italia colpita da una crisi senza precedenti”:  una strategia per “Un’Italia più forte, resiliente ed equa”.

Il report prevede azioni in sei ambiti: imprese e Lavoro, motore dell’economia; infrastrutture e ambiente, volano del rilancio; turismo, arte e cultura, brand del Paese; P.A., alleata di cittadini e imprese; istruzione, ricerca e competenze fattori chiave per lo sviluppo; individui e famiglie, in una società più inclusiva ed equa.
Diverse le proposte, tra le quali quella di rinviare il saldo imposte 2019 e acconto 2020, due sanatorie sul lavoro nero e contante. Ma, anche, incentivi per operazioni di aumenti di capitale,  con una super ACE.
Il piano Colao ha questo e tant’altro, ma Bisignani sottolinea che non ha convinto i piani alti di Bruxelles né quelli di Francoforte.
“Quello che maggiormente ha deluso del rapporto Colao – sottolinea Bisignani – è sintetizzato in un appunto sulla scrivania del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, sorpreso che non sia stato approntato un vero piano con le priorità, ma una mera lista di suggerimenti senza scadenza e, soprattutto, priva di un’allocazione delle risorse disponibili”.
Questo, spiega il giornalista, in un contesto in un cui “le entrate fiscali italiane subiranno un drastico calo in quanto, solo per fare alcuni esempi, l’Iva su consumi segue il Pil, quindi sarà a -12% o -13%, e l’Irpef crollerà almeno del 30% per via della riduzione del reddito totale dei lavoratori, per non parlare del crollo dei versamenti dei contributi previdenziali per effetto della cassa integrazione, tanto che alla Ragioneria Generale dello Stato iniziano a parlare addirittura di circa 100mila miliardi di minor gettito fiscale”.
Ma negli Stati generali dell’economia di tutto questo non se ne parla, fa notare Bisignani.
Proprio oggi, nella seconda giornata dell’evento che si è aperto il fine settimana scorso a Villa Pamphili, la parola passa Vittorio Colao, Presidente del Comitato di esperti in materia economica e sociale.